Calabria, la storia di un vigneto unico: a 1300 metri è il più alto d'Europa
L'ha voluto un giovane ingegnere calabrese, che ha attinto da una tradizione secolare ma in un luogo inatteso
Longobucco è il quarto comune più esteso della Calabria, con i suoi oltre duecento chilometri quadrati di territorio. Un ampio spazio di montagna, in quella provincia di Cosenza che si apre tra due mari, il Tirreno e lo Jonio, abbracciando le vette della Sila. È proprio qui, in località Cava di Melis, che dal 2008 esiste un vigneto sperimentale, ovvero realizzato con particolari accorgimenti. Sì, perché le viti hanno bisogno di un clima non eccessivamente freddo, non arido ma neanche troppo umido. Condizioni che è difficile associare alla montagna. Eppure in questo angolo di Calabria, da oltre un decennio, si producono con successo uve di Müller-Thurgau, Merlot, Savignon, Pinot Nero e Cabernet. Vitigni di qualità, certificati ufficialmente dal Servizio Nazionale della vite che ha sede in Friuli Venezia Giulia.
È italiano il vigneto più alto d'Europa
L’idea di realizzare una coltivazione di uva d’alta quota, che oggi si fregia del titolo di vigneto più alto d’Europa (in Argentina, per contro, ne esiste uno a 3.111 m s.l.m., ma in una zona microclimatica molto più mite di quanto si pensa), è venuta a Emanuele De Simone, ingegnere civile che ha studiato presso l’Università della Calabria a Cosenza. Nonostante le sfide fossero moltissime (tra queste, le temperature che arrivano fino ai -20 °C nei mesi invernali), Emanuele non si è perso d’animo. Complice la passione per le viti trasmessa dal nonno Domenico, ha studiato e ottimizzato al massimo i processi di coltivazione e produzione delle uve su un terreno esteso per 25.000 metri quadrati. Due ettari e mezzo dove levitisonocoltivate con il sistema del cordone speronato, che assicura una resa di 40/50 quintali circa per ogni ettaro. Si tratta di un taglio corto, che regge su un cordone orizzontale a un metro d’altezza, con speroni di massimo tre gemme. Pur molto difficile da mantenere, poiché richiede una precisa attenzione alla densità dei filari e alla distanza tra questi, il cordone speronato se eseguito correttamente assicura una produzione qualitativamente e quantitativamente eccellente, meccanizzabile nella raccolta e nella potatura. La produzione del vigneto, intitolato a Immacolata Pedace, è favorevolmente influenzata da alcune condizioni climatiche, oltre che dalla vicinanza al Lago Cecita, il più grande bacino lacustre silano.
Quali vini si producono all'Immacolata Pedace?
Dal vigneto più alto d’Europa si ricavano oggi vini bianchi, rossi e rosati di grande qualità, contraddistinti da un bouquet di profumi e sapori decisamente ardito. Non solo vini da tavola, ma anche spumante adatti per eventi e occasioni specifiche, come il 1300 Spumante, imbottigliati con una attenzione all’estetica molto particolare, grazie alla realizzazione di un’etichetta che richiama i dettagli delle vette silane. Non solo vino: questo riuscito esperimento è la dimostrazione del carattere resiliente dei giovani imprenditori calabresi, che combattono contro lo spopolamento e le carenze infrastrutturali di una regione dalle forti potenzialità lavorando a nuovi ambiti di sviluppo. L’azienda di Emanuele De Simone siinserisceinquesto contesto modernizzatore, ampliando lo spettro d’interesse di una zona – la Sila appunto – che dal 1997 è tutelata dal Parco Nazionale ivi istituito. Il vigneto più alto d'Europa è presente sui social con una interessante pagina Instagram.
Un territorio d'autore
Il vigneto "Immacolata Pedace" si trova in una zona davvero bellissima della Calabria, tra i monti del parco nazionale della Sila. Non lontano dalle vigne, il lago Cecita fa bella mostra di sé tra i boschi fittissimi di questo territorio, a oltre 1100 m s.l.m. Davvero molto bello, con i suoi appena 2500 abitanti, è il borgo di Longobucco. Qui, nel corso del Medioevo, era florida l'attività di estrazione dell'argento, così come la lavorazione di ferro battuto, legno, tessuti; importante anche la produzione enogastronomica che, oltre ai già citati vini, può contare anche sul gustoso sacchetto di Longobucco, un salame prodotto con le carni del suino nero.
Nella cittadina vale la pena ammirare l'elegante Chiesa Matrice, con la sua imponente torre campanaria, che affaccia sulla centralissima Piazza Matteotti.
