WhichPage-GetPartialViewNoCache = 0,0009768
 
HeaderMain-GetPartialViewNoCache = 0,0019528
HeaderBreadcrumb-GetPartialViewNoCache = 0
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009768

A Milano c'è una villa che è emblema del lusso moderno e della storia dell'arte. Ed è sconosciuta ai più  

Costruita negli anni '30, questa villa è un mix di lusso e innovazione dove la città sembra solo un lontano ricordo

HeaderPageTitle-GetPartialViewNoCache = 0,0009768

Nel cuore più elegante di Milano, tra le vie silenziose del cosiddetto Quadrilatero del Silenzio, a pochi passi da Porta Venezia e dalla fermata Palestro della M1, si nasconde un luogo che racconta molto della storia della città. Varcando il cancello di Villa Necchi Campiglio, si ha la sensazione di entrare in un romanzo ambientato nella Milano fra le due guerre, quando nobili, aristocratici e borghesi illuminati si davano appuntamento per ricevimenti raffinati, tornei di carte, tuffi in piscina e interminabili conversazioni al tramonto.

Una casa nata per stupire

Siamo nei primi anni Trenta. Le sorelle Nedda e Gigina Necchi, insieme al marito di quest'ultima, Angelo Campiglio, decidono di trasferirsi da Pavia a Milano. Sono industriali di successo, il nome Necchi è legato alla celebre produzione di macchine da cucire, e desiderano una dimora che rifletta il loro prestigio, ma anche la loro voglia di modernità.

Affidano il progetto a Piero Portaluppi, uno degli architetti più raffinati del Novecento italiano. Tra il 1932 e il 1935 nasce così una villa urbana unica nel suo genere: una sintesi perfetta tra razionalismo e suggestioni art déco, tra rigore geometrico e dettagli preziosi.

Fin dall'inizio, la casa è un manifesto di innovazione nel lusso. È la prima residenza privata di Milano a vantare una piscina riscaldata in giardino. E non solo: ascensore interno, montavivande, citofoni distribuiti in ogni ambiente, infissi all'avanguardia, porte blindate scorrevoli, sistemi di climatizzazione centralizzati, perfino tunnel di servizio e portineria separata. La modernità, qui, non è un vezzo: è uno stile di vita.

I materiali utilizzati parlano di lusso discreto: ceppo lombardo, pergamena, marmi policromi, legni pregiati, radica. I motivi geometrici si rincorrono nei pavimenti intarsiati, nelle maniglie in bronzo lavorato, nei soffitti a losanghe. Ogni arredo è pensato su misura, disegnato dallo stesso Portaluppi. Villa Necchi Campiglio è un manifesto di bellezza senza tempo. E il suo giardino è un paradiso nel cuore di Milano.

Tra vita privata e mondanità 

La distribuzione degli spazi rievoca le dimore nobiliari: ambienti di rappresentanza al piano rialzato, camere private al piano superiore, stanze di servizio nel sottotetto, sale da gioco e spogliatoi nel seminterrato. Ma i Necchi Campiglio vogliono qualcosa di più: grandi ambienti dedicati alla socialità.

La Sala da pranzo, con pareti rivestite in pergamena e arazzi fiamminghi del Cinquecento e Seicento, ha ospitato anche regnanti europei. Il Fumoir, con i suoi divani verdi davanti al camino, era il regno delle conversazioni pomeridiane. Il Salone, degno dell'alta società milanese, accoglieva gli ospiti tra dipinti e una biblioteca di circa 3mila volumi rilegati in pelle. La Veranda, un luminoso giardino d'inverno affacciato sul verde, crea un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra l'azzurro della piscina e il verde degli alberi.

Nel 1938 entra in scena l'architetto e progettista Tomaso Buzzi, incaricato di "addolcire" alcuni ambienti. Introduce elementi neoclassici, arredi ispirati al Settecento e suggestioni Luigi XV, antichizzando parte degli interni senza snaturarne l'anima moderna.

