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600 metri quadri e 97 metri di lunghezza: il record della Galleria degli Antichi, la terza galleria più lunga d'Italia  

Un viaggio nel sogno rinascimentale di Vespasiano Gonzaga: la Galleria degli Antichi di Sabbioneta

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C’era una volta un nobile visionario, raffinato e ambizioso: si chiamava Vespasiano Gonzaga, e il suo sogno era quello di costruire una città ideale, armoniosa e perfetta, capace di riflettere i più alti ideali del Rinascimento. Ebbene, quel sogno divenne realtà con Sabbioneta, scrigno prezioso della Lombardia e oggi tra i patrimoni dell’umanità UNESCO. Fu eretta in poco più di trentacinque anni e rappresenta tuttora un capolavoro urbanistico senza pari, da visitare almeno una volta nella vita.

Tra le meraviglie che rendono unica questa piccola capitale rinascimentale, spicca un edificio tanto affascinante quanto sorprendente: la Galleria degli Antichi, un tempo nota come “Corridor grande nella piazza del castello”. Ecco una meta ideale per un weekend alternativo e dallo spiccato sapore "storico".

Le origini della Galleria degli Antichi e la sua funzione

600 metri quadri e 97 metri di lunghezza: il record della Galleria degli Antichi, la terza galleria più lunga d'Italia

Costruita tra il 1584 e il 1586 sul lato orientale di piazza Castello, questa straordinaria galleria di circa 600mq e lunga 97 metri non nasceva per unire ambienti, ma per custodire un tesoro: la collezione archeologica privata del duca Vespasiano Gonzaga. Egli, di ritorno dalla corte reale di Spagna nel 1578, acquistò a Roma e Venezia statue, busti, epigrafi e bassorilievi dell’antichità, che volle esporre con orgoglio ai suoi ospiti illustri.

Tra questi, figuravano anche venti palchi di corna, dono personale dell’imperatore Rodolfo II d’Asburgo, ricevuto dopo un soggiorno alla corte imperiale di Praga nel 1589. Quei trofei di caccia, sospesi tra le epigrafi e i marmi, raccontano di alleanze, potere e prestigio internazionale.

L’edificio colpisce subito per il suo aspetto imponente e severo, che - in modo originale - ricorda un acquedotto romano. La sua lunghezza lo rende terzo in Italia per lunghezza solo alla Galleria degli Uffizi di Firenze e alla Galleria delle Carte Geografiche in Vaticano. L’esterno, tutto in mattoni a vista, presenta ventisei arcate a tutto sesto al piano terra, separate da massicci pilastri. Al piano superiore, una fila di finestroni regolari, alternati a nicchie, illumina gli interni con discreta solennità.

Il tutto è coronato da un elegante cornicione con archetti pensili, mentre il porticato pedonale sottostante è coperto da volte a crociera che invitano il visitatore a percorrere lentamente ogni passo, come in una processione laica verso la bellezza. Superfluo dire che ogni angolo e ogni dettaglio si presta a una fotografia che immortali il ricordo della visita.

L'arte in ogni sua forma e bellezza.. e quell'asburgico "trasferimento" che ancora oggi sa di saccheggio

600 metri quadri e 97 metri di lunghezza: il record della Galleria degli Antichi, la terza galleria più lunga d'Italia

Salendo al piano superiore che si compie la magia. L’ingresso alla Galleria si trova alla fine delle sale del Palazzo Giardino, residenza privata e luogo dell’otium del duca. Appena entrati, lo sguardo viene catturato da una lunga prospettiva che si perde tra affreschi allegorici, motivi decorativi e soffitti lignei cassettonati.

Le pareti sono interamente dipinte grazie all’opera dei fratelli Giovanni e Alessandro Alberti, maestri toscani della “quadratura”, capaci di creare illusioni prospettiche mozzafiato. Ai lati, vasi, festoni e stemmi si alternano con grazia rinascimentale, mentre le rosette dorate incastonate nei cassettoni del soffitto brillano ancora come piccoli luci. Sembra che originariamente il soffitto fosse dipinto di azzurro: un cielo ideale sotto il quale il duca custodiva la sua eternità.

In origine, il pavimento era lastricato in marmo giallo di Siena, per volontà dello stesso Vespasiano, che desiderava un effetto “dorato”. Ma Maria Teresa d’Austria non ebbe riguardo per l’intento simbolico: durante il dominio asburgico, parte di quel fasto venne trasferito nella residenza estiva di Vienna. Oggi, il pavimento è in mattonelle di cotto, che custodiscono ugualmente il passo del tempo.

La Galleria non era un semplice corridoio, ma un museo ante litteram, dove l’arte antica dialogava con il potere contemporaneo. Non sorprende, dunque, che accanto ai marmi e ai trofei si trovassero anche ritratti di celebri condottieri, poi spostati nel 1589. Le collezioni, rimaste a lungo nella Galleria anche dopo la morte del duca, furono in parte trasferite nel 1773 dagli austriaci a Mantova, nel Palazzo dell’Accademia Virgiliana. Oggi si possono ammirare al Palazzo Ducale e a Palazzo San Sebastiano.

Visitare Sabbioneta e la sua Galleria degli Antichi non è solo un tuffo nel Rinascimento: è entrare nel sogno di un uomo che volle sfidare il tempo, lasciando una traccia concreta del suo ideale di bellezza, rigore e armonia. E mentre cammini sotto le arcate, guardando con ammirazione gli affreschi e e sentendo il respiro dei secoli, forse udirai anche la voce di Vespasiano che ti guida, fiero, nella sua città perfetta.

 
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