Alla scoperta delle ricchezze dell'Abruzzo del Nord grazie all'ambizioso progetto "Cuoco di Bordo"
"Cuoco di Bordo", una delle iniziative più innovative e affascinanti nel panorama gastronomico e turistico italiano
Squadra che vince non si cambia, oppure l'unione fa la forza: scegliete voi quale frase possa essere più adatta a descrivere Aria, l'associazione di ristoratori e produttori d'Abruzzo che ormai da 10 anni si impegna per promuovere in Italia le stupende realta della regione più polivalente del Bel Paese. L'importante egida costitutasi negli anni dell'associazione è voluta tornare alla ribalta partendo dal basso, mettendo in piedi il progetto "Cuoco di Bordo", una delle iniziative più innovative e affascinanti nel panorama gastronomico e turistico italiano. Questo progetto va oltre la semplice esplorazione culinaria, mette al centro la figura del turista in viaggio alla riscoperta di un territorio affascinante, aggiunendo tappe passo dopo passo, come un vero e proprio diario in divenire, un racconto vivente che intende far scoprire le innumerevoli sfaccettature dell'Abruzzo del Nord, dal suo patrimonio culturale alle sue tradizioni enogastronomiche.
L'associazione Aria: un ponte tra tradizione e innovazione
L'enogastronomia è il vero e proprio collante turistico che non solo accompagna, ma esalta la ricchezza storica e culturale di un paese affascinante come l'Italia. Il messaggio quindi è chiaro: l'attrattiva del luogo non può prescindere da un bel piatto tipico fumante, in grado di offrire al visitatore (non per forza straniero) un'esperienza unica che altrimenti non potrebbe vivere. Di questa narrativa ha saputo farne tesoro l'associazione Aria, non solo un gruppo di appassionati del settore enogastronomico, ma un vero e proprio motore di innovazione per l'Abruzzo.
Fondata con l'obiettivo di valorizzare le eccellenze locali, Aria ha saputo coniugare tradizione e modernità in un mix dinamico basato non più sul turismo da cartolina, bensì un turismo "emozionale" in grado di lasciare al visitatore molto di più che belle foto. La sua missione non si limita a promuovere i prodotti tipici, ma aspira a creare un'esperienza turistica completa e multisensoriale. Attraverso una serie di iniziative mirate, l'associazione ha stabilito un collegamento essenziale tra i produttori locali e il vasto mondo della ristorazione, elevando l'intera esperienza della scoperta del territorio a nuovi livelli di eccellenza.
Il diario di bordo: un linguaggio di scoperta per un viaggio tra le emozioni

Tappa dopo tappa, assaggio dopo assaggio, così da imprimere nella memoria non un'immagine, non un sapore, ma una vera e propria esperienza. Il "Cuoco di Bordo" non è un mero evento gastronomico, ma un viaggio emozionale e culturale che si snoda attraverso le pagine di un diario unico nel suo genere. Questo diario, curato con passione dai cuochi locali, diventa una sorta di mappa vivente dell'Abruzzo, evidenziando non solo le specialità culinarie, ma anche le storie, le tradizioni e i luoghi meno conosciuti della regione. Ogni annotazione, ogni relazione territoriale è un tassello che contribuisce a costruire un quadro complesso e affascinante, mettendo in luce aree minori ma altamente vocate a diventare nuove, irresistibili mete del turismo regionale.
Un viaggio tra terra e mare alla scoperta di una regione polivalente

La storia di una regione, anzi, dei piccoli paesini che la arricchiscono, non è sempre un racconto di fratellanza, ma il tempo, l'esperienza e la comunione d'intenti di persone di valore è riuscita a mettere la cosiddetta "chiesa al centro del villaggio", rimettendo in primo piano la valorizzazione di un territorio variegato ma profondamente simile. Il percorso del progetto "Cuoco di Bordo" infatti, si svolge in una zona geografica affascinante e ricca di storia, situata al confine settentrionale dell'Abruzzo, adiacente alle Marche.
Quest'area, conosciuta come "Piceno-Aprutina" o "Marcuzzo," è un vero e proprio crogiuolo culturale. Nonostante le divisioni storiche e i confini amministrativi, le popolazioni locali hanno saputo superare ogni barriera, creando un'identità culturaleunica e condivisa. Il fiume Tronto, che una volta segnava una divisione, oggi simboleggia un legame indissolubile tra le comunità, che hanno costruito una rete di condivisione produttiva e culturale che va ben oltre i confini geografici.
Gli eventi: pagine di un nuovo diario esperienziale

Come abbiamo già detto e sottolineato, "Cuoco di Bordo" non è solo un progetto, ma una vera e propria esperienza. È importante delineare quindi quali saranno le pagine da scrivere su questo diario esperienziale, cioè un fitto calendario di eventi attentamente pianificati e diversificati. Il viaggio nell'Abruzzo del nord partirà il 14 Ottobre 2023, dove i partecipanti avranno l'opportunità di immergersi nella cultura agricola di Tortoreto e Corropoli, esplorando la nobiltà della produzione agricola della Val Vibrata.
Il giorno seguente 15 Ottobre, la scena si sposta verso il mare con una visita a Martinsicuro e Alba Adriatica, dove la storia marittima della regione viene portata alla luce. Infine, il 16 Ottobre è dedicato a Giulianova, una città che coniuga la sua antica storia con una visione moderna e aperta verso i Balcani. Ogni evento è un capitolo di un racconto più ampio che celebra la diversità e la ricchezza di una regione storica, diversa, ma unita da uno sprito di appartenenza in grado di esaltare le ricchezze intrinseche del territorio.
Cuochi, produttori e narratori: rapsodi di un viaggio affascinante
Ma chi sono i veri eroi di questa avventura gastronomica e culturale? Senza dubbio, i cuochi locali. Coloro che da anni maneggiano e nobilitano le eccellenze locali, saranno i narratori principali di questo viaggio, ma non da soli. Ogni tappa del progetto "Cuoco di Bordo" è arricchita da incontri con produttori locali, guide esperte dei luoghi storici e figure di spicco nel mondo del giornalismo e della comunicazione. Questa sinergia di competenze e passioni crea un dialogo multidisciplinare che offre ai partecipanti una visione a 360 gradi dell'area interessata. Non si tratta solo di assaporare i piatti tipici, ma di comprendere le storie, le tradizioni e le innovazioni che li rendono possibili.
