Ci abitano meno di 10 persone: il piccolo Tibet delle Marche è il balcone del Medioevo
Un luogo piccolo ma immenso, fragile ma eterno, un gioiello delle Marche che vale ogni curva del viaggio per raggiungerlo
Arroccato a 821 metri lungo le pendici del Monte San Vicino, è facile capire come mai sia conosciuto come il Tibet delle Marche. Questo minuscolo borgo medievale delle Marche, frazione del comune di San Severino Marche in provincia di Macerata, vanta una posizione a dir poco isolata e un’atmosfera quasi rarefatta.
Un borgo sospeso tra cielo e terra
Si trova a circa 50 chilometri da Ancona e 30 da Macerata, ed è dunque una gita fuori porta nelle Marche poco impegnativa partendo da ciascuna delle due città, tra le più importanti della regione. Le case in pietra chiara si stringono intorno a una piazzetta centrale e al campanile, affacciandosi su vallate che, nelle giornate più limpide, spaziano fino al mare Adriatico, sarebbero da sole un ottimo motivo per decidere di visitare Elcito, che conta oggi meno di 10 residenti stabili. Un record curioso di Elcito è proprio legato alla sua popolazione: viene spesso citato tra i borghi italiani con il minor numero di abitanti stabili. Invece che condannarlo all’oblio, questa particolarecondizione lo ha trasformato in un luogo ineguagliabile e unico nel suo genere, che sembra essere molto più di quanto appare ad un primo sguardo. Quello che rende unico questo borgo non è solo la sua posizione panoramica, ma la sensazione di trovarsi in un luogo sospeso tra cielo e terra. Elcito dà l’impressione di galleggiare sulle nuvole, ed è una di quelle sensazioni che non si possono ritrovare – e provare - ovunque.
Le origini: da avamposto a borgo fortificato
La storia di Elcito affonda le radici nell’alto Medioevo. Fu fondato come avamposto a difesa dell’abbazia benedettina di San Michele Arcangelo al Monte Conero, costruita ai piedi del Monte San Vicino. La sua posizione strategica, a controllo delle vie che collegavano l’interno delle Marche con la costa, lo rese un punto fondamentale per secoli. Il borgo conserva ancora oggi la struttura di nucleo fortificato con un sistema di mura in pietra e un’unica porta d’accesso. Un sistema pensato per difendersi dalle incursioni e garantire la sicurezza della comunità monastica e contadina.
Un borgo dimenticato e poi riscoperto

Come molti paesi dell’Appennino marchigiano, Elcito ha vissuto nel Novecento un lungo periodo di spopolamento. Le difficoltà legate alla vita in altura e alla mancanza di servizi spinsero quasi tutti gli abitanti a trasferirsi a valle. Negli anni Settanta e Ottanta, il borgo rischiava di essere abbandonato del tutto. La sua bellezza, però, non è passata inosservata. Negli ultimi decenni Elcito è stato riscoperto da turisti e appassionati di borghi antichi, e oggi è meta di escursionisti, fotografi e viaggiatori in cerca di autenticità. La definizione di Tibet delle Marche non è casuale. Elcito è circondato da un paesaggio naturale di straordinaria bellezza, che cambia volto a seconda delle stagioni e che in ogni periodo dell’anno lo fa percepire comeun magnifico, magico luogo fuori dal tempo.
Escursioni e dintorni
Elcito è anche il punto di partenza ideale per numerose escursioni. Dal borgo parte un sentiero che conduce all’Eremo di San Michele Arcangelo in Monticchio, antico luogo di culto scavato nella roccia, raggiungibile con una camminata immersa nei boschi. Un’altra meta molto amata è la Riserva Naturale di Monte San Vicino e Monte Canfaito, in particolare il pianoro di Canfaito a circa 1000 metri di altezza e celebre per i suoi faggi secolari, alcuni dei quali vecchi di oltre 500 anni. Gli appassionati di trekking possono inoltre raggiungere la cima del Monte San Vicino e, una volta arrivati qui a 1480 metri, godere di una vista spettacolare che spazia dagli Appennini all’Adriatico.
