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Assisi, la Piccola Provenza d’Italia   

La città di Assisi è indissolubilmente legata alla vita di San Francesco, ma guardando oltre il suo borgo incontriamo una sorpresa particolare

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Assisi è uno dei borghi più celebri dell’Umbria e non solo. La tradizione religiosa legata alla figura di San Francesco, il “poverello di Assisi” appunto, ha reso questo angolo del Polmone verde d’Italia una delle mete del turismo di pellegrinaggio più visitate del Bel Paese.

Morto nel 1226, Francesco (già Giovanni di Pietro di Bernardone) fu sepolto solo quattro anni dopo in quella basilica che, oggi, appare nelle sue volumetrie monumentali suddivisa nella “Basilica inferiore” e “Basilica superiore”. Massimo esempio di architettura medievale, i suoi interni – parzialmente intaccati dal grave terremoto del 1997 – conservano il passaggio artistico di alcuni nomi di massimo rilievo, come Martini, Cimabue, Lorenzetto e ovviamente Giotto.

Il borgo assisano conserva, oltre alle due basiliche, tutta una serie di edifici e luoghi di particolare rilievo, come la Basilica di Santa Chiara, il Tempio di Minerva, i palazzi del potere che circondano la Piazza del Comune e la suggestiva Rocca Maggiore.

Luoghi di un turismo di scoperta che meritano sicuramente una passeggiata a piedi. Se però decidete di arrivare ad Assisi in automobile, potete utilizzare i cinque parcheggi Saba situati proprio a ridosso del centro storico. Accesso con Telepass, apertura h24 e pagamento con carta di credito sono solo alcuni dei servizi offerti per facilitare la tua sosta.

Per chi volesse invece approfondire la conoscenza di un territorio che è universalmente considerato tra i più interessanti, in termini di natura, del Bel Paese, Assisi offre un’attrazione decisamente fuori dell’ordinario: un grande e scenografico lavandeto che occupa parte della campagna circostante.

La coltivazione della lavanda

Sin dall’antichità, l’uomo ha scoperto che la lavanda non è una pianta adatta soltanto ai giardini, grazie alla sua crescita rigogliosa e ai fiori di un colore viola particolarmente intenso, ma può essere impiegata in molti modi nella fitoterapia e dunque nella cura officinale di diverse patologie.

In particolar modo, i fiori e l’olio l’essenziale, così come le tisane che si ricavano dalla pianta, hanno numerose azioni sedative e calmanti, antispasmodiche e per questo adatte a curare patologie dell’apparato nervoso, così come le malattie respiratorie e i malanni di stagione.

Può essere facilmente impiegata anche per curare infiammazioni della pelle, stati acneici, punture di insetti e ovviamente come profumatore per ambienti, poiché del tutto naturale e priva di controindicazioni specifiche. Per molti, infine, la lavanda è un valido alleato anche in cassetti e armadi, perché profuma i capi di abbigliamento e tiene lontane le tarme.

La storia del lavandeto di Assisi

Come clima e ambiente, la zona che circonda Assisi ricorda molto la Provenza, quella regione della Francia mediterranea dove la lavanda è coltivata intensamente. La storia del lavandeto assisano è in realtà molto recente, poiché il vivaio è stato aperto solo nel 2004, meno dunque di venti anni fa.

Lungo una superficie piuttosto estesa, il lavandeto ospita non solo la tipica lavanda con la sua fioritura – che ogni anno richiama, tra giugno e luglio, tantissimi turisti a partecipare alla Festa della Lavanda – ma decine di piante aromatiche per scopi alimentari, erboristici e altro ancora. Dalle piante perenni alle ninfee, dai fiori di loto alle altre piante officinali, questo lavandeto può fregiarsi di un panorama, quello sulla cittadina di Assisi con i suoi monumenti francescani, che ha pochi eguali al mondo.

Proprio la Festa della Lavanda, che si tiene ormai da un decennio, è l’occasione adatta per tutti coloro che vogliono immergersi in una atmosfera di colore e profumo, entrando in contatto con una natura autentica e che vogliono per questo scattare immagini, raccogliere erbe e vivere una giornata diversa dal solito. L’appuntamento per il 2020 è il 20 e 21 giugno, 27 e 28 giugno, 4 e 5 luglio.

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