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5 feste della vendemmia a ottobre 2026 in Italia  

Chi ha detto che l'autunno è una stagione triste non ha mai assistito ad un evento legato alla raccolta dell'uva matura

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La vendemmia, tra settembre e ottobre, è quel magico momento in cui l'uva si prepara ad essere trasformata in vino. Questo rito è alla base delle tradizioni locali in buona parte d'Italia addirittura da millenni e ogni anno torna puntuale secondo il ritmo della natura, tra celebrazioni e aromi e colori caldi. 

5 feste per la vendemmia in Italia da non perdere

5 feste della vendemmia a ottobre 2026 in Italia

L'autunno italiano si tinge di rosso e di bianco dalle vigne piemontesi alle pendici dell'Etna, fino al miracolo delle fontane che danno il vino. Ecco perché in questo articolo vogliamo celebrare le antichissime tradizioni sparse lungo tutto lo stivale.

La festa dell'uva e del vino a Bardolino

Nel cuore della terra di un vino d'eccellenza è possibile vivere l'esperienza della vendemmia. A Bardolino del Garda, in provincia di Verona, si tiene la Festa dell'uva e del vino di Bardolino. Ben cinque giorni di festa animano il centro storico del borgo lacustre. Concerti di musica, sfilate di bande musicali, incontri sul tema, chioschi enogastronomici, degustazioni guidate nelle vigne e nelle cantiche a cura del Consorzio Tutela Vino Classico DOC. La manifestazione è arrivata alla sua novantunesima edizione ed è ogni anno un'occasione per celebrare e omaggiare il vino simbolo del territorio del Lago di Garda: il Bardolino dal Classico al SuperiorealChiaretto. Il Parco Carrara Bottagisio è il centro nevralgico della manifestazione.

Sagra dell'uva di Marino

Nata nel 1925 per celebrare l'anniversario della Battaglia di Lepanto del 1571 e la Madonna del Rosario, oggi la Sagra del Vino di Marino è un appuntamento imperdibile non solo per la città, ma anche per tutti gli appassionati di vino. A rendere celebre la festa della vendemmia è il miracolo delle fontane che danno vino. Il creatore della sagra, Leone Ciprelli, ebbe anche l'idea di far sfogare il vino dalle statue e dalle fontane del borgo, come era uso fare durante le feste presso la sontuosa dimora del casato Colonna. Prima una processione storica con la statua della Madonna del Santissimo Rosario, poi i carri allegorici legati alla Battaglia di Lepantoeinfine il miracolo. In occasione della Sagra dell'uva di Marino è possibile anche assaporare prodotti tipici della zona e trascorrere una piacevole giornata tra divertimento, bellezza e tradizioni. 

Il canto dei saltarelli e l'oro di Jesi: l'autunno a Cupramontana

Nel cuore collinare della provincia di Ancona, dove le dorsali argillose scendono verso la valle del fiume Esino, sorge Cupramontana, considerata la capitale storica del Verdicchio dei Castelli di Jesi. Qui, dal 1 al 4 ottobre 2026, va in scena l'ottantanovesima Sagra dell'Uva di Cupramontana, la più antica rassegna enologica delle Marche, inaugurata per la prima volta nel settembre del 1928. A rendere speciale questo borgo murato non sono le grandi passerelle patinate, ma la genuinità ruvida delle contrade rurali. Piazza Cavour e i vicoli del centro storico medievale vengono occupati dalle capanne, ripari temporanei costruiti artigianalmente dagli abitanti utilizzando canne di fiume, frasche di quercia e tralci di vite potati, all'interno dei quali vengono allestite le cucine popolari. Mentre lungo le vie risuonano gli stornelli marchigiani accompagnati dal ritmo sincopato dell'organetto a saltarello, dai banchi si spilla il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, un bianco strutturato, sapido, capace di sfoggiare note minerali e il caratteristico finale di mandorla amara. 

L'accesso serale al centro storico nei giorni di venerdì e sabato prevede un biglietto di circa 10-12 euro che consente l'ingresso ai concerti e agli spettacoli all'aperto. Prima che scenda la sera, merita una visita il MIG (Musei in Grotta), situato nei sotterranei del Monastero di Santa Caterina, che ospita una straordinaria collezione di oltre centomila etichette vinicole storiche provenienti da tutto il mondo. Cupramontana si raggiunge in auto attraverso la SS76 della Val d'Esino (uscita Cupramontana-Monte Roberto).

La vendemmia nera sul vulcano: l'Ottobrata di Zafferana Etnea

Per comprendere come la vite possa farsi elemento estremo, bisogna guardare a sud, dove l'autunno ha i riflessi scuri della pietra lavica e il respiro caldo dell'Etna. A Zafferana Etnea, borgo adagiato sulle pendici orientali del vulcano a quasi seicento metri di quota, ogni domenica di ottobre va in scena l'Ottobrata Zafferanese. La prima domenica del mese (4 ottobre 2026) è interamente dedicata alla Sagra dell'Uva e del Vino dell'Etna DOC, celebrando una delle vendemmie più tardive e faticose d'Europa. Lungo i terrazzamenti strappati alla lava, sostenuti da muretti a secco monumentali, i contadini raccolgono ancora a mano i grappoli di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio per i rossi, e di Carricante per i bianchi, allevati ad alberello tradizionale su suoli di cenere e lapilli.

Merano: i masi fioriti, i cavalli avelignesi e il rito del Törggelen

A Merano l'autunno assume i tratti caldi e rigorosi della tradizione tirolese con la Festa dell'Uva (Meraner Traubenfest), in calendario il terzo fine settimana del mese (17 e 18 ottobre 2026). Nata nel 1886, è la più antica celebrazione del raccolto di tutto l'Alto Adige. Il teatro principale della manifestazione è la celebre Passeggiata Lungo Passirio, di fronte al Kurhaus asburgico, dove le chiome degli ippocastani dorati riparano i banchi dei viticoltori del Burgraviato. Il culmine dell'evento si celebra la domenica mattina con il grandioso corteo folkloristico: sfilano decine di carri allegorici decorati con corone di tralci e mele, trainati dai cavalli di razza Haflinger con criniere dorate, accompagnati dalle bande musicali (Musikkapellen) e dalle delegazioni delle vallate con i costumi tradizionali (Tracht). Nei padiglioni gastronomici si celebra l'antico rituale del Törggelen: si degusta il Suser, il mosto d'uva in fase di prima fermentazione, dolce e piacevolmente torbido, abbinato a taglieri di speck stagionato su legno di larice, formaggi di malga e caldarroste fumanti arrostite sul posto. Merano è comodamente raggiungibile con i treni regionali che collegano Bolzano alla stazione cittadina ogni mezz'ora, evitando il traffico della superstrada MeBo.

 
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