44 chiese e 200 chilometri: è il Cammino della fede in Friuli Venezia Giulia che puoi fare (anche) in estate
Un cammino di quasi 200 chilometri attraversa boschi, borghi e montagne seguendo 44 chiese votive, tra storia, fede e paesaggi di confine.
Il Cammino delle 44 Chiesette Votive è uno di quei percorsi che ti costringono a rallentare, ad ascoltare il territorio passo dopo passo. Parte e arriva a Cividale del Friuli, ma in mezzo c’è un anello di quasi 200 chilometri che attraversa le Valli del Natisone, toccando boschi, dorsali montane e minuscoli borghi di confine. Non è un’unica antica via, bensì un mosaico di sentieri Cai, mulattiere, piste forestali e brevi tratti asfaltati cuciti insieme dalla Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone. Lungo il percorso, le 44 chiesette votive raccontano secoli di scambitramondofriulano,sloveno e mitteleuropeo, tra romanico essenziale e gotico fiorito. 600 metri di dislivello, che richiede preparazione ma regala un’immersione totale in un Friuli di frontiera ancora autentico.
Il Cammino delle 44 Chiesette Votive: struttura e tappe principali

Il Cammino delle 44 Chiesette Votive nasce a Cividale del Friuli e vi ritorna dopo dieci giorni di viaggio, seguendo un anello che si sviluppa tra i 9 comuni delle Valli del Natisone. Il tracciato principale misura circa 121,5 chilometri, a cui si sommano nove varianti per altri 62,5 chilometri, arrivando a un totale di 184. Non è obbligatorio percorrerle tutte: distanza e fatica cambiano molto a seconda delle combinazioni scelte, ma l’impronta resta quella di un trekking di più giorni, con oltre 4.600 metri di dislivello positivo. Le prime due tappe accompagnano dolcemente fuori da Cividale: 12,6 chilometri per raggiungere Tiglio, seguendo in parte l’Alpe Adria Trail e la riva sinistra del Natisone,poialtri12,6 chilometri verso Pulfero, con la Grotta di San Giovanni d’Antro come riferimento simbolico. Dal terzo giorno il cammino cambia tono: tra Pulfero e il Rifugio Pelizzo, sul Matajur, si affrontano 13,2 chilometri e quasi 1.300 metri di salita continua. Più avanti si prosegue verso Masseris, Scrutto, Al Trivio, il santuario di Castelmonte, Albana e infine di nuovo Cividale, con tappe mediamente comprese tra 10 e 16 chilometri, ma rese selettive da pendenze efondo.Nel complesso, ladifficoltà è medio-alta: alcune giornate sono classificate come impegnative, in particolare la salita al Rifugio Pelizzo e il lungo tratto tra Masseris e Scrutto. Non servono capacità alpinistiche, ma è fondamentale un buon allenamento alla camminata in montagna, gestione delle energie e abitudine a zaino e dislivelli.
Boschi, borghi e montagne: il paesaggio lungo l’anello

Dal punto di vista paesaggistico, il Cammino delle 44 Chiesette Votive è un continuo cambio di scenari. All’uscita da Cividale del Friuli si cammina lungo il Natisone, tra la forra di Ponte San Quirino, Vernasso e San Pietro al Natisone, dove compaiono le prime chiesette votive affacciate sul fondovalle. È una fascia di transizione, in cui il paesaggio fluviale apre lentamente verso le pendici montane, tra campi, piccoli nuclei abitati e boschi che risalgono i versanti. La salita verso il Matajur, con arrivo al Rifugio Pelizzo, è il tratto più montano in senso classico: sentieri Cai, mulattiere episteforestaliconduconoverso le malghe e poi verso praterie d’altura che regalano scorci sul confine sloveno. Da qui in avanti l’anello segue dorsali, attraversa faggete, lambisce la Valle Alberone e la Val Cosizza e arriva fino al settore del Monte San Martino, dove le vedute si aprono su un paesaggio di creste morbide e vallate strette. Tra Masseris e Scrutto, tappa lunga e classificata difficile, il percorso si fa più selvatico: si passa per Clastra, tra boschi fitti, vecchie mulattiere e cappelle isolate, come quella di Sant’Andrea di Cravero. Più avanti, verso Castelmonte e Albana, le quote calano, ricompaiono i terrazzamenti e, nella zona di Prepotto, vigneti e uliveti introducono un’ultima, sorprendentecornicerurale primadel rientrosull’alveo del Natisone e nel centro storico di Cividale.
Le 44 chiesette votive tra Medioevo, frontiera e Grande Guerra

