1500 abitanti e una domus de janas tra le più misteriose della Sardegna: cosa fare e vedere a Florinas, il segreto meglio custodito dell'isola
A sud della cittadina di Sassari si apre tutto un altro mondo fatto di storia antica e insediamenti ancora più antichi: benvenuti a Florinas
Nel cuore del Logudoro sassarese, proprio a sud di Sassari, si adagia Florinas, un borgo di circa 1500 abitanti sospeso tra dolci colline, storia millenaria e tradizioni vive. In questo angolo segreto della Sardegna le pietre raccontano più di mille parole: dai primi insediamenti preistorici al medioevo, ogni scorcio parla di continuità, di bellezza discreta e ospitale. Florinas è il genere di luogo che ti accoglie senza fare clamore, ma che parla direttamente all’anima.
Un museo a cielo aperto: il parco archeologico

Le dolci colline intorno a Florinas sono un vero parco archeologico naturale, disseminato di tracce del passato. Qui si incontrano circa dieci domus de janas, tombe ipogee del Neolitico scavate nella roccia; oltre trenta nuraghi, testimonianze imponenti del Bronzo antico e necropoli romane di età imperiale tardiva. Baluardi di un tempo lontano, che raccontano una presenza umana continuativa su questo territorio. Tra i siti più suggestivi la necropoli di Pedras Serradas, cinque domus de janas a presidio della valle di S’Elighe Entosu, e la misteriosa domus de janas di Sa Rocca ’e su Lampu, con la facciata architettonica scolpita a mo’ di stele e sedile esterno: un luogo che evocarituali ancestrali. Al centro dell’insediamento spicca un edificio circolare, forse luogo di assemblea cerimoniale, attorno a cui ruotava la comunità preistorica. È il villaggio-santuario di Punta Unossi, di cui fanno parte capanne, ruderi, sedili scavati nella roccia e una torre (nuraghe Sa Cuguttada) di culto.
Cosa fare e vedere a Florinas

Il centro storico è un cuore compatto fatto di strade lineari, case in pietra e piazza del Popolo, dominata dalla Chiesa dell’Assunta: edificio settecentesco, ricco di opere d’arte come tele settecentesche (tra cui una di Baccio Gorini). Non lontano si trova la Chiesa del Rosario, esempio di gotico tardivo cinquecentesco, e la chiesa di Santa Croce, con preziosi retabli lignei e polittici barocchi. Nel borgo si respira una religiosità autentica, fatta di fede liturgica ma anche di comunità e festa. Tra vicoli e portali scrostati, una leggenda e un senso di quotidianità valdano più di mille guide: giovani che ritornano dopo esperienze lontane, anziani che raccontano la storia del paese, negozi chevendono artigianato e prodotti locali, come miele, formaggio, salumi e pane carasau. Il borgo è vivo, sensoriale, respira l’aria di chi vi appartiene.
Nel Medioevo Florinas fu capoluogo curatorio del Giudicato di Torres, per poi passare sotto controllo pisano, genovese (famiglia Doria e Malaspina) e infine aragonese. Resti del castello dei Malaspina sono visibili tra le colline, testimoni di una storia cambiata sotto il peso delle famiglie feudali. La dominazione lasciò in eredità impianti agrari, toponimi, leggi e strutture religiose, a volte confluenti con culti locali e resistenze popolari (come nel 1794-95).
