150 gatti sono i custodi del monumento più sottovalutato di Roma: proprio qui venne ucciso Cesare
Tra templi repubblicani, antiche pietre e una storica colonia felina, nel centro della Capitale sopravvive il luogo legato alle celebri Idi di marzo.
Nel cuore più frenetico di Roma, dove il traffico sfiora senza sosta corso Vittorio Emanuele II e via Arenula, basta affacciarsi a Largo di Torre Argentina per cambiare immediatamente prospettiva. Sotto il livello stradale, alcuni metri più giù rispetto ai marciapiedi, si apre l’area sacra che racconta la Roma repubblicana, il teatro dell’assassinio di Giulio Cesare e una delle colonie feline più celebri d’Italia. È un luogo che mette insieme archeologia, memoria politica e quotidianità urbana, dove le passerelle moderne corrono accanto a basamenti in tufo, podi monumentali e resti medievali. Chi viaggia a Roma spesso lo sfiora senza comprenderne fino in fondo la portata storica, fermandosi ascattare foto ai gatti appollaiati sulle rovine. Con il nuovo percorso di visita inaugurato nel 2023, però, Largo di Torre Argentina è diventato una tappa da inserire consapevolmente in ogni itinerario nel centro storico.
Area sacra di Largo di Torre Argentina: un vuoto urbano pieno di storia

Chi arriva a Largo di Torre Argentina, magari scendendo dal tram o attraversando corso Vittorio Emanuele II, vede prima di tutto un grande vuoto nel tessuto urbano: uno scavo archeologico incassato tra i palazzi, circondato da mezzi pubblici e vetrine. In realtà, quell’abbassamento del terreno coincide con una delle aree sacre più importanti del Campo Marzio, dove si concentrano quattro templi repubblicani, resti di epoca medievale e le fondamenta della Curia di Pompeo. La sensazione, affacciandosi alla ringhiera, è quella di un salto indietro nel tempo: i livelli pavimentali in tufo e in travertino, le colonne spezzate, gli alzati in muratura raccontano oltre due milaannidi trasformazioni. Per chi conosce solo il Colosseo e il Foro, questo spazio offre un’altra immagine di Roma antica: meno monumentale, più stratificata, intrecciata alla città moderna che le scorre letteralmente sopra.
Templi repubblicani, Curia di Pompeo e paesaggio archeologico

L’Area sacra di Largo Argentina è emersa quasi per sorpresa tra il 1926 e il 1929, durante le demolizioni del vecchio quartiere storico. Sotto le case medievali è riapparsa una piazza lastricata, organizzata attorno a quattro templi identificati dagli archeologi con le lettere A, B, C e D, poiché le divinità originarie non sono del tutto accertate. Il tempio C, databile tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C., è il più antico e viene collegato alla dea Feronia; il tempio A, di metà III secolo a.C., potrebbe essere stato dedicato a Giuturna. Alle spalle dei templi B e C si nota un grande basamento in blocchi di tufo: è quanto rimane della CuriadiPompeo,lasala di riunione del Senato dove il 15 marzo del 44 a.C. venne ucciso Giulio Cesare. Non siamo dunque nel Foro Romano, ma nel Campo Marzio monumentale voluto da Pompeo, in uno spazio politico che segna il passaggio traumatico dalla Repubblica al potere di Ottaviano, il futuro Augusto.
Colonia felina, stratificazioni medievali e identità del luogo

Tra colonne, gradini consunti e basamenti in tufo si muove da decenni la colonia felina di Torre Argentina, una delle più note di Roma. I gatti hanno iniziato a frequentare l’area dopo gli scavi novecenteschi, trovando rifugio nelle cavità e negli spazi riparati sotto il livello stradale. Le prime “gattare” hanno poi dato vita a un’assistenza strutturata, oggi coordinata dall’Associazione culturale Colonia felina di Torre Argentina, che cura animali malati, anziani o disabili e promuove adozioni e sterilizzazioni. Il numero dei gatti non è fisso: le stime attorno ai 150 esemplari variano inbaseaingressi,uscitee adozioni. Alcuni animali girano liberi nella parte consentita dell’area, altri restano negli spazi interni del rifugio, aperto ai visitatori con propri orari. In superficie, intanto, sono ancora leggibili i resti della chiesa medievale di San Nicola, ricavata nel tempio A, con tracce di abside, altare e pavimentazione cosmatesca che aggiungono un ulteriore strato alla memoria del sito.
Come visitare Largo di Torre Argentina e il nuovo percorso di visita

Fino a pochi anni fa, Largo di Torre Argentina era un luogo da osservare soltanto dall’alto, affacciandosi alle ringhiere lungo via Florida o via Arenula. Dal 20 giugno 2023, invece, grazie a un progetto promosso da Roma Capitale e seguito dalla Sovrintendenza Capitolina, è possibile scendere al livello archeologico attraverso un nuovo sistema di passerelle. Il percorso accompagna tra i quattro templi, i piani pavimentali in tufo e travertino e la base della Curia di Pompeo, supportato da pannelli esplicativi che guidano anche i non addetti ai lavori. Per organizzare la visita conviene verificare sul sito ufficiale di RomaCapitale giorni,orari emodalità di accesso, spesso collegati ai principali circuiti museali cittadini. Il rifugio della colonia felina, invece, segue regole e ingressi separati: chi lo desidera può incontrare i volontari, informarsi sulle adozioni o sostenere a distanza uno degli ospiti. In questo modo, una semplice sosta in un incrocio trafficato può trasformarsi in un’esperienza completa, tra archeologia, storia e impegno civile.
