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Battere Jules Verne in 72 giorni: l'incredibile storia della donna che ha sfidato il mondo con una sola borsa  

La donna che sfidò il mondo con una sola valigia: il viaggio incredibile di Nellie Bly

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Che cosa si mette in valigia per fare il giro del mondo? È una domanda che sembra richiedere una lista lunga e dettagliata: cambi di vestiti, accessori, magari qualche abito elegante. Eppure, alla fine dell'Ottocento, una giovane giornalista americana dimostrò che si può partire anche con il minimo indispensabile. E cambiare la storia.

Nellie Bly, una coraggiosa giornalista con un grande sogno nel cassetto

Si chiamava Nellie Bly, pseudonimo di Elizabeth Cochran, nata in Pennsylvania nel 1864, tredicesima di quindici figli. Rimasta senza padre in tenera età, imparò presto a contare solo sulle proprie forze. Il suo ingresso nel mondo del giornalismo avvenne quasi per caso, ma con un gesto destinato a segnare la sua vita: la risposta indignata a un articolo intitolato "A cosa servono le ragazze". Firmò quella lettera "Lonely Orphan Girl", e colpì così tanto il direttore del giornale da essere chiamata in redazione. Da quel momento iniziò la sua carriera.

Nellie Bly non accettò mai i ruoli tradizionalmente assegnati alle donne. Rifiutò di occuparsi di temi considerati "femminili" e si dedicò invece al giornalismo d'inchiesta, spesso rischiando in prima persona. Si infiltrò tra le operaie per raccontarne le condizioni di lavoro, viaggiò in Messico criticando apertamente il governo locale e, soprattutto, realizzò una delle sue inchieste più celebri fingendosi pazza per essere internata in un manicomio femminile. Dopo dieci giorni ne uscì con un reportage scioccante, poi raccolto nel libro Dieci giorni in un manicomio, che contribuì ad avviare un'indagine ufficiale e a migliorare le condizioni delle pazienti.

Trasferitasi a New York, entrò nella redazione del New York World, diretto da Joseph Pulitzer. Fu lì che maturò l'idea che l'avrebbe resa famosa: compiere il giro del mondo in meno di 80 giorni, sfidando il celebre romanzo Il giro del mondo in 80 giorni. La proposta inizialmente fu accolta con scetticismo: una donna sola, in viaggio per il mondo, appariva ancora un'eccezione quasi inconcepibile. Ma dopo un anno arrivò il via libera.

Tra scoperte e ostacoli, il viaggio incredibile che battè ogni record dell'epoca

Il 14 novembre 1889 Nellie Bly partì da New York con un bagaglio sorprendentemente ridotto: una sola borsa a mano. Dentro, pochi oggetti essenziali — qualche cambio di biancheria, due cappelli, articoli da toeletta, penne, carta, una vestaglia, una giacca sportiva, una piccola lampada, ago e filo, fazzoletti e persino un vasetto di crema idratante. Indossava un unico abito, fatto confezionare in poche ore, e portava con sé la determinazione di chi sa di avere qualcosa da dimostrare.

Il viaggio fu lungo e complesso. Dopo aver attraversato l'Atlantico, raggiunse Southampton, Londra, Calais e Parigi. Ad Amiens incontrò Jules Verne, che la incoraggiò con una punta di scetticismo: si sarebbe congratulato con lei se fosse riuscita nell'impresa in meno di 79 giorni. Proseguì poi verso l'Italia, imbarcandosi a Brindisi, attraversò il Mediterraneo e fece scalo a Port Said, percorse il Canale di Suez e raggiunse Aden, lo Sri Lanka, la Malesia, Singapore, Hong Kong e infine il Giappone.

Durante il viaggio affrontò tempeste, ritardi e difficoltà burocratiche, senza mai perdere lucidità e spirito di osservazione. A differenza di molti viaggiatori dell'epoca, non giudicò le culture che incontrava, ma le raccontò con curiosità e rispetto. Nel frattempo, un giornale concorrente aveva inviato un'altra reporter, Elizabeth Bisland, a compiere lo stesso percorso in direzione opposta, dando vita a una sfida seguita con grande attenzione dal pubblico.

Dal Giappone Nellie Bly salpò verso San Francisco. Negli Stati Uniti trovò nuove difficoltà, tra cui condizioni climatiche avverse e problemi ferroviari, ma il suo giornale organizzò per lei un treno speciale che le permise di proseguire rapidamente.

Il 25 gennaio 1890 arrivò a New York: aveva completato il giro del mondo in 72 giorni, 6 ore, 11 minuti e 14 secondi. Aveva battuto il tempo immaginato da Jules Verne e superato la sua rivale, che giunse quattro giorni dopo.

La fama internazionale, la nuova vita in azienda e il ritorno al giornalismo

L'impresa la rese una celebrità internazionale. Raccontò il viaggio nel libro Il giro del mondo in 72 giorni, che ebbe grande successo. Negli anni successivi, la sua vita prese strade diverse: nel 1895 sposò il magnate Robert Seaman e, dopo la sua morte, si ritrovò a gestire l'azienda di famiglia, diventando una manager in un'epoca in cui le donne erano raramente presenti in ruoli dirigenziali. Tuttavia, problemi economici e tradimenti la portarono al fallimento.

Nonostante tutto, tornò al giornalismo. Durante la Prima guerra mondiale divenne una delle prime corrispondenti di guerra, raccontando dal fronte orientale le devastazioni del conflitto.

La storia di Nellie Bly non è solo quella di un viaggio straordinario, ma di una donna che ha infranto schemi e pregiudizi, contribuendo a ridefinire il ruolo femminile nella società. Il suo esempio continua a essere attuale: dimostra che, a volte, il vero elemento indispensabile per partire non è ciò che si mette in valigia, ma il coraggio di farlo.

 
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