250 chilometri di avventura: tra gli Appennini un cammino che ripercorre le antiche strade della Transumanza
Un itinerario storico, che ha origini secolari, e che attraversa alcuni dei luoghi più iconici di Puglia e Abruzzo
"Settembre, andiamo. È tempo di migrare. Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all'Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti". In questi celebri versi, Gabriele D’Annunzio decantava il fenomeno della transumanza, ovvero la consuetudine dei pastori abruzzesi di spostare le loro greggi alla ricerca di nuovi pascoli erbosi. Si partiva dalle montagne in direzione delle pianure pugliesi percorrendo i ‘tratturi’, delle antiche vie immerse nella vegetazione che attraversavano borghi e vallate arrivando in terra foggiana (con ritorno a fine inverno). Tra questi itinerari ‘pastorali’ il più lungo è il Tratturo Magno, il re dei tratturi per importanza oltre cheuna risorsa fondamentale per le economie autoctone nel corso dei millenni. Andiamo a scoprirlo.
- Tratturo Magno, il cammino bucolico del Re
- Percorrere il Tratturo Magno, le tappe da L’Aquila a Foggia
Tratturo Magno, il cammino bucolico del Re
Cinquant’anni fa veniva attraversato ogni anno da quasi tre milioni di capi di bestiame pronti a percorrere ben 250 chilometri facendo da pendolari tra l’Abruzzo e la Puglia, dall’Aquila a Foggia passando per il Molise. Il Tratturo Magno - detto anche ‘Tratturo del Re’ - risale all’epoca aragonese ed è il più grande e importante dei cinque regi tratturi, le antiche strade della transumanza che hanno tutte come punto di partenza l’Abruzzo e che vedevano, fino a metà del Novecento, migliaia di pecore e pastori oltrepassarle due volte l’anno. Gli altri regi tratturi sono Centurelle-Montesacco (la via dello zafferano), Celano-Foggia (il cammino della civiltà), Castel di Sangro-Lucera (sulle orme dei Sanniti), Pescasseroli-Candela (la via della biodiversità). Attraversare a piedi il Tratturo Magno (si consiglia per questo la bella stagione) significa tuffarsi nella storia e nella natura ancora incontaminata, un corridoio privilegiato che testimonia la stratificazione storica e la bellezza paesaggistica di tutto il Centro Sud. Si parte dalle dure montagne dell’Aquilano passando per le splendide colline pescaresi, i vigneti del Frentano, le coste di Vasto per poi ritornare sulle vallate molisane e, infine, nei campi lavorati del Tavoliere delle Puglie. Il Tratturo Magno è un percorso tracciato nell’erba (largo più di cento metri) che, a differenza degli altri itinerari, arriva anche a toccare materialmente le acque del Mar Adriatico, passando quindi dal freddo dei massicci del Gran Sasso a tutt’altra cornice naturale.
Percorrere il Tratturo Magno, le tappe da L’Aquila a Foggia

Dieci tappe da percorrere in altrettanti giorni e, rigorosamente, a piedi (come riscoprire altrimenti la genuinità?). Non disperate, è possibile anche soggiornare tra uno stop e l’altro sempre puntando al vero obiettivo dell’esperienza: immergersi nelle abitudini rurali di alcuni decenni fa.
Ecco le tappe:
- 1. Da Collemaggio (L'Aquila) a Peltuinum
- 2. Da Peltuinum a Capestrano
- 3. Da Capestrano a Rosciano
- 4. Da Rosciano a Contrada San Vincenzo, Vacri
- 5. Da Contrada San Vincenzo a Lanciano
- 6. Da Lanciano a Vasto
- 7. Da Vasto a Montenero Petacciato
- 8. Da Montenero Petacciato a San Martino in Pensilis
- 9. Da San Martino in Pensilis a San Paolo di Civitate
- 10. Da San Paolo di Civitate a Foggia
L'itinerario
Si parte dal Piazzale di Santa Maria di Collemaggio (vicina al Parco della Transumanza) per tagliare il nastro del traguardo in Piazza dell’Epitaffio a Foggia. Alcune tappe toccano anche i 40 chilometri di distanza (la media giornaliera consigliata); il primato del tratto più duro va alla salita che da Peltuinum porta a Forca di Penne, nella prima fase del tratturo in terra abruzzese. Il Tratturo Magno oltre ad essere un percorso storico – diversi i borghi, le chiese e le testimonianze in cui ci si imbatterà tra una ‘stazione di posta’ e l’altra – è anche uno straordinario cammino ricco di specificità ambientali e morfologiche. Fascino e storia si uniscono per far riscoprire al camminatore un altro modo di vivere, sicuramente più autentico. Protagoniste le tre regioni attraversate, Abruzzo, Molise e Puglia, dove è ancora viva la cultura della pastorizia e dove da anni ci si impegna nella valorizzazione territoriale. Si parla di 300 mila passi per una full immersion nella natura che tutti possono fare (senza badare all’età o al fisico) con il proprio ritmo o scegliendo solo alcune parti dell’itinerario. Basti pensare che i pastori impiegavano circa quindici giorni per completare il Tratturo Magno: tutto dipendeva anche dal meteo e da eventuali imprevisti. Tra le tappe più impegnative ci sono le colline di Chieti con saliscendi e terreno argilloso. Vietato demordere, non mancano i punti per ristorarsi tra vigneti e strutture convenzionate: associazioni e comunità locali collaborano insieme per farvi vivere al meglio l’esperienza incredibile del Tratturo Magno.
