118 metri di pura bellezza: lo sapevi che il primo grattacielo d'Italia è nato sulla Riviera Romagnola?
Il “gigante” di Cesenatico, nato in pieno boom economico, resta un simbolo di audacia architettonica e fervore turistico
Nel cuore della Riviera Romagnola, sorge un edificio che ancora oggi incanta con la sua presenza imponente e il suo fascino retrò: il Grattacielo di Cesenatico, noto anche come Condominio Marinella II. Costruito tra il 1957 e il 1958, questo edificio residenziale di 35 piani e 118 metri di altezza fu per anni il più alto d’Italia e, per un breve periodo, il più alto in cemento armato d’Europa . Ancora oggi ne parlano come “il grattacielo”, ricordando con orgoglio quel primato di modernità e ambizione architettonica.
Il simbolo del boom edilizio in Riviera

Non è soltanto un grattacielo: è il simbolo di un’Italia che, uscita dalla guerra, ritrovava fiducia e orgoglio nel progresso. Progettato dall’ingegnere Eugenio Berardi di Lugo e voluto dalla Società Immobiliare Marinella, l’edificio è composto da tre sezioni: un’ala a tre piani fronte mare che ospitava inizialmente un hotel, una parte di sette piani sul lungomare e la torre residenziale vera e propria di 33 piani abitativi con 120 appartamenti. La sua architettura razionalista e slanciata, visibile da tutta la costa, divenne un emblema di modernità e ancora oggi gli abitanti del posto lo chiamano semplicemente “il grattacielo”, ricordando con orgoglio quel primato nazionale.
Tra primati, sfide e curiosità

Il grattacielo di Cesenatico non fu soltanto un’opera edilizia, ma anche un vero terreno di sfida tra campanilismi. La torre venne infatti innalzata fino a 35 piani per superare le torri milanesi e dimostrare che anche la Riviera poteva competere con i grandi centri urbani. Non a caso, quando fu completato, superò la Torre Breda di Milano e venne celebrato come “il grattanuvole” di Cesenatico, secondo una definizione ironica de Il Resto del Carlino. Questa corsa al cielo suscitò orgoglio e rivalità, tanto che i progettisti decisero di aggiungere piani rispetto al progetto iniziale pur di primeggiare. Anche il nome “Marinella” ha un valore affettivo, poiché richiama la moglie dell’ingegnere Berardi, Marinella Ragazzini, a testimoniare il legame personale e familiare con questa grande opera. La torre fu dotata di servizi innovativi per l’epoca, come un ristorante panoramico e una terrazza belvedere, e si trasformò presto in un simbolo del turismo di lusso e della rinascita economica del Dopoguerra. Ancora oggi, nonostante il primato sia stato superato negli anni ’60 dal Pirellone di Milano, resta una delle torri residenziali più alte d’Italia.
Restauri, leggende e identità cittadina

Con il passare del tempo, il grattacielo ha continuato a dominare lo skyline di Cesenatico, attraversando fasi di gloria e di necessarie ristrutturazioni. Tra il 2003 e il 2009 subì un importante restyling che portò al consolidamento dei pilastri, alla sostituzione degli ascensori, al rinnovamento degli impianti e all’applicazione di una moderna facciata ventilata in gres blu e grigio, restituendogli un’immagine attuale e sicura.
Eppure, oltre al restauro, questo edificio ha alimentato anche leggende: nonostante i suoi oltre sessant’anni, rilevamenti topografici hanno dimostrato che la torre è rimasta praticamente verticale, con una lieve inclinazione di appena 33 centimetri verso Piazza Costa, ben al di sotto di qualunque rischio strutturale. Oggi, il grattacielo non è soltanto una residenza ma un vero e proprio punto di riferimento identitario per Cesenatico, una presenza che racconta il boom del turismo balneare, la voglia di innovazione e l’orgoglio di una città che decise di guardare in alto. Dalle sue finestre, lo sguardo abbraccia ancora mare, pineta e cielo, lo stesso panorama che negli anni ’50 aveva ispirato i sogni di chi lo progettò e che oggi continua a incantare residenti e visitatori.
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