A Osaka, passeggiando nel quartiere delle geishe
Osaka, la città delle geishe e del piacere 'alla giapponese'
Ancor prima di Tokyo, Osaka ha rappresentato il baricentro della cultura nipponica, come capitale imperiale e città simbolo della tradizione culturale ed enogastronomica.
È un altro, però, l’elemento che caratterizza ancora oggi la seconda città più grande del Giappone: il quartiere delle geishe.
La storia del quartiere del piacere 'alla giapponese'
Nel 1589, il potente signore Toyotomi Hideyoshi concesse allo stalliere di Kyoto Saboroemon Hara il permesso di realizzare un bordello, nel quale la prostituzione potesse essere esercitata entro i limiti previsti dalla legge.
Dalla Città dei Salici, così fu chiamato il quartiere del piacere, il passo fu breve, e l’espansione di queste zone dedicate alla prostituzione legalizzata si espansero presto a Edo (Yoshiwara) e a Osaka, dove il quartiere a luci rosse prese il nome di Shinmachi, la Città Nuova.
Sin da quel tempo, però, il piacere nella sua declinazione giapponese si distinse immediatamente dalle controparti europee, anche grazie alla forte diffusione della nobiltà nel Sol Levante. Fu così, infatti, che la Città Nuova divenne un quartiere aperto a ogni tipo di distrazione, non solo sessuale, accogliendo negozi, bar ante litteram e quelle case da tè dove ancora oggi è possibile trovare la figura leggendaria della geisha.

La leggendaria figura della geisha
Il suo nome vuol dire “persona dell’arte”, e designa l’originale donna di corte che, sin nel VII secolo dopo Cristo, aveva la sua versione primordiale nella saburuko, una intrattenitrice che sovente si concedeva a moti erotici.
Fu proprio a Osaka, Edo e Kyoto che, nel Seicento, le saburuko e le juuyo si trasformarono in geishe, donne chiamate a sostituire nei ruoli di intrattenimento gli uomini, secondo uno schema di ilarità e recitazione che si fa risalire addirittura all’antica Grecia.

Tobita Schinchi, il quartiere oggi
Oggi la trasformazione culturale del Giappone ha reso l’originale quartiere delle geishe di Osaka in un luogo di prostituzione “all’occidentale”, dove in ogni caso permane uno stile diametralmente opposto rispetto, ad esempio, a quanto potremmo ammirare in Germania, Svizzera o nei paesi dove la prostituzione.
Tobita Schinchi è un quartiere dove, al primo piano delle abitazioni, giovani fanciulle attendono i clienti (quasi esclusivamente facoltosi uomini d’affari giapponesi). La contrattazione avviene però con le “matrone”, anziane donne che gestiscono le varie case di appuntamenti e concordano i prezzi insieme ai clienti.
Il quartiere tradizionale di Shinmachi, dove era concentrata la maggior parte delle geishe di Osaka, fu pressoché distrutto durante la Seconda guerra mondiale, e oggi ciò che ne rimane (e che è in parte integrato nel nuovo quartiere di Nakanoshima) è visitato solo dai turisti in cerca di luoghi culturali.

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