Anche l'Europa ha i suoi deserti: 5 destinazioni tanto aride quanto affascinanti del Vecchio Continente
Da Tarifa a Torvajanica, ecco quali sono le dune “turistiche” del Vecchio Continente
Chi ha detto che il deserto è un luogo privo di vita? Contrariamente a quanto si possa pensare, le distese sabbiose sono infatti un proliferare di flora e fauna di fondamentale importanza per l’ambiente. Anche nel caso dei deserti d’Europa che, salvo alcune piccole eccezioni, si trovano quasi tutti a ridosso del mare. Un caso a parte, infatti, è quello del deserto di Accona, una zona brulla (o badlands) situata nel cuore delle Crete Senesi, poco lontano dal centro di Asciano, che viene così definita perché a livello agricolo è pressoché impossibile da sfruttare per processi produttivi. Quelli “vista Mediterraneo”, invece, sono deserti caratterizzati dalla presenza preponderante di sabbia, che si mescola ad elemento floro-faunistici tipicidellamcchia mediterranea. Questi ecosistemi, o biomi, hanno una fondamentale rilevanza ambientale perché fungono come delle cartine tornasole dello stato di salute della Terra. La loro riduzione, negli ultimi decenni, ha destato una certa preoccupazione tra gli scienziati, come sintomo evidente di un cambiamento climatico fuori controllo, ma le azioni di tutela dell’ambiente hanno permesso di conservare – anche in Italia – luoghi unici da proteggere e belli da vedere.
Piscinas, il deserto sardo

Ufficialmente, il suo nome è sistema dunale costiero delle Dune di Piscinas. Per tanti, è semplicemente il ‘deserto di Arbus’. Ci troviamo in Sardegna, a metà strada tra l’Oristanese e il Cagliaritano. Una zona piuttosto ampia, circa 28 chilometri quadrati (pari circa al centro storico di Siena), dove le dune sono alte fino a 100 metri e lunghe 2 chilometri. Un vero e proprio record europeo che fa dell’ecosistema di Piscinas e della piana di Gesturi una meta turistica da scoprire. Qui, infatti, vi sono anche tracce dell’antica produzione mineraria sarda, ci si può bagnare nel magnifico mare occidentale dell’isola e ammirare le tartarughe, che grazie all’ambiente calmo trovano il luogo migliore per deporre le uova.
Tarifa, ai confini dell’Europa

Punto più a sud del Vecchio Continente, ma anche uno tra i più emozionanti deserti in Europa. La spiaggia di Tarifa si trova in Andalusia, a un tiro di schioppo dal Marocco, che nelle giornate limpide sembra essere a qualche bracciata di distanza (in realtà sono separati da una quindicina di chilometri circa di Mediterraneo). Punta Paloma, insieme alle due vicine spiagge di Valdevaqueros e Los Lances, è un luogo dal fascino quasi lunare, bianchissimo e con giornate intere di sole anche in pieno inverno. Tutto il tratto di Tarifa Beach, Playa de Los Lances e fino a Mercadona è anche una riserva naturalistica per gli amanti del birdwatching, e la presenza di stabilimenti balneari e strutture è ridotta alminimo,permantenere inalterato uno spettacolo unico, e che fa bene all’ambiente.
Un grattacielo di sabbia: la Duna di Pilat

Prendete il Pirellone di Milano, e rimpiazzatelo con una duna alta allo stesso modo. Trasferitevi nella Gironda, in Francia, e sarete davanti alla Duna di Pilat. Si tratta della più alta duna in sabbia d’Europa, un vero e proprio gigante che taglia all’improvviso i fitti boschi affacciati sull’Oceano Atlantico. La sua, ma non lo diremmo mai, è una storia recente: pare che l’acqua e il vento abbiano sollevato un banco di sabbia, riversandolo sulla costa, e facendo alzare la duna dai 35 metri di metà XIX secolo fino ai 120 metri di oggigiorno. Lo spettacolo che compare davanti agli occhi dei visitatori, arrivando al bacino di Arcachon, è quello di una natura in costante mutamento con banchi di sabbia, canali, imbarcazioni che solcano questitrattimossidal vento freddo dell’Atlantico. E per i temerari, la duna di Pilat si può scalare: con una “comoda” ma lunghissima scala, o direttamente a piedi nudi nella sabbia. La scelta è vostra!
La duna e il faro di Rubjerg Knude

Fari imponenti che sembrano campanili, salvati dalla loro stessa mole dagli effetti ingloriosi di una erosione potentissima. Cartoline di un paese, la Danimarca, che sorprende con una natura apparentemente piatta ma così eterogenea da non potersela perdere. Il Rubjerg Knude è un faro di fine Ottocento, alto 23 metri, che domina la costa di Hjørring e regala un panorama piacevole sulle dune di sabbia tutt’intorno. Ci troviamo non lontano da Skagen, alla confluenza dell’Atlantico e del Mare del Nord, in un contesto caratterizzato dalla decisione, nel 2018-2019, di spostare il faro verso l’entroterra, per evitarne lo sprofondamento nel mare a causa dell’erosione. Non uno scenario ‘mediterraneo’, ma che conquista con laseveritàdelpanorama.
A Torvajanica c’è una delle dune più importanti d’Italia

È in assoluto, insieme a Ostia, la spiaggia dei romani. Torvajanica, la spiaggia delle ghiande, fa parte del comune di Pomezia ed è facilmente raggiungibile dalla Capitale. Qui si incontrano molti elementi della recente storia italiana: le città di Fondazione di inizio Novecento, lo storico Villaggio Tognazzi, i monumenti in memoria della Seconda guerra mondiale, la tenuta presidenziale di Castelporziano. Proprio nelle prossimità di quest’ultima, il sistema dunale di Torvajanica è uno dei pochi ecosistemi di dune sabbiose rimasto inalterato in Italia. La duna mobile (o viva) è infatti costantemente mossa dal vento e dall’erosione, mentre la macchia mediterranea la mantiene ancorata al terreno. Quelle di Campo Ascolanosonodunenon solo uniche, ma anche belle da vedere, con una ricca biodiversità: la zona ospita rospi, coleotteri, lucertole, biacchi e cervoni.
