Come una mostra d'arte ma sui muri: la Sardegna si racconta lungo le strade del suo borgo più colorato
Fonni, il borgo più alto della Sardegna e il suo museo a cielo aperto
Ai piedi del Massiccio del Gennargentu, a mille metri sul livello del mare, sorge Fonni, il borgo più alto della Sardegna, cuore pulsante della Barbagia di Ollolai. Qui, l’aria frizzante di montagna e i panorami infiniti si intrecciano con la storia millenaria e con tradizioni che non hanno mai smesso di vivere.
In inverno, le vette del Monte Spada e del Bruncu Spina si coprono di neve, trasformando il paesaggio in un piccolo paradiso bianco e rendendo Fonni l’unica località dell’isola con impianti sciistici. Quando invece la neve si scioglie, i sentieri si colorano di genziane, peonie e rosa canina, invitando gli escursionisti a scoprire boschi, sorgenti e riserve avifaunistiche.
Tra chiese, musei e case di pietra

Passeggiando per i rioni storici, dove le case di montagna sono ancora coperte dalle antiche scandulas in legno, si respira un’atmosfera autentica. Qui si incontrano chiese e monumenti che raccontano la profonda devozione di questa comunità. Basti pensare alla chiesa di San Giovanni Battista, elegante esempio di tardogotico, alla Basilica della Vergine dei Martiri, affiancata da convento francescano e oratorio e arricchita da affreschi e reliquiari d’argento, o ancora alla chiesa del Rosario, quella di Santa Croce e il santuario della Madonna del Monte, luoghi di culto che da secoli accompagnano la vita del Fonni.
Il Museo della Cultura Pastorale, allestito in una dimora ottocentesca, custodisce gli strumenti e le memorie della tradizione agro-pastorale, vera anima del paese.
La tradizione qui non è solo storia, ma vita quotidiana. A inizio agosto si svolge il Palio di Fonni, legato al secolare rapporto tra il borgo e i cavalli, mentre il carnevale fonnese si distingue per le maschere arcaiche di Urthos e Buttudos, figure inquietanti e affascinanti che rievocano antichi riti.
E, a pochi chilometri dal centro, la natura cela straordinari tesori archeologici. Il complesso nuragico di Gremanu, unico acquedotto nuragico conosciuto, custodisce tre templi e oltre cento capanne immerse in un bosco di roverelle, insieme a un ingegnoso sistema di canalizzazione delle acque sorgive. Nelle vicinanze, la necropoli di Madau con le sue quattro Tombe dei Giganti scolpite a forma taurina offre al visitatore una suggestiva finestra sulla civiltà nuragica tra il XV e il IX secolo a.C.
I murales di Fonni, l'originalità dell'arte locale

Ma ciò che più colpisce il visitatore sono i murales, vere e proprie tele en plein air che trasformano le vie del borgo in un museo diffuso.
Negli anni Settanta, in un periodo di fermento sociale, l’arte murale arrivò a Fonni come forma di protesta e riflessione sulle questioni politiche e identitarie della Sardegna. Oggi i murales, circa una trentina, raccontano con colori intensi la memoria collettiva del popolo fonnese: scene di vita pastorale, antichi mestieri, feste tradizionali, ma anche speranze e difficoltà di una comunità che resiste.
Dal 2001 al 2013, il maestro Angelo Pilloni di San Sperate arricchì le vie del paese con nuove opere dedicate al legame con i cavalli, alle attività artigianali e al lavoro quotidiano, come la celebre Filatrice di lana in via Umberto I.
Camminando lungo il centro storico, mappa alla mano, ci si perde tra vicoli, salite e discese che diventano pagine illustrate di un grande racconto corale. Ogni murale è un tassello che svela la vera identità di Fonni, trasformando la passeggiata in un viaggio nella storia e nell’anima della Barbagia.
Fonni è davvero questo: un borgo che sfida i venti e i secoli, un luogo che fonde natura, archeologia e spiritualità, ma che soprattutto parla attraverso le sue straordinarie pareti dipinte. Chi lo visita non porta via soltanto fotografie, ma il ricordo di un villaggio che ha trasformato le sue strade in poesia murale.
