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È in Emilia Romagna l'unica e sola 'Città del Tricolore' in Italia: ecco qual è e cosa vedere nella piccola 'capitale' della Pianura Padana  

Cosa vedere a Reggio Emilia, una delle principali città dell'Emilia Romagna

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Situata nella Pianura Padana, sulla Via Emilia, a circa 50 km da Bologna, Reggio Emilia è conosciuta come la "Città del Tricolore".

Fondata dai Romani, la città ha attraversato secoli di trasformazioni - dal periodo imperiale alle lotte medievali - fino a diventare uno dei primi liberi comuni italiani. Culla del Rinascimento, luogo di nascita di Ludovico Ariosto e centro di figure di spicco come Matteo Maria Boiardo, poeta e letterato. Monumenti come la Basilica della Ghiara, il Teatro Municipale Valli e i moderni ponti di Santiago Calatrava raccontano l’evoluzione artistica e architettonica della città.

Reggio Emilia è nota per il suo tipo di educazione con gli asili "più belli del mondo" e per la gastronomia locale, tra cui spiccano i cappelletti, il Parmigiano Reggiano e l’aceto balsamico tradizionale. Reggio Emilia offre un’esperienza unica da vivere, ma anche da ascoltare grazie al podcast “Reggio Emilia: storia, arte e cultura” presente su Loquis, la prima piattaforma di Travel Podcasting!

Palazzo Ducale - Salvador Allende

Il palazzo è situato nel centro storico di Reggio Emilia, in Piazza Gioberti - un tempo nota come Piazza Adelgonda. Costruito nel XVIII secolo per volere del Duca di Modena Francesco III d'Este, inizialmente come Palazzo del Governo, divenne poi residenza ufficiale dei duchi durante i loro soggiorni a Reggio Emilia.

L'architetto Domenico Marchelli curò una ristrutturazione significativa che incluse una nuova facciata e un giardino interno. Il Duca raggiungeva la residenza percorrendo la Passeggiata Settecentesca, un elegante viale di due chilometri progettato dall’architetto Ludovico Bolognini, che collegava il Palazzo Ducale al ponte di San Pellegrino. Questo percorso, caratterizzato dall’acqua, attraversa il Corso Garibaldi, le piazze Gioberti e Roversi con i loro specchi d’acqua, le fontane monumentali di Viale Umberto I e le vasche della Reggia di Rivalta.

La sua posizione centrale rende il Palazzo Ducale un punto di riferimento simbolico della città, legato sia alla sua storia che alla cultura del periodo estense.

Sinagoga e ghetto ebraico

All'inizio del XV secolo, Reggio Emilia iniziò ad accogliere le prime famiglie ebree grazie a un permesso speciale del Senato. Questi nuovi arrivati si dedicarono ad attività cruciali come il prestito di denaro, vietato ai cristiani, e il commercio di seta, tessuti e granaglie, portando con sé la propria cultura e le proprie tradizioni.

Nel 1492, con l’espulsione degli ebrei dalla Spagna, un’ondata di Sefarditi trovò rifugio in Italia, soprattutto nelle città del Ducato Estense. La tolleranza ebbe tuttavia breve durata: nel 1555, la bolla papale "Cum nimis absurdum" impose la segregazione nei ghetti. A Reggio, la duchessa Laura Martinozzi stabilì che gli ebrei dovessero risiedere in specifiche vie, tra cui San Rocco, Caggiati e Monzermone. Nel 1673, circa 885 persone furono costrette a vivere in spazi angusti, con uscite consentite solo di giorno e un segno di riconoscimento obbligatorio.

Al centro del ghetto, in via dell’Aquila, sorse la Sinagoga maggiore, simbolo di fede e resistenza. L’Ottocento portò grandi cambiamenti: con Napoleone e la Repubblica Cispadana, i portoni del ghetto vennero abbattuti e gli ebrei acquisirono la piena cittadinanza.

Durante il Risorgimento, molti ebrei reggiani parteciparono ai moti, tra cui Ulderico Levi, senatore e benefattore della città. Nel 1858, la Sinagoga fu ricostruita dall’architetto Pietro Marchelli.

La storia ebraica fu però nuovamente segnata dalla tragedia: le leggi razziali del 1938 portarono isolamento e deportazioni. Nel 1943, dieci ebrei reggiani furono deportati ad Auschwitz, mentre nel 1944 i bombardamenti danneggiarono gravemente la Sinagoga, che venne abbandonata dopo il crollo della cupola negli anni Cinquanta. A partire dagli anni Novanta, un intervento di restauro restituì vita a questo luogo storico. Nel 2003, il restauro della cupola seguì fedelmente il progetto originale di Marchelli. La Sinagoga, con la sua storia di resistenza e rinascita, rimane un capitolo fondamentale della memoria di Reggio Emilia.

L’angolo verde di Reggio Emilia: Parco del Popolo

È in Emilia Romagna l'unica e sola 'Città del Tricolore' in Italia: ecco qual è e cosa vedere nella piccola 'capitale' della Pianura Padana

Il Parco del Popolo rappresenta un'oasi verde nel cuore della città e si trova dove, un tempo, c’era la Cittadella - castello fortificato costruito dai Gonzaga nel 1339. Qui è nato Ludovico Ariosto nel 1474 - ed è così che si intreccia la storia del luogo con la sua storia letteraria. La Cittadella fu demolita nel 1848, dopo una rivolta popolare, per lasciare spazio a un ippodromo, luogo di grande attrattiva per i reggiani.

Nel 1864 vi fu costruito il primo stabilimento di Bagni Pubblici e, negli anni ’20 del Novecento, il parco assunse l’aspetto che conosciamo oggi,tra grandi alberi, come ad esempio i platani, ma anche il cedro del Libano, simbolo botanico del parco. Sono inoltre presenti varie statue e busti, che raffigurano personaggi celebri della città, tra cui Ludovico Ariosto, Matteo Maria Boiardo, Antonio Allegri e Maria Melato.

In memoria del passato romano si trovano una statua della Lupa Capitolina e il Monumento ai Concordi. Infine, sul lato ovest del parco, c’è la scuola dell'infanzia Diana, definita nel 1991 “il miglior asilo del mondo” dalla rivista Newsweek.

Reggio Emilia offre un’esperienza unica da vivere, ma anche da ascoltare grazie al podcast “Reggio Emilia: storia, arte e cultura” presente su Loquis, la prima piattaforma di Travel Podcasting!

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