Tartufo delle Marche, le città in cui gustare l'eccellenza
Il tartufo delle Marche è simbolo di biodiversità, cultura, gastronomia, esperienze e ovviamente turismo di qualità. Ecco i borghi per un tour alla scoperta del tubero.
Le Marche sono una terra di infinita bellezza paesaggistica. Chilometri di coste corrono a perdita d'occhio immergendosi nell'azzurro dell'Adriatico, quasi a far da cuscinetto alle meravigliose vette appenniniche dell'entroterra. A presidiare tanta meraviglia naturalistica ci sono le città d'arte e i borghi antichissimi che da secoli conservano la meraviglia di una regione ancora da esplorare. Chi questa terra già la esplora in lungo e in largo ogni anno sono i cani da tartufo che ogni anno riescono a scovare tonnellate di un prodotto d'eccellenza italiano. D'altronde, si tratta di una delle poche regioni italiane ad avere una produzione di tutte le specie di tartufo presenti in natura, offrendo varietà edibili tutto l'anno. La qualità del tartufo delle Marche è così superlativa da essere valsa alla regione una leadership mondiale indiscussa nel settore, con oltre 13.000 cercatori tesserati e oltre 50 tonnellate all'anno di tartufi raccolti nei 1600 ettari di tartufaie marchigiane. Richiestissimi da appassionati e chef stellati, le varietà di tartufo delle Marche sono battute all'asta per cifre da capogiro.
Oggi il mercato del tartufo è divenuto uno dei settori produttivi più importanti per l'economia di questo territorio e non si tratta solamente di un mercato, bensì di una vera e propria spinta alla valorizzazione di una grande tradizione locale che emerge anche dalle numerose sagre a tema e i piatti tipici. Un viaggio che gli appassionati di enogastronomia o di turisti alla ricerca di esperienze autentiche dovranno fare almeno una volta nella vita è il tour dei borghi del tartufo nelle Marche, per scoprire usi e costumi locali legati a questa perla tutta italiana. Infatti, vivere giornate nei luoghi del tartufo significa trascorrere qualche ora in ambienti del tutto privi di inquinamento, ma soprattutto immergersi in una storia affascinante e millenaria che accarezza la terra e poi trasforma come per magia quel tubero in prelibatezze culinarie.
I borghi del tartufo nelle Marche per un'esperienza culturale e sensoriale
Il tartufo nelle Marche è simbolo di biodiversità e salvaguardia ambientale, ma oggi anche un richiamo culturale, gastronomico, sensoriale e ovviamente turistico. Ma si tratta di un turismo di qualità che attira appassionati di natura e una nicchia di esploratori, sempre alla ricerca della storia delle materie prime. Le città del tartufo nelle Marche in cui fare esperienza di questo mondo tra il sottobosco e le stelle della gastronomia sono Acqualagna, Amandola, Apecchio, Fossombrone, Pergola, Roccafluvione e Sant'Angelo in Vado.
Acqualagna

Acqualagna manifesta la sua antichissima origine già dalla sua posizione, proprio lungo il tracciato dell'antica Via Flaminia risalente al III secolo a.C. Ai siti di interesse archeologico, come l'antica fattoria romana di età repubblicana o il Museo Antiquarium, si aggiunge la meravigliosa Riserva Naturale Statale Gola del Furlo che si estende per 3.600 ettari. Ma uno dei principali richiami turistici di Acqualagna è proprio il tartufo, al quale è anche dedicato un museo dove fare esperienza sensoriale e interattiva di questo tubero. La terra argillosa e ricca di sali, unita alle forze climatiche, ha dato vita a un territorio dove si producono i due terzi della produzione nazionale. Sono ben quattro le varietà di tartufo che crescono qui: il Tartufo Bianco, il Tartufo Nero Pregiato, il Tartufo Bianchetto e il Tartufo Nero Estivo. La ricerca, la produzione e la commercializzazione del tartufo è da secoli l'attività principale di Acqualagna.
Amandola

Il borgo medievale di Amandola nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini sorge a 550 metri di altitudine. Montagne e valli fanno da scenario al piccolo centro abitato incastonato tra roccia e chiome rigogliose; uno spettacolo da ammirare dal Belvedere cittadino che si trova proprio nel centro storico. Passeggiando tra le stradine, ora gotiche ora rinascimentali e ottocentesche, si incontra Piazza Risorgimento e il vicino Santuario del Beato Antonio risalente al XIV secolo; mentre in Piazza Umberto I spiccano il Torrione del Podestà ricostruito nel 1547 e l’ottocentesco teatro La Fenice. La Città di Amandola è famosa anche per le sue tipicità gastronomiche, come il miele di acacia, tiglio, castagno, millefiori, melata, lo yogurt e le confetture. Ma al primo posto delle eccellenze enogastronomiche di Amandola non possiamo che collocare sua maestà il tartufo. La tartuficoltura qui si concentra sulla coltivazione principale del Tartufo Nero Pregiato.
Apecchio

