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C'è tempo fino al 15 novembre per ammirare il pavimento del Duomo di Siena, ed è un'occasione da non perdere  

Per poche settimane resta visibile un capolavoro composto da decine di tarsie marmoree, realizzato nell’arco di secoli da alcuni dei grandi maestri dell’arte italiana.

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Visitare il Duomo di Siena tra fine estate e autunno 2026 significa vivere uno dei momenti più speciali dell’anno per questa cattedrale: la scopertura del suo straordinario pavimento marmoreo. Normalmente protette da coperture, le tarsie restano infatti visibili solo in due finestre temporali e, fino al 15 novembre, la superficie si lascia leggere quasi nel suo insieme. Non è un semplice dettaglio decorativo, ma un vero libro di pietra che attraversa cinque secoli di storia dell’arte, dal Trecento all’Ottocento, con la firma di maestricome Pinturicchio, DomenicoBeccafumi e altri protagonisti della scuola senese. Camminando tra le navate, il racconto passa dall’antichità pagana alle storie bibliche, mentre marmi chiari e scuri disegnano figure, città, simboli. Programmare la visita in questo periodo significa regalarsi uno sguardo raro e completo su uno dei gioielli più sorprendenti della città toscana.

Perché vedere il pavimento del Duomo di Siena scoperto nel 2026

C'è tempo fino al 15 novembre per ammirare il pavimento del Duomo di Siena, ed è un'occasione da non perdere

Se state progettando un viaggio a Siena entro il 15 novembre 2026, inserire il Duomo in agenda non basta: è fondamentale entrarci nel periodo in cui il pavimento viene lasciato scoperto. In questi mesi, infatti, cade la protezione che lo tutela per il resto dell’anno e la cattedrale svela uno dei suoi tesori meno scontati.

Giorgio Vasari lo definì «il più bello, grande e magnifico pavimento» mai realizzato, e non è un’esagerazione. Le 56 tarsie in marmo raccontano un progetto che ha attraversato cinque secoli, intrecciando tecniche diverse e sensibilità artistiche lontane nel tempo. Non si tratta di una semplice sequenza di immagini ma di un itinerario studiato al millimetro, che accompagna il visitatore dall’ingresso fino all’altare.

Viverlo durante la scopertura significa cogliere l’insieme, non solo singoli riquadri isolati. È il momento ideale per chi ama un turismo lento, fatto di sguardi attenti e qualche minuto in più passato con il naso – e lo sguardo – rivolto verso il basso.

Un libro di pietra: tarsie, paesaggi simbolici e capolavori da non perdere

C'è tempo fino al 15 novembre per ammirare il pavimento del Duomo di Siena, ed è un'occasione da non perdere

Il pavimento del Duomo di Siena si legge come un grande libro aperto. Le sue 56 tarsie non sono nate in un’unica campagna di lavori: dal Trecento all’Ottocento la superficie è stata aggiornata, sostituita, arricchita, fino a costruire il racconto che vediamo oggi. Ai primi graffiti su marmo bianco, incisi e riempiti di stucco nero, si sono poi affiancate composizioni sempre più complesse, realizzate con il commesso marmoreo di pietre di diverso colore.

Appena entrati, un’iscrizione latina invita a un atteggiamento raccolto: da lì comincia il percorso. Nella navata centrale compare Ermete Trismegisto, disegnato da Giovanni di Stefano nel 1488, figura chiave per la cultura umanistica rinascimentale. Nelle navate laterali incontriamo invece le dieci Sibille, legate alle tradizioni del mondo antico e alla lettura cristiana proposta da Lattanzio.

Tra i riquadri più celebri spicca il Monte della Sapienza, progettato da Pinturicchio nel 1505, una vera mappa simbolica del cammino verso la conoscenza. Accanto, la Lupa che allatta i gemelli collega il pavimento alla memoria civica di Siena, circondata dagli stemmi di altre città del centro Italia, a ricordare il ruolo politico e culturale della città nel passato.

Dalla cultura classica alla Bibbia: Beccafumi e gli altri maestri senesi

Uno degli aspetti più affascinanti del pavimento del Duomo di Siena è il cambio di registro man mano che ci si avvicina all’altare. Nelle prime campate domina il dialogo con la cultura classica, ma nel transetto e nel coro il racconto si concentra sulle storie dell’Antico Testamento, in un crescendo teologico che porta idealmente al Cristo evocato sull’altare.

Qui entra in scena Domenico Beccafumi, protagonista del Cinquecento senese. Le sue tarsie spingono il commesso marmoreo a livelli sorprendenti, con effetti di chiaroscuro, profondità e volumi che fanno quasi dimenticare di avere sotto i piedi soltanto pietra. Tra i soggetti legati al suo nome troviamo Mosè che fa scaturire l’acqua dalla roccia, le Storie di Mosè sul Sinai e parti delle Storie di Elia e Acab, oltre al Sacrificio di Isacco.

Ancora diversa, e di forte impatto emotivo, è la Strage degli Innocenti di Matteo di Giovanni, tratta dal Vangelo di Matteo. Insieme, queste scene compongono un racconto unitario, in cui ogni riquadro è una tappa del cammino verso il cuore liturgico della cattedrale.

Date, orari e consigli pratici per visitare il pavimento nel 2026

C'è tempo fino al 15 novembre per ammirare il pavimento del Duomo di Siena, ed è un'occasione da non perdere

Nel 2026 il pavimento del Duomo di Siena è scoperto in due periodi: dal 27 giugno al 31 luglio e dal 18 agosto al 15 novembre. In questa seconda finestra l’opera resta visibile per diverse settimane consecutive, ma dal 1° novembre scatta l’orario ridotto del complesso, quindi è bene verificare gli aggiornamenti prima della partenza.

In linea generale, dal lunedì al sabato Duomo, Battistero e Cripta sono aperti dalle 10 alle 19; la domenica il Duomo segue l’orario 9.30-18, mentre Cripta e Battistero restano indicati 10-19. Il Museo dell’Opera osserva l’orario 9.30-19.30 e l’Oratorio di San Bernardino 13.30-18.30, con ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura.

Per il periodo 18 agosto-15 novembre, il biglietto per la visita al pavimento costa 10 euro intero e 8 euro ridotto, con diverse gratuità (bambini fino a sei anni, residenti o nati nel Comune di Siena e altre categorie specificate dall’Opera). Le celebrazioni liturgiche possono modificare orari e percorsi interni, quindi il consiglio è semplice: controllare sempre il sito ufficiale dell’Opera del Duomo, scegliere fasce meno affollate e concedersi il tempo di seguire, passo dopo passo, questo straordinario racconto di marmo.

 
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