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Autunno in Piemonte: il borgo più bello dove ammirare le tracce di un passato che sembra ancora attualissimo  

Appena fuori Biella una fortificazione medievale che risale addirittura al X secolo testimonia l'evoluzione della storia che qui ha mantenuto inalterate le sue meraviglie

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Dietro il suo nome non si cela il mondo della cucina, nonostante lo si potrebbe facilmente dedurre. Infatti, con questa scelta lessicale ormai desueta in passato si definiva un particolare tipo di struttura fortificata, utilizzata prevalentemente in Italia, durante il periodo medievale: un’area recintata, protetta da un fossato, da una scarpata in terra e talvolta anche da vere e proprie palizzate di legno, che veniva utilizzata per custodire beni preziosi appartenenti alla comunità e/o a importanti signori locali. Nel corso dei secoli passati, queste strutture hanno protetto prodotti agricoli e bestiame, strumenti di lavoro e denaro, senza contare che spesso sono stati utilizzati come veri e propri luoghi di protezione per le persone in caso di eventuali attacchi esterni. Oggi ne sono sopravvissuti pochissimi, ma ce n'è uno in Piemonte che sembra non aver subito le avversità del tempo, anzi, è più bello che mai. E in autunno, con i colori della natura che cambia e le giornate di nuvole e nebbia, assume una bellezza misteriosa, autentica e straordinaria.

Nel cuore del Piemonte sulle tracce della storia

Questo luogo è, come abbiamo visto prima, una delle architetture di questo tipo meglio conservate del nostro Bel Paese (e non solo). Si trova all'interno del territorio di un delizioso comune piemontese della provincia di Biella, appartenente alla Riserva Naturale orientata delle Baragge. La data dell’avvio della sua edificazione non è nota con esattezza, ma la prima citazione conosciuta che va riferimento a un Canderium locale è datata addirittura all'anno 988, dunque verso la fine del X secolo. Nonostante abbia più di 1000 anni, l'intero complesso urbanistico, circondato da tutti i lati da possenti mura, versa ancora in ottimo stato: una condizione che sembra diretta conseguenza del fatto che risulta non essere mai stato destinato ad uso abitativo. Da questo punto di vista è abbastanza significativa la presenza al suo interno di un enorme torchio per la pigiatura delle uve, che racconta, più di mille parole, la sua natura contadina. Il torchio fa parte di una struttura che si estende su un'area di circa 13.000 metri quadrati, sormontata da torri cilindriche e che ospita circa 200 edifici, chiamati "cellule", dove oggi l'antico uso è stato sostituito da attività enogastronomiche, laboratori creativi, negozi e botteghe artistiche.

Cosa vedere nel borgo più antico del Piemonte

Il Ricetto di Candelo si trova nel cuore del comune, in una posizione dalla quale è possibile godere di una vista mozzafiato sulle Prealpi biellesi e sul già citato Baraggione (nome usato per descrivere il territorio boschivo appartenente alla riserve naturale di cui sopra). Lungo la sua area, che è delimitata da un perimetro di mura di circa 470 metri, si apre un tessuto urbanistico attraversato da cinque strade, definite col nome francese “rue”, che si intersecano ortogonalmente e lo tagliano in più direzioni. Tutta la struttura è quasi totalmente cinta da mura, che presentano torri cilindriche in tre angoli su quattro: mancano infatti solo sul lato medievale, dove poi sarebbe stato costruito il palazzo comunale. Le porte di accesso, tutte fornite originariamente di ponte levatoio e barricate, avevano due ingressi, uno per il passaggio delle persone e l'altro per i carri che trasportavano le merci da e dentro il ricetto.

Ed ecco perché dovresti visitarlo

Oggi il Ricetto è una meta particolarmente battuta da migliaia di turisti, specie se appassionati di Medioevo. Una struttura su cui la Pro Loco punta in maniera convinta, organizzando visite guidate al suo interno e addirittura laboratori didattici (soprattutto per scolaresche), particolarmente utili per scoprire gli aspetti meno conosciuti del borgo.

A ciò vanno ovviamente aggiunge le diverse manifestazioni che prendono vita dentro le mura del Ricetto di Candelo con cadenza annuale: occasioni perfette per tornare indietro nel tempo e vivere al 100% una delle strutture medievali, lo ripetiamo, meglio conservate di tutta Europa. Eventi durante i quali, tra l’altro, è possibile scoprire delizie e prodotti tipici del territorio: si va dall’enogastronomia alle idee regalo, passando per diverse botteghe d’arte, tra cui spiccano quelle specializzate in pittura su seta. Tra questi vale la pena citare, nel periodo tardo-primaverile, Candelo in Fiore, un festival bisettimanale che porta tra le mura medievali l'arte della natura, della floro-vivaistica e del giardinaggio. Per quanto riguarda questo momento dell'anno, invece, l'appuntamento è tutti i weekend con il Borgo di Babbo Natale, che per il 2025 durerà dal 22 novembre al 14 dicembre, con la casa di Babbo Natale, i laboratori per bambini, i mercatini e gli spazi dedicati alla cucina tipica.

Infine, sempre all’interno del Ricetto di Candelo, troverete un centro documentazione (utile per scoprire informazioni su altri ricetti presenti in Italia) e ben due musei: il primo è dedicato alla Cucina ed alla Pasticcerie, con una raccolta di centinaia di oggetti ed attrezzature; il secondo è invece dedicato al paesaggio ed alla Storia della Vitivinicoltura.

Come arrivare: qualche informazione utile

Ricetto di Candelo si trova ad appena 5 chilometri da Biella, seguendo il rettilineo di Via Candelo fino a destinazione. Torino, il capoluogo di regione il Piemonte, si trova a 80 chilometri a sud: il modo più veloce per arrivarci è seguire l'Autostrada A4 fino all'uscita di Carisio, poi proseguire sulla SP3 e SP230. Arrivare con i mezzi pubblici non è complicato, ma richiede leggermente più tempo: da Torino si prende un regionale veloce in direzione Milano e si scende a Santhià, poi si prosegue per la stazione di Biella S. Paolo, e da qui ci sono numerosi autobus che arrivano proprio nei pressi del centro storico di Candelo, serviti dai mezzi ATAP, l'Azienda Trasporti Automobilistici Pubblici delle Province di Biella e Vercelli.

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