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C'è un luogo abbandonato in Calabria dove le case sembra cadano giù dalla montagna: è un posto dal fascino misterioso  

Roghudi Vecchio: il borgo abbandonato della Calabria dove storia e leggenda si intrecciano nell’incanto dell’Aspromonte

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Nell’entroterra della Calabria, arroccato sulle pendici dell’Aspromonte, esiste un borgo abbandonato che sembra sospeso nel tempo e nello spazio. Roghudi Vecchio, situato nella provincia di Reggio Calabria, è un luogo senza dubbio affascinante e misterioso, un museo a cielo aperto dove la natura e le leggende si intrecciano in un racconto senza tempo. Le sue case abbarbicate sui dirupi e il silenzio che avvolge ogni vicolo ne fanno una meta irresistibile per chi ama i luoghi insoliti e carichi di storia. Oggi andiamo proprio alla scoperta di questo gioiello dimenticato.

Un borgo fantasma sospeso tra cielo e terra

C'è un luogo abbandonato in Calabria dove le case sembra cadano giù dalla montagna: è un posto dal fascino misterioso

Roghudi Vecchio sorge su uno sperone roccioso a 527 metri di altezza, nel cuore della fiumara Amendolea, una vallata aspra e incontaminata che abbraccia il borgo con il suo fascino selvaggio. Le sue origini risalgono all’XI secolo, quando era parte della comunità ellenofona della Calabria. Il nome stesso, derivato dal greco "rogòdes" (pieno di crepacci) o "rhekhodes" (aspro), descrive perfettamente il territorio accidentato e forse proprio per questo così spettacolare in cui si trova.

Questo borgo è stato abitato fino al 1971, quando una serie di violente alluvioni costrinse i circa 1.650 abitanti a lasciare le loro case. Le famiglie furono trasferite a valle, nell’odierna Roghudi Nuovo, ma le memorie di un passato vissuto in simbiosi con una natura tanto maestosa quanto ostile restano intatte. Visitare Roghudi oggi significa fare un viaggio in un luogo che ci farà trattenere il respiro ad ogni passo, dove i resti delle abitazioni, le strette viuzze e la piccola chiesa di San Nicola raccontano storie di resistenza e purtroppo poi di abbandono.

Roghudi dalle mille leggende

C'è un luogo abbandonato in Calabria dove le case sembra cadano giù dalla montagna: è un posto dal fascino misterioso

Una volta arrivati a Roghudi Vecchio, l’atmosfera di mistero vi avvolge immediatamente. Passeggiando tra i ruderi delle case, potrete scorgere dettagli che raccontano la vita di chi un tempo abitava qui: addirittura chiodi fissati ai muri per legare i bambini ed evitare che cadessero nei crepacci, mobili abbandonati e tracce di un passato rurale e pastorale. Non lontano dal borgo, nella frazione di Ghorio, si trovano due formazioni rocciose che sembrano custodire i segreti di Roghudi. La Rocca tu Dracu, un imponente monolite, è al centro di una leggenda che narra di un drago custode di un tesoro nascosto. A pochi passi, le Caldaie del Latte, rocce dalla forma tondeggiante, sembrano rimandare a grandi pentole usate per nutrire il drago. Visitare questi luoghi significa immergersi in un mondo di miti e racconti popolari che affondano le radici nella cultura grecanica.

Nel cuore del borgo troviamo subito la piccola chiesa di San Nicola, un luogo semplice e carico di spiritualità. Oggi oggetto di un restauro, la chiesa conserva ancora intatto il fascino del passato, diventando meta di pellegrinaggi e raduni nei giorni dedicati alla Madonna delle Grazie, tra fine giugno e inizio luglio. Qui, il silenzio si mescola alla preghiera e al ricordo. Le leggende di Roghudi sono numerose e affascinanti, ma una delle più suggestive è quella delle Narade, donne con i piedi a forma di zoccolo di mulo che si diceva vivessero nei boschi attorno al borgo. Secondo i racconti, queste figure mitologiche attiravano gli uomini con il loro fascino, mentre le donne del villaggio venivano condotte al fiume e uccise. Queste storie così antiche aggiungono sicuramente un ulteriore velo di mistero a un luogo già ricco di suggestioni.

Tradizioni culinarie grecaniche e diverse escursioni nei dintorni

C'è un luogo abbandonato in Calabria dove le case sembra cadano giù dalla montagna: è un posto dal fascino misterioso

Un viaggio a Roghudi Vecchio non può dirsi completo senza assaporare le prelibatezze della tradizione grecanica. Nei paesi limitrofi come Bova o Melito Porto Salvo, potrete gustare il formaggio locale, prodotto secondo antiche tecniche tramandate di generazione in generazione. Non perdetevi la lestopitta, una sorta di pane fritto, e il miele aspromontano, perfetto per accompagnare i dolci fatti in casa. Gli amanti del trekking troveranno pane per i loro denti nei sentieri che si snodano tra i boschi e le gole dell’Aspromonte. I percorsi che conducono alla Rocca tu Dracu o alle Caldaie del Latte sono ideali per chi cerca un contatto diretto con la natura. I prezzi per un’escursione guidata variano dai 20 ai 40 euro a persona, a seconda della durata e del percorso scelto.

Come arrivare a Roghudi Vecchio

Raggiungere Roghudi Vecchio richiede effettivamente un po’ di spirito d’avventura. Da Reggio Calabria, si percorre la SS106 in direzione Melito Porto Salvo, per poi proseguire sulla SP21 fino a Bova. Da qui, una strada tortuosa e panoramica vi condurrà al borgo, immergendovi nella bellezza selvaggia dell’Aspromonte. Il tragitto dura circa un’ora e mezza, ma ogni curva regala scorci mozzafiato sulla valle e sulle cime circostanti.

Roghudi Vecchio non è il classico borgo abbandonato: è un luogo che racconta la forza della natura e la tenacia dell’uomo, un microcosmo dove la storia si mescola alla leggenda. Visitare questo angolo remoto della Calabria significa lasciarsi stupire da paesaggi mozzafiato, scoprire antiche tradizioni e ascoltare il sussurro delle storie che si intrecciano tra le sue rovine. Se siete in cerca di un’esperienza unica, di quelle che lasciano un segno indelebile, Roghudi Vecchio vi aspetta. Ma ricordate: è un luogo da rispettare, da ammirare con rispetto e meraviglia. Benvenuti nel cuore più autentico e segreto dell’Aspromonte.

 
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