Corridoi Covid-free, ripartono i viaggi in sicurezza verso le mete estere
Firmata dal ministro della Salute Speranza un’ordinanza che permette di viaggiare verso alcune delle destinazioni più amate dai turisti senza sottoporsi alla quarantena al rientro
Roma – Con la firma di un’ordinanza specifica da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza, il mondo dei viaggi fa un nuovo passo verso il tanto atteso ritorno alla normalità. Grazie a vaccinazioni, tamponi e Green Pass già oggi possiamo godere di un livello di libertà che fino a pochi mesi fa sembrava irraggiungibile, ma adesso la novità sarà particolarmente apprezzata da chi non vede l’ora di tornare a viaggiare fuori dai confini nazionali.
Fino ad adesso, infatti, i viaggi all’estero sono stati classificati sulla base di alcune classi di rischio definite dal governo in collaborazione con le autorità europee. Se i viaggi in Europa richiedevano un livello di attenzione minore, non poteva infatti dirsi lo stesso per le vacanze oltre il Vecchio Continente. La situazione corrente, però, è improntata a un sempre maggiore ottimismo. Lo ha dimostrato, tra gli altri, la decisione degli Stati Uniti d’America di ammettere il ritorno dei turisti europei nel paese a partire da novembre, a patto di essere stati vaccinati con uno dei sieri attualmente autorizzati dal governo USA (Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson, mentre su AstraZeneca permangono alcuni dubbi).
Come funzioneranno i corridoi 'Covid-free'
L’esecutivo guidato da Mario Draghi si è invece spinto in una direzione diversa, con l’istituzione di corridoi sperimentali verso sei destinazioni internazionali. Si tratta della possibilità per i turisti di viaggiare, dal 1° ottobre 2021 al 31 gennaio 2022, verso alcune destinazioni senza doversi sottoporsi all’isolamento fiduciario al rientro in Italia.
Gli esperti del ministero hanno però imposto alcuni paletti: i viaggiatori, si legge infatti nell’ordinanza, sono tenuti “a presentare la certificazione di essersi sottoposti nelle 48 ore precedenti a test molecolare o antigenico”, oltre a sottoporsi in loco a un ulteriore test in caso di durata del viaggio di 7 o più giorni.
Sostanzialmente, per viaggiare verso questi paesi bisogna essere in possesso del Green Pass (vaccinazione, test negativo o guarigione da Covid-19) e sottoporsi a uno o due tamponi prima/durante il viaggio. In questo modo, secondo il dicastero, si potranno realizzare dei corridoi di viaggi turistici controllati, avendo però cura di selezionare strutture ricettive che garantiscano specifiche misure di sicurezza sanitaria per prevenire la possibilità di contagio da Covid-19.
Sempre al rientro in Italia, bisognerà sottoporsi a un ulteriore tampone per accertare l’assenza di contagio. Solo in questo modo, sarà possibile evitare l’isolamento fiduciario al rientro che, ricordiamolo, ha una durata variabile da 10 a 14 giorni.
I paesi coinvolti dal progetto
Ma quali sono i paesi coinvolti nel progetto? I viaggiatori italiani potranno recarsi ‘liberamente’ (a patto di avere il Green Pass e sottoporsi a 2 o 3 tamponi) in due destinazioni americane e quattro del comparto Africa-Oceano Indiano. Stiamo parlando di Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana ed Egitto. In quest’ultimo caso il corridoio sicuro non riguarda tutto il territorio nazionale ma è limitato alle localit di Sharm-El-Sheikh e Marsa Alam.
La decisione del ministro Speranza fa il paio con le novità che verranno proposte a breve in Consiglio dei Ministri relativamente alle capienze dei luoghi di cultura e intrattenimento, e che dovrebbero portare tra l’altro i coefficienti di riempimento ad alzarsi. Particolarmente coinvolti teatri e cinema, che potranno ospitare fino all’80% della capienza originaria e i musei, per i quali saranno del tutto abolite le restrizioni, a patto di osservare le ormai consuete regole di contingentamento, mascherine e controllo del Green Pass.