Il filo conduttore del cammino sono le 44 chiesette votive disseminate tra pendii, ingressi dei paesi, vecchie mulattiere e radure appartate. Molte nascono tra il XIII e il XVI secolo, quando nelle Valli del Natisone si diffondono forme romaniche semplici, muri in pietra locale e presbiteri semicircolari. Il terremoto del 1348 apre una fase di ricostruzioni in cui arrivano maestranze dall’odierna Slovenia, portando nuovi modelli e decorazioni. Tra Quattrocento e Cinquecento compaiono elementi del cosiddetto gotico fiorito, veicolato da correnti artistiche che attraversano la Stiria e la Slovenia centrale. Le fonti citano Andrea da Škofja Loka tra i protagonisti di questastagione,conaffreschi e decorazioni che oggi sopravvivono in alcune cappelle. Dentro le chiesette trovi spesso cicli pittorici della scuola slovena, volte lavorate e altari lignei dorati – gli zlati oltar – dove legno, oro e pietra diventano il vocabolario materiale di un’architettura religiosa di confine. I terremoti del 1511 e del 1976 hanno lasciato segni profondi: molte strutture sono state consolidate o ricostruite, come nel caso della chiesa di San Paolo a Cernetig, che oggi mostra una facciata ottocentesca e un campanile in pietra a vista ma conserva interni di epoche diverse. Nel tratto del Monte Cum il paesaggio racconta anche la Prima guerra mondiale, con resti di opere militari e vecchi tracciati legati al frontedell’Isonzo.Camminarelungol’anello significa dunque leggere, tappa dopo tappa, una storia stratificata di arte, devozione popolare, frontiera e memoria bellica.
Quando partire, difficoltà e consigli pratici per il cammino
Il Cammino delle 44 Chiesette Votive è un itinerario escursionistico di più giorni che richiede buona preparazione fisica e un minimo di esperienza in montagna. Le tappe variano mediamente tra 10 e 16 chilometri, ma il dislivello e il tipo di terreno possono trasformare una giornata breve in un impegno importante. La salita al Rifugio Pelizzo e la tappa Masseris–Scrutto sono segnalate come difficili: conviene affrontarle con zaino leggero, passo regolare e una gestione attenta di tempi e pause. I periodi migliori sono primavera e inizio autunno, quando le temperature sono più miti e i boschi offrono ombra e colori intensi. L’estate resta possibile, ma richiede prudenza: nelle tappe con fortedislivelloilcaldopuò diventare un problema serio, quindi servono acqua in abbondanza, cappello, protezione solare e un occhio costante alle previsioni. In caso di pioggia i sentieri di bosco e le mulattiere fangose rallentano la marcia e richiedono scarponcini con buona aderenza. Prima di mettersi in cammino è consigliabile scaricare le tracce GPX dal sito ufficiale della Pro Loco Nediške Doline, perché l’anello comprende numerose varianti e tratti in cui la segnaletica non è sempre sufficiente. Per visitare gli interni delle chiesette è opportuno contattare l’ufficio turistico locale e verificare orari, aperture e modalità di accesso alle chiavi. Con un minimo di programmazione logistica – alloggi tappa per tappa, spostamenti,rifornimenti–ilcammino diventa un modo intenso e autentico per scoprire un Friuli di confine ancora poco battuto dal turismo di massa.
