50 anni fa era sull'orlo della scomparsa, oggi questo borgo del Friuli è un'eccellenza di cui parla tutto il mondo
Cinquant’anni fa rischiò di sparire, oggi questo borgo del Friuli è diventato un simbolo mondiale di ricostruzione, memoria e rinascita.
Visitare Venzone oggi significa camminare in un borgo medievale che porta addosso, con consapevolezza, le tracce di una delle pagine più dure della storia recente del Friuli. Tra mura trecentesche, pietre ricollocate pazientemente e scorci che guardano alle montagne, il paese racconta come una comunità abbia scelto di ricostruire il proprio centro “dov’era e com’era”, trasformando un disastro in laboratorio di restauro urbano e partecipazione civica. Per un viaggiatore curioso di storia, terremoti e resilienza dei territori, Venzone è una tappa densa di significato oltre che di bellezza. Il borgo, facilmente raggiungibile in auto o in treno lungo la valle del Tagliamento, si visita bene in giornata, ma merita tempo lento: per seguire iltracciatodelle mura, entrare nel Duomo, scendere nella cripta delle mummie e leggere, al museo Tiere Motus, il legame fra ciò che si vede oggi e le immagini della distruzione del 1976.
Il terremoto del 1976 e le scelte che hanno salvato il borgo

Per capire Venzone bisogna partire da quella sera del 6 maggio 1976, quando una violenta scossa sconvolse il Friuli, danneggiando profondamente il centro storico del paese. Molti edifici, tra cui il Duomo di Sant’Andrea e il Palazzo comunale, rimasero in piedi ma gravemente lesionati; le scosse di settembre completarono l’opera, trasformando il nucleo medievale in un grande cantiere di macerie. Gli abitanti furono trasferiti in sistemazioni provvisorie e sul tavolo arrivarono ipotesi molto diverse: spostare Venzone in un’area nuova, progettare un paese moderno oppure affrontare il recupero del borgo originale. Fu la comunità,conuna mobilitazione paziente e decisa, a imporre la via più complessa: ricostruire il centro storico dov’era e com’era, conservando tracciati urbani, proporzioni delle piazze e carattere fortificato del paese.
La ricostruzione pietra su pietra e il Modello Friuli

La scelta di salvare Venzone si tradusse in un lavoro quasi artigianale sulla materia del borgo. Le pietre crollate furono raccolte, numerate, fotografate e catalogate, per poi essere riutilizzate dove possibile attraverso la tecnica dell’anastilosi. In alcune aree, chi arrivava negli anni Ottanta vedeva distese di blocchi ordinati come in un gigantesco puzzle, pronti a diventare di nuovo case, archi e cornici. Questa ricostruzione coinvolse tecnici, istituzioni e cittadini, decisi a evitare un centro storico “vetrina” privo di residenti. Le abitazioni private furono restaurate insieme agli edifici pubblici, riportando la vita quotidiana dentro lemura.Il Duomo di Sant’Andrea, ricomposto utilizzando in larga parte materiali originari e riaperto negli anni Novanta, è uno dei simboli di questo processo. Non una copia scenografica, ma il cuore visibile di quello che è stato definito Modello Friuli.
Mura medievali, Duomo e mummie: cosa vedere nel centro storico

Per il visitatore, l’ingresso a Venzone avviene ancora oggi attraverso il sistema di mura medievali del XIII e XIV secolo, che disegnano una cintura fortificata interrotta da torri e porte. Camminare lungo il perimetro permette di leggere il legame tra borgo e paesaggio, con le montagne a fare da quinta naturale e a ricordare il ruolo strategico della valle. Nel cuore del paese si trova il Duomo, affiancato dalla cappella di San Michele che custodisce le celebri mummie di Venzone. Si tratta di corpi conservati naturalmente tra XIV e XIX secolo, grazie a particolari condizioni microclimatiche delle sepoltureealla presenza di specifici microrganismi. Oggi cinque mummie sono esposte nella cripta, in un percorso essenziale ma suggestivo, che unisce curiosità scientifica e racconto del rapporto del borgo con la morte, le epidemie e le trasformazioni del territorio.
Museo Tiere Motus, eventi e consigli pratici per la visita

Per comprendere la storia recente del paese, una tappa importante è il museo permanente Tiere Motus nel Palazzo Orgnani-Martina. Qui fotografie, documenti e oggetti ricostruiscono le ore del terremoto, i soccorsi, i villaggi temporanei e il lungo percorso che ha riportato gli abitanti dentro le mura. La visita crea un interessante contrasto tra il borgo ricomposto all’esterno e le immagini della distruzione conservate nelle sale. Dal punto di vista pratico, Venzone si raggiunge facilmente in treno lungo la linea Udine–Tarvisio o in auto dall’autostrada A23, con uscita dedicata. Il centro si visita a piedi in poche ore, ma vale la pena fermarsi più a lungo, magari in occasione di eventi comela Festadella Zucca, che anima vie e piazze del borgo. In ogni stagione, la dimensione raccolta del paese invita a un turismo lento, attento alle storie oltre le facciate restaurate.
