Abruzzo, cosa vedere in estate tra parchi, borghi e… cucina
Una terra magnifica e che sa deliziare tutti e cinque i sensi, dalla vista alla gola: scopriamo insieme i gioielli d'Abruzzo
Cosa vedere in Abruzzo in estate? Forse una domanda più vaga di questa non può essere fatta. Parliamo, infatti, di una regione dall’inestimabile varietà, sia dal punto di vista turistico che da quello morfologico e geografico, passando per l’aspetto storico-culturale che “muove il tutto”.
In un’altra occasione vi abbiamo parlato delle bellezze costiere e marine; oggi è la volta delle attrazioni a 360°, delle perle e delle possibilità, delle autenticità del territorio e anche dei numeri, perché, alla fine dei conti, sono sempre i numeri che fanno la differenza. E l’Abruzzo, soprattutto in questo, non teme davvero nessuno.
Abruzzo, cuore verde
Forse tutti sanno che il territorio abruzzese è disseminato da una sfilza incredibile di aree protette, parchi e riserve verdi. Basta davvero guardare una sua immagine dal satellite per rendersene conto.
E questo si ripercuote in una proposta turistica fortemente votata alle attività all’aria aperta, alle escursioni e alle uscite tra boschi, pendici e praterie. L’aspetto bucolico, in una vostra ipotetica vacanza estiva in Abruzzo, è forse quello dominante.

E quindi, alla domanda “cosa vedere in estate in Abruzzo?”, forse la risposta numero uno è proprio “parchi e aree naturali”. E se tutti sanno che questo territorio, in particolare, è ricco di biodiversità e zone protette, forse non tutti ne conoscono, però, la misura.
- In Abruzzo troviamo ben tre parchi nazionali: il Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco del Gran Sasso e il Parco della Majella, con alcune specie uniche e autoctone di flora e fauna (l’orso marsicano, il camoscio appenninico etc etc).
- Ai tre parchi nazionali vanno aggiunti un parco regionale, vale a dire il celebre Parco del Sirente-Velino, un’Area marina e costiera protetta come la Torre del Cerrano, e ben più di 30 riserve e oasi naturalistiche sparse su tutto il territorio.
- Le aree protette costituiscono il 33% del territorio regionale, consentendo all’Abruzzo di essere la regione con maggiore superfice protetta in Europa, e con circa il 79% delle biodiversità del continente in un solo territorio.
- Per non farsi mancare nulla, le mitiche Faggete Vetuste presenti nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono state dichiarate Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Pensate che quando Cristoforo Colombo approdò in America, quei faggi erano già lì.
Abruzzo, cuore millenario
Le faggete del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono secolari, se non millenarie. La loro età indefinita e incredibilmente ampia ci dà il la per parlare di un altro mattone portante della regione: la storia.
L’impatto storico-culturale sullo sviluppo antropologico e architettonico-paesaggistico è forse una delle motivazioni più affascinati per visitare da vicino il capillare impianto di punti d’interesse disposti equamente sull’intera mappa regionale. In parole povere, le escursioni nei borghi d’Abruzzo, nonché in quei luoghi d’interesse spirituale e religioso, rappresentano una grossa porzione del turismo locale. Sicuramente un’opportunità da cogliere se ci si trova sul posto.
Di nuovo, una seconda risposta che potremmo dare alla domanda “cosa vedere in estate in Abruzzo” è di sicuro “borghi, chiese e luoghi del cuore”. E per “luoghi del cuore” intendiamo tutti quei punti sulla cartina che ci fanno davvero battere il cuore, tra scorci panoramici, testimonianze storiche e atmosfere indimenticabili.

