60 chilometri, 800 anni e una storia che comincia nel 1220: in Italia c'è un canale storico che neanche gli italiani conoscono
È stato linfa per l’agricoltura e motore dell’industria, oggi è cornice per escursioni, passeggiate e itinerari slow. Camminare o pedalare lungo la Muzza significa respirare geografia, società, natura
Nel mezzo della pianura lombarda, tra la pianura milanese e lodigiana, si snoda un’opera ingegneristica tanto straordinaria quanto discreta: il Canale Muzza. Nacque nel Medioevo, ma affonda le proprie radici nell’epoca romana. È una pagina vivente di storia; una poesia scritta sull’acqua che scorre.
Un canale antico scolpito da mani lontane
L’origine del canale, prima ancora di diventare progetto feudale, è legata ai Romani: già nel I secolo a.C. il prefetto Tito Mutio deviò un ramo naturale dell’Adda per irrigare i propri fondi, dando vita alle aquae Mutiae, da cui trae nome la Muzza. Ma la svolta arrivò in epoca medievale, quando nel 1218 l’imperatore Federico II concesse ai lodigiani il diritto di sfruttare le acque. Tra il 1220 e il 1230, approfittando quelle prerogative, venne scavato il percorso attuale di circa 60?km, che trae acqua dall’Adda a Cassano d’Adda e la restituisce allo stesso fiume nei pressi di Castiglione d’Adda. Così la Muzza divenne non solo canale,maargine alla palude del Gerundo, strumento di bonifica e motore economico: distribuì acqua a rogge e derivazioni, consentendo la nascita di mulini, torcitoi, filande e, un giorno, centrali idroelettriche. È rimasta, per secoli, la più antica grande canalizzazione europea.
Un fiume che ha trasformato la campagna
Con una pendenza dolce che per decenni ha alimentato le colture padane, la Muzza ha reso fertile la mega-regione tra Milano e Lodi. Oggi irriga ben 67.000?ettari, di cui 43.000 direttamente, grazie a una capillare rete di roggia lunga circa 1.000?km. Ha cementato il paesaggio: i campi di mais, riso e foraggio seguono la traccia argentata dell’acqua, le sponde si vestono di pioppi e salici, i sentieri diventano vie del benessere e della natura. Le località che costeggiano il canale – Cassano d’Adda, Truccazzano, Paullo, Mulazzano, Lodi Vecchio, Castiglione d’Adda – sono legate da una storia comune, da un filo continuo di umanità e fatica.
Sentieri, piste ciclabili, viaggi a piedi
Chi ama le passeggiate trova nella Muzza un percorso ideale: da Cassano a Paullo, da Lodi a Lodi Vecchio, tratti che si snodano tra boschetti, brughiere e acqua silenziosa. Alcuni itinerari partono dalle stazioni ferroviarie – Melzo, Lodi – e conducono fino alle rive del canale, con anelli che includono il Castello di Corneliano e la natura incontaminata. Lungo il corso si incontrano testimonianze del passato e del presente: alcune centrali idroelettriche – a Cassano, Paullo, Mulazzano e Quartiano – trasformano la corrente in tutela ambientale.
Il 2024 ha celebrato la Via Verde del Muzza, tracciato ciclabile tra Lodi e Lodi Vecchio, con oltre 20?km di pista ombreggiata, attrezzata per famiglie e cicloturisti. A Cassano d’Adda, la Muzza lambisce il Castello Visconteo-Borromeo e la centrale del Linificio – luoghi storici dove l’acqua ha orientato potere e industria. A Paullo, tra rogge e oltrepuente, resiste il Laboratorio del Canale e la storica Casa dell’Acqua. A Truccazzano sorgono borghi ricchi di identità, dove il canale fa ancora da sentinella e motore.
