A pochi chilometri dal confine francese, questo splendido giardino della Liguria ospita migliaia di specie esotiche e tropicali
Un angolo verde affacciato sul Mediterraneo custodisce piante provenienti da ogni continente, tra terrazze, sentieri e fioriture rare.
Affacciati sul blu del Mediterraneo, i Giardini Hanbury di Ventimiglia sono uno di quei luoghi dove botanica, storia e paesaggio si intrecciano in modo quasi sorprendente. Camminando tra terrazze, scalinate e antichi muretti a secco di Capo Mortola, si ha l’impressione di esplorare un mondo a sé, sospeso tra Riviera ligure e suggestioni esotiche. Qui, dal 1867, si sperimenta l’acclimatazione di piante provenienti da Sudafrica, Australia, Americhe e da altri angoli del pianeta, in un mosaico vegetale che cambia volto di stagione in stagione. Non è solo un giardino ornamentale, ma un vero laboratorio all’aria aperta, oggi gestitodall’Universitàdi Genova, dove ricerca, conservazione e divulgazione convivono con una forte vocazione turistica. Una visita permette di leggere la storia di una grande famiglia inglese, le ferite della guerra e il lento recupero, sempre con il mare di Ventimiglia sullo sfondo.
Dove si trovano i Giardini Hanbury e perché meritano una visita

I Giardini botanici Hanbury si trovano alla Mortola, frazione di Ventimiglia, a pochissimi chilometri dal confine con la Francia. Il versante di Capo Mortola scende ripido verso il Mediterraneo, disegnato da terrazze, vialetti e muri in pietra che raccontano secoli di agricoltura ligure. All’interno di questo paesaggio tipicamente rivierasco, dal 1867 è nato uno dei giardini botanici più importanti d’Europa. L’estensione è notevole: circa 18 ettari, metà dedicati a collezioni coltivate e metà lasciati a vegetazione spontanea, preziosa per capire come si comportano le specielocali. Ilclima mite della Riviera di Ponente, l’esposizione favorevole e la protezione del promontorio hanno creato una sorta di “serra naturale” a cielo aperto. Per chi ama giardini storici, paesaggi costieri e botanica, i Giardini Hanbury sono una tappa imperdibile lungo la costa tra Ventimiglia, Mentone e la vicina Costa Azzurra.
Cosa vedere: dal mare alle foreste australiane

La forza dei Giardini Hanbury sta nella varietà degli ambienti. In pochi passi si passa dalla macchia mediterranea alle specie subtropicali, con cambiamenti netti nei profumi, nei colori e nella struttura del paesaggio. Le collezioni seguono criteri scientifici, geografici ed ecologici, non sono una semplice sequenza di aiuole decorative. Tra i settori più scenografici c’è la foresta australiana, con eucalipti, acacie, melaleuche e callistemon che formano un piccolo “pezzo d’Oceania” sospeso sulla Liguria. Le aree dedicate alle succulente raccolgono agavi, aloe e numerose cactacee, ideali per chi ama le piante capaci di sopportare lunghi periodidisiccità.Interessante anche il Giardino dei profumi, dove erbe aromatiche e fioriture odorose accompagnano il visitatore. Da non perdere i Giardinetti con antiche varietà di rose e peonie, gli agrumeti storici e il frutteto esotico. Il calendario botanico è distribuito durante tutto l’anno: in inverno spiccano acacie e aloe, in primavera glicini, peonie e agrumi, d’estate jacarande, passiflore e agapanti, mentre l’autunno porta melograni, corbezzoli e altri frutti di stagione.
Un giardino tra scienza, acclimatazione e storia di famiglia

La storia dei Giardini Hanbury comincia nel 1867, quando il mercante inglese Thomas Hanbury acquista il podere della famiglia Orengo alla Mortola. Con il fratello Daniel, farmacologo e botanico, progetta non solo un parco scenografico, ma un giardino sperimentale dedicato all’acclimatazione di specie esotiche con potenziale interesse farmacologico, agricolo ed economico. Nel 1868 la gestione del verde viene affidata a Ludwig Winter, agronomo e architetto del paesaggio, che trasforma un terreno difficile e soggetto a piogge violente, vento e salsedine. Consolida le terrazze, crea sistemi di irrigazione, riorganizza i percorsi e distribuisce le piante secondo umidità, esposizione e tipo di suolo. Nascono cosìlezonecon agrumeti, orti e roseti vicino al mare, la foresta australiana sopra l’antica via romana e l’oliveto storico nelle fasce più alte. Nel Novecento il giardino vive una fase brillante grazie a Cecil e Lady Dorothy Hanbury, poi la Seconda guerra mondiale porta confische, occupazioni militari, bombardamenti e saccheggi. Dopo il passaggio allo Stato italiano, la rinascita vera e propria arriva con l’affidamento all’Università di Genova, che dal 1987 gestisce ricerca, catalogazione e tutela, confermando Capo Mortola come riferimento botanico internazionale.
Come organizzare la visita ai Giardini Hanbury

I Giardini Hanbury si raggiungono facilmente da Ventimiglia seguendo le indicazioni per la frazione Mortola. L’ingresso principale è posto nella parte alta del complesso e da qui il percorso scende verso il mare, con un dislivello di circa cento metri. È bene prevedere scarpe comode e una discreta forma fisica: i tratti in pendenza e le scalinate sono numerosi, anche se non particolarmente tecnici. Il tempo minimo consigliato per la visita è di un’ora o un’ora e mezza, ma chi ama fermarsi a osservare le collezioni avrà bisogno di più tempo. Indicativamente, in estate (dal 16 giugno al 15 settembre) l’accesso è dalle 9.30 alle 18 con uscita entro le 19; in primavera e autunno la biglietteriachiude prima, mentre in inverno l’ultimo ingresso è alle 16. Il biglietto intero, nel 2026, costa 10 euro. Prima di partire conviene sempre verificare sul sito ufficiale eventuali variazioni di orario o chiusure dovute a lavori e allerte meteo. Ricordiamo che i Giardini Hanbury sono anche un centro universitario: dietro i panorami e le fioriture che vediamo in passeggiata si nasconde un intenso lavoro di ricerca, tutela della biodiversità e scambi con orti botanici di tutto il mondo.
