Borgo... e mezzo: nelle campagne del Lazio c'è il paese che ha ospitato le riprese del mitico film di Fellini
Un piccolo centro medievale, immerso nella campagna laziale, custodisce un legame poco noto con uno dei capolavori del cinema italiano.
Adagiato sulle colline che dominano la Valle del Tevere, Filacciano è uno di quei borghi laziali che si scoprono con calma, passo dopo passo, lasciandosi guidare dai dettagli. A meno di un’ora da Roma, questo piccolo centro medievale custodisce un’anima duplice: contadina e autentica da un lato, sorprendentemente legata alla storia del cinema dall’altro. Nel 1963 Federico Fellini scelse infatti proprio queste strade per alcune scene di 8½, fissando su pellicola la via principale e il profilo severo di Palazzo Del Drago. Passeggiando oggi tra archi, scalinate e affacci sulla campagna, ritrovi lo stesso impianto urbano che colpì il regista, insieme a una vita di paese fatta di feste popolari,piattidicucina semplice e un paesaggio agricolo ancora intatto. Filacciano non è un set ricostruito, ma un borgo reale che continua a vivere lontano dai grandi flussi turistici.
Il giorno in cui Federico Fellini arrivò a Filacciano

Nel 1963 la troupe di Federico Fellini raggiunse Filacciano per girare alcune sequenze di 8½, uno dei capolavori del cinema italiano premiato con l’Oscar come miglior film straniero. La scelta del regista non fu casuale: il borgo, sviluppato lungo un unico asse viario e dominato dall’imponente Palazzo Del Drago, offriva un set naturale, lontano dagli studi di Cinecittà ma perfetto per il suo sguardo visionario. Le riprese si svolsero davanti al palazzo che introduce al centro storico, lungo l’attuale via Filocastello. Qui Marcello Mastroianni, nei panni del regista GuidoAnselmi,e ClaudiaCardinale divisero la scena tra sguardi, movimenti di macchina e comparse locali. Ancora oggi molti abitanti ricordano quei giorni come un evento irripetibile, rievocato durante incontri e iniziative culturali. Camminare lungo la strada principale significa ritrovare scorci quasi identici a quelli impressi nella pellicola, un dettaglio che rende Filacciano meta discreta ma preziosa per cinefili e fotografi.
Un borgo medievale affacciato sulla Valle del Tevere

Al di là del legame con il cinema, Filacciano è prima di tutto un borgo medievale nato in posizione strategica sulla Valle del Tevere. L’impianto urbanistico è semplice e affascinante: una lunga strada attraversa il paese, collegando piazzette, archi e case in pietra che mantengono ancora oggi un aspetto compatto, quasi sospeso nel tempo. Il cuore monumentale è il Palazzo Del Drago, nato come fortificazione e trasformato in residenza nobiliare dalle famiglie che nei secoli hanno dominato il territorio. La facciata scenografica e la grande scalinata sono tra gli scorci più fotografati, specialmente da chi arriva spinto dalla curiosità per il film di Fellini. A pochi passisitrovala Chiesa di Sant’Egidio, con affreschi del XIII secolo che raccontano un’altra dimensione del paese, quella religiosa e artistica, spesso ignorata dai circuiti turistici classici ma molto apprezzata dagli studiosi.
Panorami e paesaggio agricolo intorno a Filacciano

Uno dei motivi per cui Filacciano colpisce chi arriva fin quassù è il rapporto costante con il paesaggio. Dal belvedere lo sguardo scivola sulla Valle del Tevere, tra campi coltivati, filari di ulivi e piccole macchie boschive che disegnano un mosaico agricolo rimasto quasi intatto. Le stagioni cambiano i colori ma non l’equilibrio del panorama, ancora lontano dalle grandi infrastrutture. Il borgo si presta a passeggiate lente, tra vicoli, archi e scorci improvvisi verso la campagna laziale. Ogni svolta offre un nuovo punto di vista sul fiume e sulle colline, ideale per chi ama fotografare paesi raccolti e orizzonti morbidi. È proprio questo legame tra architettura e natura, trapietraecampi, a restituire un’immagine diversa del Lazio, lontana dalla sola Roma monumentale e più vicina alla sua anima rurale diffusa lungo il Tevere.
Cucina, feste di paese e un Lazio autentico
La storia agricola di Filacciano si ritrova in tavola, nelle ricette legate alla Valle del Tevere e alla campagna romana. Gnocchi al sugo, fettuccine tirate a mano con lo stennarello, fave con pecorino, salsiccia con i broccoli e l’acquacotta sono piatti che raccontano una cucina sostanziosa, fatta di ingredienti semplici e filiere cortissime. L’olio extravergine d’oliva prodotto sulle colline attorno al borgo completa il quadro gastronomico. Le feste popolari scandiscono il calendario e mantengono vivo questo patrimonio: a maggio la Sagra delle fave e pecorino, ad agosto la Sagra delle fettuccine, a settembre la festa di Sant’Egidio, patrono del paese. Nonsonoeventicostruiti per il turismo, ma momenti di socialità che coinvolgono residenti e visitatori. È proprio questa dimensione quotidiana, unita al ricordo di Fellini, a fare di Filacciano una tappa interessante per chi cerca un Lazio autentico e poco raccontato.
