Carlo J Laurora, la scelta di "abitare il mondo" come esperienza di viaggio
Giovane e con un ricco bagaglio di esperienze di viaggio alle spalle: intervistiamo Carlo Laurora, autore del libro "Abito il mondo"
Da Trani alla conquista del mondo, ma con l'idea del viaggio come consapevolezza, scoperta e voglia di sentirsi a casa ovunque si trovi. Carlo J Laurora ha poco meno della mia età, ma il suo bagaglio esperienziale è già ricchissimo, e non solo di destinazioni raggiunte.
Un po' Pechino Express - ma senza tutto il corollario di telecamere al seguito - un po' Marco Polo, Carlo ha ripercorso la Via della Seta, scoperto i luoghi più iconici e temibili della Terra, conquistato una consapevolezza del viaggiare che non è comune. Una fonte di ispirazione che va oltre il "dove andare in vacanza quest'estate"?
A Carlo ho chiesto di più del suo viaggio da Shanghai a Roma, ma soprattutto di guidarci idealmente attraverso il suo modo di viaggiare.
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Durante il tuo viaggio lungo la Via della Seta avrai avuto modo di incontrare tante persone, ci racconti qualche storia che ti è rimasta nel cuore?
Più che una storia si tratta di un punto di vista nuovo sulle cose arrivato da un incontro. Mi trovavo al monastero di Labrang in Cina, un monastero abitato da monaci tibetani. Partecipo ad una visita guidata con un gruppo capitanato da uno dei mille e ottocento monaci che abitano qui, testa rasata e tunica color cremisi, parla un buon inglese ed un volto molto simpatico.
Ci racconta che è uno studente di filosofia e studia la materia da ben sette anni, impossibile nascondere lo stupore quando ci rivela che dovrà studiare filosofia per altri quindici anni, e pensare che io che mi lamentavo dei cinque anni di giurisprudenza. Sorridendo ci fa notare la differenza con il mondo occidentale dove la maggior parte delle persone studia per poter dopo lavorare, invece qui si studia per un vero arricchimento personale e niente più.
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Hai visitato molti luoghi in questi anni, ci consigli tre mete che possono fornirti una nuova visione del viaggio o del mondo?
Sicuramente inizierei dalla Cina. È stato quel posto che fin dal primo momento mi ha fatto capire che esistono più modi di vedere la realtà e che le cose si possono fare in modi totalmente diversi da quelli a cui sono abituato.
L’Islanda mi ha insegnato quanto la natura possa essere fuori dal nostro controllo e che noi siamo davvero ospiti su questo pianeta.
Infine la mia esperienza di viaggio in Uganda, che mi ha mostrato quanto delle cose che noi diamo per certe non lo siano per tutti.
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Di tutti i posti che hai visto, ce n’è uno che ti ha fatto sentire a casa e uno che, invece, non ti ha suscitato (in positivo o negativo, nda) le emozioni che ti aspettavi?
Il titolo del mio libro è Abito il mondo ed è davvero quello che provo ovunque io mi trovi, mi sento a casa ovunque è questa è la sensazione che più mi fa sentire vivo. Dopo tutti questi anni di viaggio ancora non ho trovato un posto dove non mi senta casa, spero questo non arrivi mai.
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