A scoprirle furono 3 ragazzini e oggi sono famose per essere le grotte più colorate d’Italia
Le Grotte di Borgio Verezzi: un viaggio sotterraneo tra i colori del tempo
A pochi passi dalle onde del Mar Ligure, nascoste tra le pieghe della roccia e del tempo, si celano le Grotte di Borgio Verezzi, un tesoro naturale incastonato nel cuore della Liguria di Ponente. Ottocento metri di meraviglia che si snodano all’interno di antichi blocchi di pietra, scolpiti nei secoli dall’instancabile lavoro dell’acqua e del tempo. Un capolavoro sotterraneo che oggi accoglie visitatori da ogni angolo, ammaliati dalla promessa di uno spettacolo che non ha eguali.
Non è un caso se sono conosciute come “le grotte più colorate d’Italia”: qui, la natura si è fatta pittrice, pennellando le pareti con tonalità che vanno dal bianco puro all’ocra, dal rosso al viola. Ogni stanza è un quadro vivente, ogni angolo un invito allo stupore. Le stalattiti e le stalagmiti, vere architetture della natura, si rincorrono nel buio: ora si fanno tendaggi sottili che sembrano sospesi nel silenzio, ora diventano colonne massicce, come a reggere un tempio segreto custodito dal ventre della terra.
Il fascino segreto delle Grotte, la Sala del Castello e il Festival d'atmosfera

L’ingresso delle grotte si apre a trentasei metri sopra il livello del mare, e da lì comincia l’avventura. La temperatura, costante tutto l’anno, si assesta attorno ai sedici gradi, ma l’umidità è alta, quasi a voler ricordare che qui, in fondo, l’acqua è la vera protagonista. Si cammina tra gallerie e cavità, guidati dalla luce e dall’emozione, fino a raggiungere l’ultima sala, la più profonda: la suggestiva Sala del Castello, che chiude il percorso quasi come fosse un epilogo teatrale.
E proprio il teatro ha trovato casa qui: per anni, durante il Festival Teatrale di Borgio Verezzi, le grotte hanno fatto da sfondo alla lettura della Divina Commedia, trasformandosi in un palcoscenico dove le parole di Dante si fondevano con le gocce d’acqua e il respiro antico della roccia.
La scoperta inaspettata e le visite alle Grotte

Il loro fascino non è soltanto geologico, ma anche umano. La storia delle Grotte di Borgio Verezzi è quella di una scoperta improvvisa, quasi fiabesca. Era il 1933 quando tre ragazzini, seguendo la corrente di un ruscello sotterraneo, si infilarono per gioco in una cavità che li condusse nella prima delle sale. La voce si sparse, ma fu lo speleologo Giovanni Dentella a comprendere davvero l’importanza di quel labirinto naturale. Fu lui, negli anni successivi, a esplorarle, a studiarle e infine ad aprirle al pubblico nel 1970, trasformandole in uno degli itinerari più affascinanti della Liguria.
Le Grotte di Borgio Verezzi si possono visitare in ogni stagione: il clima interno non cambia mai, anche se l’atmosfera si trasforma con le stagioni. D’estate, l’ambiente si fa asciutto, quasi fresco rifugio per chi fugge dall’afa costiera; in autunno e in primavera, invece, si formano piccoli laghi naturali che amplificano la magia del luogo.
La visita dura circa un’ora ed è adatta a tutti, fatta eccezione forse per chi soffre di claustrofobia. Il percorso è semplice e ben organizzato, ma scarpe comode sono fondamentali: alcuni tratti possono essere scivolosi, e ogni passo richiede attenzione e rispetto.
Chi entra nelle Grotte di Borgio Verezzi non ne esce più uguale. Forse per la potenza silenziosa della natura, forse per la bellezza nascosta che si rivela solo a chi ha il coraggio di cercarla sotto la superficie. Un’esperienza che non si dimentica, una Liguria sotterranea che conquista occhi, cuore e immaginazione.
