Dove l'accoglienza è di casa: le 5 città gay-friendly d'Europa per celebrare il Pride Month
Nel mese che promuove la cultura LGBTQIA , andiamo a scoprire quelle città dove si respira aria di libertà
Sono passati più di cinquant’anni dai Moti di Stonewall, le grandi manifestazioni a favore dei diritti civili delle persone omosessuali che il 28 giugno 1969 si tennero davanti lo Stonewall Inn, un gay bar di Manhattan. Da quel momento in poi, la lotta per vedere riconosciuti i diritti della comunità LGBT è andata avanti tra brusche frenate e passi da gigante, come la decisione nel 1990 di rimuovere l’omosessualità dai disturbi psichiatrici inseriti nel DSM, il manuale di riferimento della comunità medico-scientifica.
Mentre in Italia e nel mondo le tutele e i diritti per omosessuali, lesbiche, transgender continuano ad oscillare tra nuove rivendicazioni e negazioni, il mese di giugno è tradizionalmente considerato il Pride month, il mese dell’orgoglio nel quale si tengono generalmente le manifestazioni di piazza che chiedono più diritti, inclusione e rispetto da parte della società.
Per festeggiare al meglio il Pride month, PaesiOnLine vi porta alla scoperta delle cinque città LGBT-friendly in Europa, dove tolleranza, accoglienza sono di casa e dove le discriminazioni che tanto spesso si sentono sui giornali sono fortunatamente un brutto e lontano ricordo.
Amsterdam, la “capitale gay” d’Europa

Insieme a Norvegia, Svezia e Danimarca, i Paesi Bassi hanno una delle legislazioni in temi di diritti civili e umani più avanzate al mondo. Basta pensare che la prima legge anti discriminazioni (un po’ quello che in Italia si tenta di fare con il c.d. ddl Zan) è stata approvata nel 1998, e il matrimonio tra persone dello stesso sesso è ammesso addirittura nel 2001.
Non è un caso che Amsterdam sia considerata la città più friendly d’Europa, e in generale un faro luminoso per quanto riguarda la libertà di espressione e comportamento per ciascuno. Vi basterà passeggiare nel Westermarkt per accorgervene. Qui, dal 1987, un grande triangolo in granito rosa compone l’Homomonument, il primo monumento al mondo in ricordo della strage di omosessuali compiuta nei campi di concentramento nazisti.
Una scelta simbolica, quella di richiamare l’infamante marchio apposto sulle divise dei prigionieri, che fa da contraltare al gioioso clima dell’Amsterdam Pride, la bella manifestazioni con le sfilate di carri e imbarcazioni allegoriche tra i canali della Venezia del nord.
Sitges, la “spiaggia gay d’Europa”

Catalogna, comunità autonoma ribelle e libera per eccellenza della Spagna mediterranea. Qui i turisti da tutt’Europa si rifugiano per sfuggire ai caldi estivi, cercando refrigerio facendo un tuffo in mare e lasciandosi conquistare da una vita notturna decisamente ricca.
A soli 40 chilometri da Barcellona, la località balneare di Sitges è conosciuta come la spiaggia gay-friendly più frequentata d’Europa. La fama di località libera e nella quale non ci sono discriminazioni l’ha resa non solo amatissima dai viaggiatori LGBT , ma da una vastissima fetta del turismo nel Vecchio Continente. Anche qui il Pride month è molto atteso, con tante manifestazioni che si tengono dal 2009 e includono spettacoli, concerti, fuochi artificiali e l’immancabile parata con la presenza di artisti, drag queen e tanta musica.
Londra, tra fede e arcobaleni

Sapevate che nella capitale britannica c’è anche una chiesa cattolica considerata la parrocchia più amata dai fedeli LGBT del mondo? A Soho, centralissimo quartiere londinese celebre per stile ed eleganza, c’è la piccola Chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione e San Gregorio, costruita negli anni Venti del Novecento. Insieme alla più grande e accogliente Chiesa dell’Immacolata Concezione a Farm Street, ospita le cosiddette Soho Masses, delle grandi celebrazioni religiose rivolte in particolare ai fedeli di orientamento omo, bi e transessuale, in un moto di accoglienza da parte della Chiesa di Roma.
Un tocco di spiritualità in una città, Londra, ricca di “tentazioni”, dove si tiene un particolarmente frequentato Gay Pride durante il mese di giugno.
Berlino, dove si abbattono i muri

È difficile immaginare che la stessa città dove fino a trent’anni fa un muro divideva est e ovest sia oggi un luogo del trionfo della convivenza. Eppure a Berlino è così: dagli anni Novanta a oggi i movimenti di liberazione omosessuale hanno fatto passi da gigante, e la vita della comunità LGBT è migliorata davvero tanto.
Il quartiere di Schöneberg è quello con la maggiore concentrazione di locali gay, punti di ritrovo, luoghi dove fare festa ma anche soluzioni per dormire che accolgono senza pregiudizi. Non è un caso che, in uno dei paesi europei dove il matrimonio egualitario è approvato da tempo, la capitale sia essa stessa punto di attrazione per chi vuole giurarsi amore eterno, senza badare al sesso dei futuri coniugi.
Il Pride Month a Berlino? Arriva più tardi del previsto, perché generalmente la grande sfilata annuale si tiene tra metà e fine luglio. Qualsiasi sia la data, ad accogliervi troverete un’atmosfera allegra, rilassata e anche goliardica: perché rivendicare i propri diritti significa anche sentirsi liberi di esprimere quanto alcuni (pochi, fortunatamente) vorrebbero reprimere.
Madrid, tra sfilate e... Raffaella Carrà
Torniamo in Spagna con la nostra carrellata di città all'insegna del messaggio LGBTQIA per visitare la bella Madrid, una città sorprendente in termini di libertà, accoglienza e accettazione. Soprattutto se la scelta è quella di visitare il quartiere di Chueca, l'epicentro della cultura moderna, avanguardista e tollerante della capitale spagnola. Persino l'ingresso della metropolitana è colorato con le sfumature della pride flag, mentre tutt'intorno, tra piazzette e strade pedonali, si sviluppa una ricchissima proposta fatta di locali discreti, discoteche, spazi dove trascorrere in tranquillità le lunghe e disincantate serate spagnole.
Madrid è ovviamente una città da scoprire a 360 gradi, ricchissima di cultura e di spazi verdi: dal Museo del Prado al Parque del Retiro, passando per la sua iconica Gran Via oppure mangiando un immancabile panino al prosciutto iberico in Plaza Mayor, c'è davvero tantissimo da fare in questa metropoli quasi al centro esatto del paese. Compreso scoprire un angolo di italianità: è Plaza Raffaella Carrà, dedicata alla cantante, presentatrice e show-woman italiana scomparsa nel 2021, che proprio in Spagna ha avuto un successo colossale. E sono stati loro, i madrileni, a volerle per primi dedicare una piazza, un ricordo a una donna che ha saputo incarnare la liberazione dei costumi e l'accettazione di tutte e tutti. Il posto giusto, per la persona giusta.