Apecchio è uno dei borghi gioiello della provincia di Pesaro e Urbino. Qui si sono alternati Piceni, Umbri e Celti, Etruschi e Romani e il borgo storico non vuole di certo celare il passaggio di queste antiche civiltà. Le case in pietra nuda e Palazzo Ubaldini costituiscono il cuore pulsante del centro storico. Il quartiere ebraico merita sicuramente una visita, soprattutto perché qui si trova uno dei vicoli più stretti d'Italia. L’acqua purissima che sgorga dal Monte Nerone e il clima favorevole alla crescita di orzo di qualità hanno fatto in modo che Apecchio divenisse la prima Città della Birra Italiana, dalla quale partono le “Strade della Birra della Regione Marche”. Ma le caratteristiche ambientali non hanno reso il territorio di Apecchio fertile solamente per l'orzo. Qui è infatti possibile raccogliere e assaporare il tartufo in ogni periodo dell’anno nelle sue quattro varietà stagionali: Tartufo Bianco, Tartufo Nero Pregiato, Tartufo Bianchetto e Tartufo Nero Estivo.
Fossombrone

Fossombrone sorge a metà strada tra l’Adriatico e gli Appennini, sorvegliata dalla Cittadella e dai ruderi della Rocca Malatestiana. La cittadina di origini romane fu eletta residenza invernale dai duchi di Urbino e tanto fascino rinascimentale non passa di certo inosservato ancora oggi, tra palazzi nobiliari e la Corte Alta al centro della parte antica e che oggi ospita la pinacoteca comunale. Il corso del Metauro, che dà vita ai canyon e cavità rocciose delle Marmitte dei Giganti, è da sempre legato a doppio filo alla vita del borgo. Il Tuber Albidum Pico, meglio conosciuto come Marzuolo o detto anche Bianchetto, è il protagonista nel mese di marzo degli appuntamenti a tema gastronomico di Fossombrone.
Pergola

Tra boschi e vigneti, tra chiese e antichi borghi, si trova la millenaria Pergola con un centro gotico medievale fatto di portali, case torri e moltissime chiese che hanno valso alla cittadina l'appellativo di "Pergoletta Santa". Qui il tempo sembra aver perso la strada tra vicoli strettissimi e panorami ipnotici. Pergola è anche conosciuta come la "città dei Bronzi Dorati", un complesso bronzeo dorato di epoca romana senza eguali al mondo. La Chiesa gotica di San Giacomo, la Chiesa di San Francesco e la Chiesa di Santa Maria delle Tinte sono solo alcuni dei luoghi di culto concentrati in questo piccolo borgo. Il meraviglioso Duomo gotico-romanico con tocchi barocchi e neoclassici è il simbolo del borgo. Gli "Ori di Pergola" non sono solamente i bronzi romani, ma anche i tartufi coltivati in zona. Qui, l’oro della terra lo si può assaporare in tutte le stagioni nelle diverse profumazioni e varietà: Tartufo Bianco, Tartufo Nero Pregiato, Tartufo Bianchetto e Tartufo Nero Estivo.
Roccafluvione

Nel comune di Roccafluvione sono dislocate circa 60 frazioni, alcune delle quali non più abitate, ma tutte dalle origini antichissime. Nel territorio boschivo comunale si concentra l’80% della concentrazione di tartufaie tra le più estese a livello nazionale. Il Tartufo Nero di Roccafluvione è davvero speciale. Questo tubero si sviluppa preferibilmente su terreni derivanti dal disfacimento di rocce sedimentarie calcaree del periodo Mesozoico e Cenozoico, in terreni freschi al limite di boschi di latifoglie. Per trovarlo è necessario ricorrere a cani da tartufo, dato che cresce anche a 15 centimetri di profondità.
Sant'Angelo in Vado

Nel cuore della Valle del Metauro, Sant'Angelo in Vado sorge non lontano dagli Appennini che separano Marche, Umbria e Toscana e sulle rovine di quello che fu l'antico municipio romano. La domus romana rinvenuta qui ha costituito il più sostanzioso ritrovamento archeologico dell'Italia Centrale degli ultimi 50 anni. Tracce dei successivi secoli medievali e poi rinascimentali fanno capolino passeggiando tra le vie del centro antico. La città ha saputo conquistare e mantenere un ruolo centrale a livello economico negli ultimi anni, inaugurando una nuova epoca all'insegna della produzione di tartufo. D’altronde la varietà di tartufo che nasce qui è la più rara e pregiata.
