Australia: dal 26 ottobre 2019 non si scala più l'Uluru. Ecco perché!
Gli aborigeni hanno vinto: il 26 ottobre 2019 è una data storica, poiché da questo giorno non si scala più il Monte Uluru
Il 26 ottobre 2019 è una data che molti aborigeni australiani ricorderanno volentieri perché finalmente hanno vinto la loro causa: il monte Uluru non potrà più essere scalato.
Uluru, un simbolo per gli aborigeni australiani
Considerato dagli abitanti nativi come simbolo sacro e inviolabile, era diventato una tappa fissa per turisti e scalatori che arrivavano da ogni parte del mondo. Due anni fa era stato firmato un provvedimento che invitava alla chiusura definitiva del sito. Finalmente il 26 ottobre 2019 è arrivato lo stop definitivo con tanto di cartello indicante la chiusura permanente.
Questa data è stata scelta con accuratezza perché ha una valenza importante per gli aborigeni, in quanto indica la piena restituzione del sito agli abitanti nativi che l'avevano data in concessione il 26 ottobre del 1985. Il nome della montagna scalata da tanti visitatori, Uluru, significa nel linguaggio dei nativi: grande ciottolo, grande pietra. Ora che gli aborigeni hanno finalmente vinto, chiunque sarà visto oltrepassare il cartello e scalare il grande masso rosso sarà punito con una multa dal valore di 6 300 dollari australiani (circa 4 mila euro).
L'ultimo giorno sopra Uluru: la scalata di massa
Il 25 ottobre 2019 è stato quindi l'ultimo giorno disponibile ai visitatori per poter scalare Uluru e si sono presentate moltissime persone con lo zaino in spalla pronte per la loro ultima avventura. Tuttavia, all'alba era stato affissa la segnaletica che ne impediva la scalata a causa del forte vento. In tarda mattinata è arrivato il via libera ed è iniziata l'ascesa. Molto emozionanti sono le foto che raffigurano i tantissimi presenti che svolgono la scalata di massa sul monte Uluru. Il percorso obbligatorio da svolgere è in linea retta e risulta essere molto più difficile di quanto si intuisca dalle immagini.
La pietra è liscia e non vi sono possibilità di appiglio: gli scalatori devono procedere in cordata per decine di metri sotto il caldo sole australiano. Dopo circa 200 metri di dislivello, si presentano delle piccole gobbe che movimentano la scalata e permettono un minimo di appiglio. Dopo circa un'ora di scalata si giunge alla cima dove si può godere un panorama davvero meraviglioso. Tuttavia, dopo questa fatica gli scalatori devono ancora affrontare la discesa, tutt'altro che facile. Moltissimi gli aspiranti scalatori che si sono presentati l'ultimo giorno per effettuare la salita sul monte Uluru, spesso anche senza un abbigliamento consono.
Infatti, dal 1948 si contano circa 37 decessi a causa delle condizioni climatiche non facili (il sito si trova nel deserto australiano) con temperature anche superiori ai 40° C unita alla poca esperienza dei trekker e all'abbigliamento non consono (ciabatte o scarpe da città). Per i nativi australiani il sito è sempre stato un luogo da proteggere, a tale proposito si sono diffuse magliette e cartelli che spingevano i visitatori a non scalare il monte sacro. Finalmente ora Uluru è ritornato nelle mani degli aborigeni.

