A 18 km da Sassari e 28 da Alghero c'è una cittadina minuscola dove batte il cuore autentico della Sardegna
In provincia di Sassari, nella subregione storica del Coros e nel cuore del Logudoro, cosa fare e vedere a Ittiri
Adagiata su un altopiano a circa 450 metri sul livello del mare, Ittiri si trova in provincia di Sassari, nella subregione storica del Coros, nel cuore del Logudoro. A soli 18 km da Sassari e 28 da Alghero, questo borgo centenario – con i suoi quasi 8000 abitanti locali – custodisce una combinazione di paesaggi, storia millenaria, artigianato e festa che conquista al primo sguardo. Tra dolci colline, rilievi basaltici e trachitici come il monte Torru (622?m) e circondato da laghi artificiali come Cuga, Bidighinzu e Temo, Ittiri si presenta come un crocevia tra natura, tradizione agricola e radici antiche. Le sue origini affondano nella preistoria con domusdejanas e nuraghi, passando per le popolazioni dei Coracenses citate da Tolomeo nel II secolo d.C., fino a influenze fenicie, puniche e romane.
Cosa vedere a Ittiri
Il centro storico racconta la sovrapposizione di secoli di fede e cultura. La Chiesa di San Pietro in Vincoli, menzionata fin dal Cinquecento, conserva un coro a crociera medievale mentre la facciata neoclassica ottocentesca, in trachite rossa locale, ne valorizza l’austerità sacra. Nella campagna circostante, a pochi chilometri dal centro, si ergono la Chiesa di Nostra Signora di Coros e l’Abbazia di Santa Maria di Paulis, fondate nel XIII secolo dai cistercensi. Pur semi-diroccate, testimoniano un passato monastico raffinato. Immancabile una visita anche alla Chiesa di Monserrato, risalente al Seicento, con la sua croce lignea e navata gotica. Passeggiando tra le vie del centro si scoprono eleganti edificiinstile Liberty, come il Palazzo Sussarellu, decorati con la tipica trachite rossa di Ittiri che si ritrova anche nei marciapiedi, nei balconi e perfino nei muretti a secco. Sul colle dell’antico borgo, una curiosa fontana scavata nella pietra – la Funtana S’Abbadorzu – unisce vita quotidiana e memoria storica, mentre nel centro urbano emerge il Palazzo del Carnevale, luogo di ritrovo per le sfilate e la proiezione dell’identità locale.
Ittiri, sapori e dintorni
La vocazione agricola è ancora viva a Ittiri. La coltivazione del famoso carciofo spinoso sardo, premio Slow Food, si affianca alla produzione di formaggi pecorini, miele e olio extravergine di oliva. A tavola si assaporano piatti autentici: malloreddus al ragù, porceddu, zuppe di legumi, oli fruttati. E i pirichittos, biscotti ricchi di miele e mandorle, chiudono il pasto lasciando un segno di dolcezza locale.
Il paesaggio attorno a Ittiri mescola colline coltivate, boschi di lecci, vigneti e corsi d’acqua. I numerosi nuraghi e tombe dei giganti confermano una radicata presenza nuragica nel Coros. Il sito archeologico di Sa Figu e la necropoli di Ochila raccontano di antiche comunità, mentre il Nuraghe Monte Torru domina dall’alto la valle offrendo panorami ampi e profondi.
