100 teatri e 32 borghi bellissimi: non è un sogno, ma la realtà di una costellazione di bellezza chiamata Marche
Considerata dai molti come una meta prevalentemente gastronomica, è una regione ricchissima di proposte di viaggio che uniscono mari e monti, cultura, tempo libero e natura
Racchiudere nel piccolo spazio di un articolo, come fa l’oliva ascolana con il suo ripieno, tutto il bello (e il buono) delle Marche è un’impresa titanica. Perché qui, dove il nord e il centro Italia si incontrano e fondono, e dove si parlano dialetti spesso diversi quanto capaci di rallegrare l’anima, il turista può trovare pane per i suoi denti, luce per i suoi occhi, carezze per il suo udito. E così, per raccontare le magnifiche sorti e progressive, per citare il marchigiano Giacomo Leopardi, di una regione sospesa tra gli Appennini e l’Adriatico, la redazione di PaesiOnLine ha incontrato, nel corso del recente Salone del Libro di Torino, Chiara Biondi, Assessore alla valorizzazione dei beni culturali, alla promozione e organizzazionedelleattività culturali.
Le ‘reti’ di un turismo alla prova della contemporaneità

Le Marche sono la prima regione in Italia a lavorare attraverso delle “reti”, ovvero dei sistemi che mettono in collegamento territori e comuni legati dalle specificità. Attraverso l’Assessorato alla cultura di Regione Marche, guidato dall’assessore Biondi, la regione ha conferito l’incarico a ben sette direttori di rete, figure altamente professionali che sono chiamate a un lavoro di promozione e di valorizzazione dei territori. L’obiettivo, in ogni caso, è di estendere il modello delle reti, perché “siamo assolutamente convinti che la cultura debba lavorare in maniera integrata, perché abbiamo tantissime piccole realtà meravigliose, ma che se noi non lasciamo sole non riescono ad emergere. Invece pensiamo che attraverso la rete e l'integrazione sia lostrumentomigliore.”
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Tanti borghi quante sono le stelle nel cielo delle Marche
Le Marche sono una regione tutta da scoprire, soprattutto per la presenza di tanti borghi, che, come ci racconta l’assessore Biondi, sono “veramente delle stelle per noi, che illuminano proprio la nostra regione. C'è sicuramente un grande incremento turistico nella nostra regione, soprattutto negli ultimi anni, poiché ovviamente la regione ha voluto puntare sulla valorizzazione di questi borghi che sono un patrimonio culturale e non solo”.
La cultura, nelle Marche, che è fatta di luoghi architettonici e artistici, in cui troviamo una ricca offerta di musei, archivi, biblioteche e soprattutto teatri. Non a caso, ci ricorda l’assessore, “la nostra regione è stata capofila di un importantissimo progetto insieme all'Umbria e all'Emilia-Romagna, tanto che lo Stato italiano ha deciso di candidare i nostri teatri a patrimonio mondiale UNESCO”. E infatti, se le Marche possono contare su ben 32 comuni iscritti nel novero dei Borghi più belli d’Italia, da Arcevia a Grottammare, non da meno sono i suoi teatri, circa 100, che si posizionano storicamente tra il XVIII e il XIX secolo, centri di una cultura diffusa in piccoli borghi come Offida o realtà urbane come Ancona eJesi, ognuno con una storia da raccontare e un calendario ricchissimo da proporre allo spettatore.

Proprio raccontando le Marche come terra di borghi, ne possiamo citare sicuramente tre che meritano la “fatica” della scoperta: partendo dalla provincia di Pesaro, dove c’è Gradara, borgo meraviglioso celebre per la sua Rocca nella quale gli storici collocano la vicenda umana di Paolo e Francesca, gli amanti raccontati da Dante Alighieri nel V Canto dell’Inferno. Spostandoci nella provincia di Ancona incontriamo Morro d'Alba, che ha tra l'altro una passeggiata panoramica davvero importante, mentre la provincia di Macerata conquista il viaggiatore con Esanatoglia, un borgo immerso nell’entroterra con tanta storia da raccontare. Scendendo verso sud, incontriamo Torre di Palme in provincia di Fermo, con il suomagnificoaffaccio sul mare, mentre la provincia di Ascoli Piceno completa il quadro con Ripatransone, celebre tra le altre cose per avere il vicolo più stretto d’Italia.
