Alla scoperta dell'entroterra marchigiano: un viaggio tra storia, arte, fede ed enogastronomia
Esplora il fascino discreto di Serra de' Conti, Arcevia, Genga e dintorni. Dalle antiche tradizioni al desiderio di futuro
L’entroterra marchigiano, gioiello poco conosciuto dell’Italia centrale, certamente meno altisonante di alcune località costiere della zona, custodisce una straordinaria ricchezza di tesori storici, artistici ed enogastronomici, tutti da scoprire. Tra le dolci colline dell’interno si trovano piccoli borghi come Serra de' Conti, o centri più estesi, come Arcevia, che incarnano alla perfezione l’essenza di questo patrimonio culturale così ricco di tradizioni e gesti antichi, ma con lo sguardo rivolto anche al domani. Il nostro viaggio attraverso questi luoghi profondi rivela storie di artigiani appassionati, antiche architetture, eredità mai sopite e sapori genuini che narrano la storia e le vicende della terra e degli uomini, in bilico tra fede e laicità, sospensione e ripartenze,stasi e sussulti dinamici.

Le eccellenze dell’agroalimentare e vitivinicole del territorio
Colazione presso “Colleolivi”
Prima di arrivare nel pittoresco borgo di Serra de' Conti, dove l’ondulato paesaggio collinare si popola di zone boscate, distese di uliveti e vigneti, ci fermiamo brevemente presso l’Azienda Agricola Colle Olivi, gestita dai fratelli Davide e Martina. Davide si dedica alla coltivazione della terra, mentre Martina si occupa dell’accoglienza agli ospiti (nuovo servizio offerto di recente) e della promozione dei prodotti aziendali, in particolare l’olio d’oliva e le marmellate.
Martina ci offre una buona colazione con prodotti dei luoghi per poi portarci nella tenuta, mostrandoci con orgoglio le casette delle api, gli uliveti e i laboratori dove prendono vita le loro produzioni
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Praticamente di fronte all’azienda agricola, sorge l’antica Fornace Hoffmann, splendido esempio di archeologia industriale. Un tempo ancora in funzione per la cottura di laterizi, oggi, completamente ristrutturata, la location si presta ad essere utilizzata per ospitare eventi esclusivi, ad esempio matrimoni e celebrazioni di alta gamma. Questa struttura rivisitata dimostra l’efficacia di talune operazioni di recupero architettonico, dove la storia si coniuga con l’eleganza e la visione imprenditoriale.

La Cooperativa La Bona Usanza
La Cooperativa La Bona Usanza, con sede a Serra de’ Conti, è composta da un gruppo di appassionati che da più di venti anni cercano di tutelare e valorizzare il patrimonio agroalimentare della Regione Marche attraverso la tutela del cibo, della salute e della biodiversità, uniti al piacere della convivialità.

I soci puntano a salvare dal rischio di estinzione legumi, cereali, dolci e salse che sono stati alla base della storia alimentare di questo territorio, in particolare la cicerchia, i ceci, le lenticchie, gli stridoli, il tarassaco, le crespigne, la senape, la borragine, la favetta di Fratterosa e varie erbe di campo. Si tratta di un realtà meritoria che andrebbe sostenuta a livello locale con fondi e incentivi perché la terra siamo noi, al di là di tutti gli orpelli superficiali con cui tendiamo a nutrire la nostra esistenza. Ci racconta tutto Marco Simonetti che, generosamente, ci dona alcune confezioni di cereali e salse per poter provare direttamente il frutto delle loro fatiche.
Tra le vigne di Casalfarneto
L’azienda vinicola CasalFarneto, moderna realtà produttiva dove tecnologia, tradizione, e sostenibilità si fondono per produrre vini d’eccellenza, si estende in una delle zone collinari più belle della provincia di Ancona, terra di vini pregiati come il Verdicchio dei Castelli di Jesi.
I 35 ettari di vigneti si sviluppano in un territorio molto bello e l’azienda ne è proprio al centro, come se fosse collocato su un balcone panoramico. La dirige Paolo Togni, un nome noto tra gli addetti ai lavori, che ha ben chiaro il concetto secondo il quale il prodotto deve valere, ma deve essere anche comunicato in modo adeguato ai potenziali acquirenti
Serra de' Conti: Un connubio di tradizione, spiritualità, recupero urbano e innovazione nelle terre del Verdicchio
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Un tuffo nella vita del borgo
Passeggiando per le stradine di Serra de' Conti ci troviamo davanti quasi subito al bar “Al Centrale”, il locale più significativo del borgo, recentemente riaperto dopo una importante ristrutturazione. Questo bar/locale, dotato di comodi ed eleganti spazi interni ed esterni, ti accoglie con il sorriso e rappresenta il punto di aggregazione per gli abitanti. Aperta tutti i giorni fino alle 23, la struttura offre prodotti di qualità, attraversando il dolce e il salato, in grado di soddisfare i palati più esigenti in una cornice veramente gradevole e accogliente.

