1500 stanze, un segreto che riguarda la Gioconda e l’addio di Napoleone in lacrime: la piccola Versailles a due passi dall’originale da quasi 900 anni è la più amata dai sovrani
È un vero castello delle meraviglie e uno di quei luoghi iconici che ha fatto la storia di Francia: a poco più di un’ora da Parigi, il Castello di Fontainebleau sembra uscito da un sogno rinascimentale
È meno conosciuto rispetto a Versailles, meno affollato, ma chi varca i suoi cancelli scopre un universo affascinante, dove si intrecciano otto secoli di storia, arte, intrighi di corte e grandi passioni. Il Castello di Fontainebleau è un luogo che ha sedotto imperatori, re, regine, artisti e filosofi. E che continua a incantare i viaggiatori di oggi con la stessa forza magnetica. Napoleone lo definì “la vera casa dei re, la casa dei secoli”, e non a caso scelse proprio qui di dire addio alle sue truppe prima dell’esilio all’Elba. Ma il Castello era già leggenda molto prima che lui ne calcasse i saloni.
Un castello, mille volti

Fontainebleau non è solo un castello: questo prezioso gioiello UNESCO è un mosaico architettonico, un palinsesto monumentale dove si sovrappongono stili e epoche, dalla gotica sobrietà medievale agli slanci armoniosi del Rinascimento, fino ai fasti barocchi e all’eleganza neoclassica dell’epoca imperiale. Questo perché il castello è stato continuamente abitato e ampliato per oltre sette secoli, da Luigi VII nel XII secolo fino a Napoleone III nel XIX. La sua struttura, immensa ma armonica, si sviluppa in un intreccio di corti, padiglioni, scalinate monumentali e giardini geometrici. Non ha un solo volto, ma mille, e ognuno racconta un capitolo diverso. Ecco perché a ogni visita si ha la sensazione di scoprirlo per la prima volta. La Galleria di FrancescoI, ispirata ai corridoi affrescati italiani, è una delle meraviglie assolute dell’arte rinascimentale in Francia. Le sue decorazioni, opera del pittore toscano Rosso Fiorentino, sono un tripudio di grottesche, stucchi dorati, emblemi araldici e simbologie esoteriche.
Il fascino del Castello di Fontainebleau non si esaurisce con l’architettura e la storia. Visitare i suoi interni significa immergersi in un universo decorativo tra i più ricchi e raffinati d’Europa. Le stanze private di Napoleone, con il letto da campo trasformato in trono imperiale; il boudoir della regina Maria Antonietta, piccolo capolavoro neoclassico; la Biblioteca; le camere degli ambasciatori; la Cappella della Trinità, decorata con affreschi e stucchi che sembrano scolpiti nel marmo. Ogni ambiente è curato fino all’ossessione, ogni dettaglio racconta gusti, ambizioni e mode di epoche diverse. Ma Fontainebleau è anche un luogo della natura e della quiete. Il castello è circondato da un parco di oltre 130 ettari,punteggiato da fontane, padiglioni, canali e boschi dove è piacevole passeggiare in ogni stagione. Il Giardino Inglese, con i suoi sentieri romantici e alberi secolari, invita alla meditazione e alla fuga dal tempo. Il Grand Parterre, progettato da Le Nôtre – lo stesso giardiniere di Versailles – è un trionfo di geometrie, prospettive e colori.
Fontainebleu, il castello più amato dai re di Francia

Fontainebleau è stato il rifugio prediletto di Francesco I, che nel Cinquecento volle trasformare l’antico maniero medievale in una reggia raffinata, aperta alle influenze italiane. Portò con sé artisti e architetti come Leonardo da Vinci, che soggiornò non lontano, e Primaticcio, autore di decorazioni che ancora oggi incantano per la loro grazia sensuale e intellettuale. E parlando di Leonardo da Vinci, non tutti sanno che per un breve periodo di tempo proprio il Castello di Fontainebleu ha segretamente custodito e messo al riparo la Gioconda, la sua opera più famosa, per tenerla al sicuro dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale evitando di continuare a tenerla presso il Louvre.
Non solo Francesco I: anche Enrico IV, che fece costruire il celebre Cortile del Cavallo Bianco e il Giardino di Diana, e Luigi XIII, nato proprio nel castello, amarono Fontainebleau come luogo di svago e residenza estiva. Fu però con Napoleone Bonaparte che il castello tornò a vivere una nuova epoca d’oro: trasformato in palazzo imperiale, Fontainebleau fu sede di importanti cerimonie, come il battesimo del re di Roma, figlio dell’Imperatore e di Maria Luisa d’Austria. La storia si è scritta più volte dentro queste mura. Il 6 aprile 1814, nella Sala del Trono, Napoleone firmò la sua abdicazione. Pochi giorni dopo, scese lentamente la Scalinata a Ferro di Cavallo davanti alle sue truppe in lacrime, pronunciando l’ormaicelebre frase: “Addio, miei cari compagni. Avrei voluto stringervi tutti al cuore.
