50 ettari di superficie, il punto più alto a 100 metri: l'isola mignon di Giovanni Agnelli è piccola ma dalla grande bellezza
Al largo delle coste calabri si trova un isolotto caratterizzato da grotte meravigliose, mare limpidissimo e natura incontaminata, perfetto per un’escursione indimenticabile.
La Calabria è famosa soprattutto per le bellissime località costiere che si bagnano nel Mar Tirreno e nel Mar Ionio, ma sono in pochi a conoscere le isole di questa Regione dagli innumerevoli tesori paesaggistici. Chi cerca un itinerario alternativo e affascinante, deve assolutamente organizzare un’escursione presso l’isola di Dino a Praia a Mare, in provincia di Cosenza. Si tratta dell’isolotto calabro più grande, uno scoglio che sbuca dal mare turchese e si estende per circa 50 ettari tutti da esplorare. Ha una storia molto interessante, perché in passato è stato di proprietà di Gianni Agnelli, che tentò di trasformarlo in un polo turistico all’avanguardia.
Isola di Dino: l’angolo paradisiaco calabro tra mito e bellezze naturalistiche

L’isola di Dino è considerata l’unica vera e propria isola della Calabria. Situata nel Golfo di Policastro, a poche centinaia di metri dalla costa, in passato era collegata a quest’ultima tramite una lingua di terra che, negli anni, è andata distrutta dall’erosione. Sul nome ‘Dino’ ci sono due teorie. Una è legata alla circostanza che sull’isola si trovava un tempio dedicato a Venere o a Leucotea (protettrice dei naviganti), denominato aedina. La seconda, invece, lega l’etimologia a ‘dina’, cioè ‘tempesta’ in greco, visto che le onde del mare si infrangevano impetuose lungo le coste durante le frequenti mareggiate.
L’isolotto è formato da calcari dolomitici e presenta la vegetazione tipica della macchia mediterranea e alcune piante rare, tra cui la palma nana, il garofano delle rupi e l’endemica primula di Palinuro. È disabitato, ma altamente popolato da uccelli migratori, rapaci, piccoli roditori e rettili. Sulla superficie si trova anche una torre cinquecentesca di avvistamento, che veniva usata nel periodo borbonico per prevenire le invasioni sulla costa, visto da qui si gode della vista completa dell’intero golfo.
Escluso il lato nord, la costa dell’isola di Dino è caratterizzata da enormi scogliere che possono raggiungere anche gli 80 metri, alternate da suggestive grotte. Tra le cavità più belle, visitabili tramite i tour in barca, ci sono:
- la Grotta del Monaco, nota per le sfumature dell’acqua che vanno dall’azzurro al verde smeraldo;
- la Grotta delle Sardine, popolata da questi piccoli pesci e contraddistinta da un fondale mozzafitato dove è possibile ammirare le stelle marine;
- la Grotta delle Cascate, con rocce rosa e stalattiti e stalagmiti.
Il progetto di Gianni Agnelli per rilanciare il turismo calabro

Negli anni Sessanta, l’isola di Dino divenne famosa perché folgorò, con la sua bellezza, l’imprenditore Gianni Agnelli, che la acquistò per cinquanta milioni di lire, fondando la società Isola di Dino S.p.A.. La vendita, supportata da Mediterranea S.p.A., era finalizzata a rilanciare il turismo di tutto il tratto costiero compreso tra Fiuzzi e San Nicola Arcella. Nel periodo del pieno boom economico, il sogno del patron di Fiat era quello di rendere Dino la ‘nuova Capri’ e, a tal fine, fece costruire una strada di 1700 metri per unire il pontile di attracco a una parte dell’isolotto dove furono edificati bungalow e ristoranti. Dopo una lunga battaglia legale, è stato annullato il contratto di vendita stipulato da Agnelli nel 1962e,dal2014,l’isola di Dino è di nuovo proprietà dello Stato e appartiene ufficialmente al Comune di Praia a Mare.