Nella viuzza davanti al bar “Al Centrale”, spunta seminascosto il Panificio Olivetti. Questo storico e minuscolo forno, oggetto di un progetto di riqualificazione, ha fatto rivivere i profumi e i sapori di un tempo e animato nuovi progetti. Fabio Rezzuti, il gestore, è molto più di un semplice panettiere; meglio definirlo uno sperimentatore, un maestro delle farine, un alchimista dei lieviti, una fucina di idee che ruota intorno al pane.

Fabio è pronto a riformare il ruolo del pane che, da accompagnatore dei cibi, potrebbe assumere ruoli più centrali e sofisticati. Raccontando la storia del territorio ma anche nuove narrazioni alimentari, si può costruire il pasto non solo col pane ma anche dal pane, posto che questo cibo, di altissima simbologia divina, ha certamente pari dignità rispetto all’olio, al vino, alla carne etc...
Le persone che alimentano il presente e il futuro di Serra de’ Conti
Serra de’ Conti è un borgo peculiare in quanto appoggiato e sostenuto da una serie di imprenditori, perfino mecenati, ben intenzionati a dare energia e futuro a questo piccolo centro dal mattoncino cesellato. Fra di essi è importante segnalare Paolo Sebastianelli, che opera nel settore agroalimentare ed enogastronomico. Paolo ha una mentalità market-oriented che si abbina perfettamente alle esigenze di sviluppo del territorio: fare rete, fare squadra, guardare lontano.
La fede e la vita monastica a Serra de' Conti: il MAM
Proseguiamo la nostra visita percorrendo le strade di Serra de' Conti, fino al Museo di Arte Monastica (MAM). Qui visitiamo le “stanze del tempo sospeso”, cioè un percorso storico di civiltà che, organizzato in sale eleganti con due giovani guide appassionate, disvela aspetti particolari e propri dei monasteri.
In particolare si raccontano le vicende delle Clarisse di Serra de’ Conti, tassello sociale di grandissima importanza per il borgo, nonché il volgere delle stagioni, i prodotti utilizzati in cucina, la farmacopea, il ricamo e la tessitura, la ceroplastica, la spezieria, la tintura delle stoffe, i fiori di seta, la musica e il canto, attività a favore della popolazione del borgo e della valle del Misa ma anche pennellate su personaggi specifici, come la "moretta di Serra de' Conti" una ragazza di colore che da schiava divenne badessa, oppure padre Agostino Orsi, burbero ecologista ante litteram. Per secoli il microcosmo femminile delle Clarisse ha infatti rappresentato una sorta di famiglia “allargata” scandendo il ritmo della vita cittadina ed esprimendo in nuce anche concettimoderni come quello dello sviluppo sostenibile. Serra de’ Conti ha una Collegiata (Santa Maria de Abbatissis), diverse chiese (San Michele, San Fortunato, Santa Maria delle Grazie, e dellaMaddalena)e conventi, a testimonianza della vita spirituale che ha intensamente percorso i luoghi per numerosi secoli.
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Si ringrazia per l’attenzione e per il tempo a noi dedicato, il Sindaco di Serra de’ Conti, Silvano Simonetti, l’Assessore al Turismo e alla Cultura Marica Petrolati, nonché il presidente dell’Associazione Festa della Cicerchia, Maurizio Ciamberlini.

