15 chilometri di radiosa bellezza: è lei la spiaggia più lunga d’Italia, ed è la spiaggia da record della Sardegna
Platamona è uno dei segreti più luminosi del nord Sardegna, uno spazio ampio e intimo che sa di antichità e futuro, di sabbia e pineta, di mare e cielo
È un abbraccio infinito tra dune, pineta e mare nel nord della Sardegna. Nel cuore del Golfo dell’Asinara, tra Porto Torres e Sassari, si estende la spiaggia di Platamona: una lingua dorata lunga quasi 15 chilometri, considerata la più estesa della Sardegna e la spiaggia più lunga d’Italia.
- Un arenile da record ma vivo
- Un’oasi protetta e resiliente
- Dal borgo al mare: come arrivare alla spiaggia di Platamona
Un arenile da record ma vivo

Platamona vanta uno dei record più significativi tra le spiagge italiane: 15 chilometri di arenile aperto, con larghezza variabile da 10 a 30 metri a seconda delle maree e delle “pettini”, le discese a mare che affacciano direttamente sulla spiaggia. Il suo nome, che deriva dal greco platamon-onos (“superficie piana”), ne restituisce immediatamente l’essenza geografica: un pendio morbido e continuo di sabbia che si stende verso il mare, modellato dal vento e dalle correnti marine. La sabbia, di grana variabile, alterna tratti di colore dorato e sabbia più chiara, fino a incontrare ciottoli levigati e conchiglie, testimoni della vitalità delle acque circostanti. Nonostante la sua imponenza, Platamona nonappare sterile o uniforme, ma anzi segmentata da dune selvagge e interrotta da piccole foreste di pino marittimo e ginepri, piene di profumi e intrecci mediterranei.
Il mare di Platamona si distingue per la limpidezza e la serenità dei suoi fondali: bassi, sabbiosi, adatti al gioco dei bambini e alla tranquillità dei bagnanti. Le varie tonalità, che sfumano dal verde smeraldo all’azzurro intenso, offrono riflessi sorprendenti, rendendo la spiaggia perfetta per intere giornate in riva.
All’estremità occidentale della spiaggia svetta la Torre di Abbacurrente, una costruzione del Cinquecento pensata per segnalare i pericoli del mare. La torre è un segnale visibile tra il mare e la terra, riassunto simbolico del passato difensivo della Sardegna costiera, ma anche un punto di riferimento per chi cerca quel tocco di meraviglia in più, tra le dune e il mare.
Un’oasi protetta e resiliente

Parlare di Platamona significa anche menzionare la sua identità naturale. È inserita in area SIC e ZPS, e sfrutta sistemi di protezione per dune e vegetazione retrospiaggia, difendendo la pineta e lo stagno, aumentando la qualità ambientale. Non è solo una spiaggia, ma un laboratorio di conservazione, un equilibrio tra fruizione e rispetto.
Dietro l’arenile si sviluppa una pineta ampia, nata da un progetto di rinaturalizzazione nel Novecento, che oggi protegge la spiaggia e regala ombre rare e profumate. Qui, tra cipressi e pini marittimi, si apre un mondo parallelo, un eco-sistema che invita a passeggiate contigue tra dune, ginepri e piccole oasi. Lo stagno di Platamona, lungo 3 chilometri e ricco di biodiversità, offre un habitat unico, dove l’acqua dolce convive con la spiaggia, rendendo il paesaggio ancor più affascinante.
Dal borgo al mare: come arrivare alla spiaggia di Platamona

Platamona è a soli 10 chilometri da Sassari, facilmente raggiungibile tramite la SS131 e la SP81, con accessi distribuiti lungo la lunghezza del litorale. Diverse “discese” o “pettini” consentono di arrivare comodamente all’arenile, con ampi spazi di parcheggio e punti informativi. Il tratto è percorribile anche in bici, a piedi o con mezzi elettrici, in un’esperienza lenta che amplifica il senso di scoperta.
