Dal borgo abbandonato di San Silvestro alla casa di Ginarella: in Abruzzo c'è un borgo tra le montagne che è una vera scoperta
Ofena è un luogo dove ripercorrere le memorie d'Abruzzo e riviverne i sogni. In un viaggio tutto da ascoltare con Loquis
Nel cuore dell’Abruzzo, incastonato tra le montagne del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sorge Ofena, un piccolo borgo che custodisce secoli di storia, cultura e memoria collettiva. Un luogo in cui il passato non è mai davvero passato, ma continua a vivere nelle parole di chi lo abita.
Ofena da ascoltare

È proprio da qui che parte Memorie e Sogno, il podcast che, attraverso la voce degli ofenesi, restituisce l’anima nascosta del piccolo comune.
Con Memorie e Sogno, Loquis – la prima app gratuita di travel podcasting – accompagna l’ascoltatore in una passeggiata sonora nel borgo e nei suoi dintorni, tra ricordi tramandati, storie di coraggio, e luoghi che parlano da soli. Un viaggio in 23 tappe che attraversa i secoli, dalla preistoria al Medioevo, dai Piccolomini, ai Medici, ai Borboni, fino alle ferite ancora vive del Novecento. Il progetto nasce da un lavoro di comunità e restituisce in formato audio tutto ciò che gli abitanti hanno saputo raccogliere, conservare, raccontare.
Ofena, cosa sapere

Le radici di Ofena affondano nell’antichità, ai tempi dei Vestini e della città romana di Aufinum. In questa terra fu rinvenuta la celebre statua del Guerriero di Capestrano, simbolo fiero di un passato guerriero e nobile.
Durante il Medioevo, le invasioni spinsero la popolazione a rifugiarsi sulle alture, dando vita all’attuale assetto urbano: un borgo in pietra con un impianto circolare, che conserva ancora oggi strutture di pregio come la Chiesa di San Nicola di Bari e il Palazzo Cataldi-Madonna. Poco fuori dal centro, il Convento di San Francesco e la Chiesa di San Pietro in Criptys arricchiscono il patrimonio spirituale e architettonico del territorio.
Ogni tappa del canale audio è un frammento di storia condivisa. Dal borgo abbandonato di San Silvestro, risalente al IX secolo, alla casa di Ginarella, una delle prime sedi scolastiche del paese, fino a Piazza San Carlo, con il suo impianto triangolare. I racconti si intrecciano con il paesaggio fatto di mandorli, ulivi e vigne, e con una quotidianità semplice ma carica di significato.
Tra gli episodi più toccanti, quelli ambientati durante la Seconda guerra mondiale: l’occupazione tedesca, gli sfollati in arrivo da Bussi e Popoli, e la resistenza silenziosa degli abitanti. Come Filomena, anziana di 75 anni, che armata solo di un bastone da passeggio, sfidò un soldato tedesco che voleva requisire il suo asino. Un gesto di coraggio che oggi viene ricordato nel Parco della Rimembranza, costruito in memoria delle vittime di tutte le guerre. È in luoghi come questo che le storie prendono voce, e il passato torna ad avere un volto.
Il progetto Memorie e Sogno, a cura della cooperativa sociale Realize, sostenuto con fondi Restart - Sviluppo delle potenzialità culturali, nasce da laboratori comunitari, ed è pensato per crescere, arricchirsi, evolvere. Le storie non si fermano qui. Il canale è vivo, e come ogni memoria condivisa, è pronto ad accogliere nuove voci, nuovi sogni.
Per ascoltare tutte le storie basta aprire l’app Loquis e cercare Memorie e Sogno. Un viaggio in Abruzzo, dove ogni pietra ha qualcosa da dire.