Una casa vissuta, non un museo immobile

Salendo al primo piano di Villa Necchi Campiglio, si entra nella dimensione più intima: due camere padronali, due per gli ospiti, una per la guardarobiera. Sono veri e propri mini appartamenti, completi di bagni rivestiti in marmi colorati e specchi. Nell'armadio di Nedda sono esposti i suoi abiti d'epoca, restaurati con cura dal FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano. Le stanze delle sorelle sono separate da una lunga teoria di armadi che custodiscono cappelli, accessori e tracce di una vita raffinata.

La Camera del Principe e la Camera della Principessa raccontano le prestigiose frequentazioni della famiglia. Tra le fotografie sparse per la casa spiccano quelle di Maria Gabriella di Savoia, ospite tanto amata da avere una stanza dedicata.

Nel seminterrato, un tempo con biliardo, sala proiezion e palestra, oggi si tengono eventi. Il sottotetto, che ospitava la servitù, resta chiuso al pubblico, ma contribuisce a restituire l’immagine di una casa complessa, organizzata, viva.

Scrigno di capolavori, Tiepolo, Canaletto, Picasso e non solo

Villa Necchi non è soltanto architettura: è anche un prezioso scrigno d'arte. Grazie a importanti donazioni al FAI, cui la villa è stata donata nel 2001 da Gigina e Nedda Necchi, oggi qui convivono collezioni straordinarie.

La Collezione Claudia Gian Ferrari riunisce capolavori dell'arte italiana del Novecento, con opere di Mario Sironi, Giorgio de Chirico e sculture di Arturo Martini. Nella Hall monumentale spiccano "La famiglia del pastore" e "L’Amante morta". La Collezione Alighiero ed Emilietta de' Micheli porta in villa il Settecento veneziano, con opere di Canaletto, Giambattista Tiepolo e Rosalba Carriera.

Dal 2017 si è aggiunta la Collezione Guido Sforni, con opere su carta di maestri come Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, Lucio Fontana e Henri Matisse. Entrare nella Camera del Principe e trovarsi davanti a queste mirabili opere è un'emozione silenziosa e potente.

Dal cinema alla memoria collettiva

Non sorprende che il cinema abbia ceduto al fascino della villa. Qui Luca Guadagnino ha ambientato nel 2009 il film Io sono l'amore, storia di una ricca famiglia milanese alle prese con tradizioni e passioni. E alcune scene di House of Gucci di Ridley Scott hanno trovato qui una scenografia naturale, talmente perfetta da non sembrare reale.

Visitare Villa Necchi Campiglio richiede tempo, almeno un paio d'ore, e una certa disposizione d'animo. Non è solo un museo: è una casa che conserva un patrimonio familiare di grande spessore. È un tuffo in un’epoca in cui la bellezza era un dovere morale, l'ospitalità un’arte, e l'architettura una dichiarazione di fiducia nel futuro.

E quando, uscendo, ti volti per un ultimo sguardo al giardino e alle sue vetrate, capisci che quella delle sorelle Necchi non è stata solo una storia di mondanità. È stata, e continua a essere, una storia d'amore per la bellezza, condivisa con chiunque abbia voglia di lasciarsi incantare.

 
Ascolta i podcast
 
Annunci pubblicitari
ContentInfoPostDetail-GetPartialView = 0,0390656
Video del mese
FreeContentHtml-GetPartialView = 0,0019532
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009768

Ogni Comune italiano è un viaggio unico

comuni non comuni

Caricamento in corso...

FreeContentHtml-GetPartialView = 0,0019527
GuideOfMonthBanner-GetPartialView = 0,0039072
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0,0009768

paesionline.live è una testata giornalistica iscritta al Tribunale di Velletri al N. 1674 / 2018 | Direttore responsabile Filippo Massimo

Note Legali | Note redazionali | Privacy Policy | Cookie Policy | Cambia Impostazioni Privacy Policy

È vietata la riproduzione anche parziale - Valica Spa non è responsabile dei siti collegati.

Valica
©2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Vietata la riproduzione Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur
Footer-GetPartialView = 0,0019532
AdvValica-GetPartialView = 0,0009768