Il borgo di Barbara, a due passi da Serra de' Conti
A pochi chilometri da Serra de' Conti, raggiungiamo la cittadina di Barbara, un gradevole "guscio urbano" il quale merita una rapida visita per la sua fisionomia, per la chiesa principale, che custodisce un’opera del Pomarancio, e anche per la sua atmosfera, quasi fosse un balcone naturale aperto ai quattro lati, seppur fortificato. Al piano inferiore dell’edificio di culto si trova un antico fonte battesimale, ricco di affreschi, che simboleggia il percorso spirituale verso la fede cristiana.

Nelle vicinanze, Arcevia: il passato e la storia, tra borghi fortificati e panorami senza fine
Proseguendo il nostro viaggio, ci dirigiamo verso Arcevia. All'arrivo ci riceve con grande gentilezza e simpatia l’Assessore al Turismo e alla Cultura, Paola Petroni con cui abbiamo avuto il piacere di discorrere e passeggiare nel nucleo storico. Questo centro, di dimensioni decisamente più ampie, va conosciuto per gradi, un po’per volta, perché vi sono tante cose da vedere: un vero e proprio scrigno di storia e cultura, arricchito fra l’altro dai nove borghi fortificati limitrofi che si snodano tra le frazioni circostanti. Camminando per le strade di Arcevia, possiamo ammirarne i portali degli antichi palazzi, le testimonianze di un antico passato, la Collegiata, che ospita capolavori di Giovanni della Robbia e del Signorelli e tanto altro che non riusciamo a vedere (questa voltaalmeno).
Il nostro percorso ci porta fino ai giardini situati in cima al borgo, da dove si possono vedere i monti circostanti. Qui, la bellezza del paesaggio si unisce alla serenità del luogo, offrendo un’esperienza piacevolissima.

Genga e Sassoferrato: tra storia millenaria e misteri templari
Lasciata Arcevia, ci dirigiamo verso Genga, una arroccata bomboniera marchigiana con sole due strade (in questo abbastanza simile a Barbara) che ospita la Taverna Infra Saxa, gestita da Paolo Sebastianelli, amministratore dell’Azienda gastronomica Lalli. Questo locale, aperto solo per un mese l’anno (ad agosto), è un collettore di eccellenze del territorio nonché un’occasione per chi voglia provare, in via aggregata date le numerose aziende presenti, la vertigine di un assaggio autentico delle Marche profonde, nella sua forma più pura.
Clicca qui per la reel-intervista a Paolo Sebastianelli
Nei pressi di Genga, da vedere le notissime Grotte di Frasassi e il suggestivo Tempio del Valadier, incastonato tra le rocce. Clicca qui e leggi "Annidato in una delle più belle Gole d'Italia, il Tempio del Valadier, spettacolare opera architettonica".
Questi luoghi rappresentano una tappa obbligata per chiunque voglia immergersi nelle meraviglie naturali e spirituali della regione, ricordandosi di indossare scarpe comode.
Il nostro viaggio si conclude a Sassoferrato dove, poco fuori dall’abitato, visitiamo l’Abbazia templare di Santa Croce dei Conti Atti, un luogo ancora oggi enigmatico, tra cui quello che sprigiona la sua pala d’altare, proprio al centro dell’edificio, come spiegato nell’approfondimento su Voicesearch.travel "L’Abbazia templare di Santa Croce a Sassoferrato: brividi in un luogo esoterico e misterioso".
Segui il nostro itinerario con l’elenco dei luoghi su Google Maps
Questo viaggio nell’entroterra marchigiano non può che rappresentare un assaggio, un frammento del quadro, perché questa regione offre tantissimo in termini di qualità e quantità. Per chi desidera ripercorrere le nostre tappe, consigliamo di seguire l’itinerario di viaggio creato da Voicesearch.travel su Google Maps, che include l’elenco completo dei luoghi visitati, ciascuno dei quali corredato con recensioni, foto e video che esprimano l’essenza di ogni destinazione.
Nel toccare e scoprire, almeno un po', Serra de' Conti, Arcevia, Genga e Sassoferrato ci è sembrato di intravedere un groviglio di radici fatto di storie umane e di emozioni che uniscono antiche tradizioni, sapori autentici e paesaggi mozzafiato, così che il viaggio attraverso di esse appare ideale per coloro che vogliono immergersi nella storia, nell’arte e nella dolce e inimitabile bellezza delle Marche.