Tornando ai numeri che tanto piacciono, eccone qualcuno che fa al caso nostro.
- I laghi abruzzesi rappresentano un’attrazione unica nel loro genere: dal celeberrimo Campotosto al piccolo e intimo Sinizzo, passando per lo splendido bacino di Barrea, quello di Bomba e, verso Scanno, il poetico lago di San Domenico. Lasciamo Scanno per ultimo perché, tornando ai nostri famigerati luoghi del cuore, questo viene considerato il lago più romantico in assoluto: la sua forma a cuore è riconosciuta in tutto il mondo.
- Sono 45 i borghi abruzzesi presenti nella rete riconosciuta dei Borghi Autentici d’Italia; 23 sono invece quelli iscritti ai Borghi più belli d’Italia; e ancora, sono 7 le località insignite della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano.
- Eremi, Castelli, abbazie medievali e luoghi dello spirito completano la storia millenaria d’Abruzzo. Impossibile non citare il Castello di Rocca Calascio, classificato niente di meno che da National Geographic nella lista dei 15 castelli più suggestivi al mondo. Location di tanti film, tra i quali il pluripremiato “LadyHawke”, e punta di diamante di un’escursione da fare almeno una volta nella vita. Così come l’eremo di Santo Spirito a Majella, anch’esso protagonista sullo schermo con “The New Pope” di Paolo Sorrentino, situato a Roccamorice e annoverato tra i luoghi d’interesse con più rilevanza spirituale.
Abruzzo, cuore... culinario
La cucina italiana non ha paragoni per diversità e profondità di tradizioni e ricette. E l’Abruzzo rientra proprio in quelle regioni che fanno sì che tutto questo sia possibile.
Siamo partiti molto alla lontana per affermare che, dalla carne al pesce, dai primi ai dessert, le usanze culinarie abruzzesi e i prodotti tipici rappresentano una fetta di offerta turistica incredibilmente vasta e unica nel suo genere. Qualunque sia il motivo della vostra villeggiatura, è impossibile non farsi ammaliare da tutto questo… ben di Dio.
I sapori abruzzesi abbracciano i palati più eterogenei; possiamo imbatterci in prodotti pastorali di montagna biologici, figli di una tradizione secolare e affinata nel tempo, e allo stesso tempo in preparazioni contadine e agricole dirette discendenti della vita campestre, fino ad arrivare alla tanto acclamata cucina di mare, varia e di qualità.

Per mettere un punto finale alla nostra tesi, quindi, la terza risposta che siamo in grado di dare quando ci viene posta la domanda “Cosa vedere in estate in Abruzzo?”, rispondiamo con fierezza: “Con gli occhi e con il palato, la tradizione culinaria abruzzese”.
- Partendo dalla costa, da assaggiare in tutto e per tutto le deliziose zuppe e ricette preparate con il pesce autoctono: tra queste di sicuro il celebre brodetto alla vastese, magari accompagnata (per i più pronti) da una gustosissima frittura di paranza dell’Adriatico.
- Tra le ricette tipiche dell’entroterra impossibile non citare la pasta alla chitarra, chiamata così proprio grazie ai suoi metodi di preparazione antichi, magari con condimenti regionali come “la pecorara” (guanciale e ricotta) e “l’aquilana” (di tutto e di più, ma di sicuro zafferano, porcini, guanciale e tartufo). Inutile dire che una delle preparazioni cardine della regione sono gli arrosticini, rigorosamente di pecora.
- Come le ricette, anche i prodotti tipici abruzzesi meriterebbero un capitolo a parte per vastità e diversità. I formaggi fiore all’occhiello sono di sicuro il Pecorino di Farindola, unico in Italia a utilizzare caglio di maiale e ad essere lavorato da sole donne, e il Canestrato di Castel del Monte, per un totale di 17 Presidi Slow Food in tutta la regione. Tra i salumi, invece, da citare i “coglioni di mulo”, nome in gergo delle Mortadelle di Campotosto, e la celebre Ventricina del vastese, campione d’Italia 2018.
- Tra i prodotti della terra, infine, forse il più pregiato e acclamato è lo zafferano, coltivato in particolar modo sull’Altopiano di Navelli. Da non dimenticare, però, i porcini autoctoni, tutte le varietà di tartufo – l’Abruzzo è la seconda regione in Italia per numeri di produzione – e, perché no, anche la genziana, con le cui radici si prepara un liquore tipico e delizioso.
- E dove è possibile gustare tutto questo? Ogni prodotto tipico o ricetta tradizionale che si rispetti, deve avere per forza chi sa cucinarla a dovere. E allora è importante sapere che l’Abruzzo conta tantissimi ristoranti stellati Michelin in tutte e 4 le province, ennesima riprova che si può davvero mangiar bene ovunque nel territorio. E degli 11 ristoranti con 3 stelle Michelin presenti in Italia, uno si trova proprio in Abruzzo. Sta a voi cercarlo, provarlo e poi… giudicarlo!
