Con oltre 1800 chilometri di costa è una vera isola da record: qui c'è la spiaggia più lunga d'Italia, quella più bella del mondo e più di 300 spiagge di sabbia bianca
La Sardegna raccoglie oltre un quarto di tutta la costa italiana, diventando così un vero e proprio scrigno di diversità costiera
Con i suoi circa 1.849?km di costa detiene il primato italiano per lunghezza delle coste. Questo impressionante perimetro abbraccia un mondo di spiagge che vanno dalle insenature nascoste tra le rocce granitiche ai chilometri di arenile dorato, passando per calette da cartolina e dune bianchissime. Ogni 10?km di mare in Sardegna raccontano una storia differente, un paesaggio sempre nuovo, un’emozione che sembra replicarsi senza fine.
Le spiagge record della Sardegna

In questa isola che non smette di sorprendere, esistono spiagge che vantano numeri da record e bellezze da concorso mondiale. Il lungo filo d’oro che la circonda regala esperienze uniche: dalla Costa Smeralda fino al Golfo di Orosei, ogni tuffo è un viaggio nei fondali smeraldo, ogni passo sulla sabbia un silenzio sospeso. Tra queste merita una menzione speciale La Pelosa, nella punta nord-occidentale. Qui la sabbia immacolata e il fondale bassissimo hanno decretato la sua fama internazionale, tanto da conquistarne la seconda posizione nella top 50 delle spiagge mondiali secondo Tripadvisor. Il panorama sullo sfondo dell’isola dell’Asinara e della torre aragonese completal’incanto, trasformando ogni tramonto in un ricordo immutabile. Spostandosi verso nord e rimanendo nella provincia di Sassari, si incontra Platamona, la spiaggia più lunga d’Italia con i suoi 15?km di costa continua di sabbia e conchiglie. Il suo litorale si estende generoso, costeggiando pinete e stagni, regalando alla costa nord-occidentale spazi dove il mare si confonde con la terra e l’orizzonte sembra moltiplicarsi in ogni bagliore. Un altro lembo affascinante, caratterizzato da dune rossastre e venti salmastri, è Porto Ferro, particolarmente amato da surfisti e windsurfisti. La spiaggia, lunga due chilometri nel cuore della Nurra, è anche una delle prime areenaturiste dell’isola e figura come una delle top 5 spiagge naturiste d’Europa.
Ma la costa sarda ha un volto wild che parla a chi ama l’avventura. La Costa Paradiso e Cala Goloritzé, questa ultima insignita nel 2025 come spiaggia più bella del mondo dal panel “The World’s 50 Best Beaches”, sono diventate il simbolo di una Sardegna primordiale, una Sardegna che seduce senza clamore, con la sua semplicità selvaggia e le scogliere che si immergono a picco in acqua blu profondo.
I numeri da record delle spiagge in Sardegna

I numeri confermano la varietà: secondo alcuni dati, sull’isola si contano oltre 300 spiagge di sabbia bianca, numerose baie isolate e decine di calette raggiungibili solo via mare o a piedi. Se pensiamo a 1.849?km di costa, questa densità assume proporzioni quasi leggendarie: c’è spazio per ogni gusto, dalla famiglia in cerca di fondali accessibili all’esploratore in cerca di silenzio e isolamento. Questo vero e proprio “arcipelago costiero” si delinea in falesie spettacolari a oriente sul Golfo di Orosei—con Cala Luna, Cala Mariolu e Cala Goloritzé che si alternano tra basso fondale e pareti granitiche. Le acque di questi golfi sono talmente trasparenti che si può vedere il fondo a diverse decine di metri di profondità, e la luce che gioca sulla superficie dipinge riflessi mai uguali. Sul versante opposto, verso sud, spuntano spiagge come Porto Pino, la cui lunghissima lingua di sabbia è protetta da dune mobili e una rara pineta di pini d’Aleppo. In quel pendio di terra sarda, mare e macchia mediterranea si fondono in un quadro delicato. Anche questa spiaggia è record in fatto di lunghezza, con quasi 4?km di costa dominata dallo stagno alle spalle, habitat per fenicotteri e avifauna lagunare. Percorrendo l’isola verso est, è la volta di un’altra lunga lingua di sabbia: La Cinta, sul litorale di San Teodoro. Qui 5?km si susseguono tra acque basse e sabbia finissima, in una cornice naturale che ricorda un atollo. Questo luogo è diventato un’icona del turismo sardo grazie alla sua vastità e qualità ambientale.
Ma non basta nominare le migliori. Quello che sorprende davvero è l’insieme di tutte queste spiagge: la Sardegna non è definibile in una sola immagine. A volte è una caletta incastonata tra rocce rosa, altre volte un arcipelago sabbioso adattabile ai desideri del viaggiatore. Non è soltanto questione di metri: la costa più lunga d’Italia è destinata a chi sa leggere i colori del mare, le ombre delle rocce, i profili dei relitti sommersi dietro ogni scogliera. È un universo versatile: si può scegliere una fascia attrezzata per il comfort, o quella selvaggia dove ascoltare solo mare e vento; si può fare snorkeling in fondali ricchi di posidonia, oppure passeggiare al tramonto tra dune e stagni. Eppure, nel cuore di questo sistema infinito, c’è un filo rosso: la cura. LaSardegna protegge i suoi litorali come una risposta al futuro. Grazie a norme rigorose, aree marine protette e una coscienza ecologica diffusa, molte spiagge sono rimaste integre e autentiche. Vengono chiuse al traffico marino a protezione delle posidonie, come Cala Goloritzé, o sottoposte a osservazione per mantenere sabbia e vegetazione.
