Costruita nel '300 e affacciata sui Faraglioni: è l'edificio storico più antico dell'isola di Capri
Chiostri silenziosi, antiche mura e ambienti monastici raccontano quasi sette secoli di storia, in una posizione privilegiata davanti a uno dei panorami più celebri del Mediterraneo.
Capri è sinonimo di mare, Faraglioni e terrazze affacciate sul blu, ma basta allontanarsi pochi minuti dalla Piazzetta per scoprire un’isola diversa, più antica e silenziosa. La Certosa di San Giacomo, fondata nel Trecento e considerata uno degli edifici storici più antichi dell’isola, custodisce chiostri, architetture monastiche e opere d’arte in una posizione privilegiata sul versante meridionale, a due passi dai Giardini di Augusto. Visitare questo complesso significa entrare in un paesaggio dove mura, vegetazione mediterranea e costa rocciosa dialogano continuamente, restituendo il volto meno balneare di Capri. Qui la storia passa dai monaci certosi ai pirati,dallesoppressioni degli ordini religiosi alle mostre d’arte contemporanea. Una sosta a San Giacomo permette di leggere quasi sette secoli di trasformazioni e di capire come l’isola sia passata da luogo di ritiro spirituale a icona del turismo internazionale, senza perdere del tutto le sue radici più profonde.
Certosa di San Giacomo: il volto antico e silenzioso di Capri

Tra le cose da vedere a Capri, la Certosa di San Giacomo è una tappa che racconta un’isola insospettabilmente monastica, molto prima dei grandi alberghi e delle boutique. Fondata nella seconda metà del XIV secolo, nel 1371, è considerata uno degli edifici storici più antichi ancora conservati sull’isola e si raggiunge facilmente a piedi dalla Piazzetta.
Il complesso sorge in posizione leggermente rialzata sul versante meridionale di Capri, non lontano dai Giardini di Augusto, all’interno di un paesaggio dove architettura, macchia mediterranea e strapiombi sul mare si intrecciano. Varcata la soglia, la percezione dell’isola cambia: il brusio delle vie commerciali resta fuori dalle mura e lascia spazio a corti silenziose, chiostri e spazi pensati per la preghiera e la meditazione dei monaci certosini.
La Certosa di San Giacomo che vediamo oggi non è però una fotografia immobile del Trecento. Incursioni dal mare, restauri, ampliamenti e cambi di funzione hanno ridisegnato più volte il complesso, trasformandolo in un vero palinsesto di pietra capace di condensare secoli di storia caprese in pochi ambienti.
Chiostri, chiesa e spazi monastici: come funzionava la vita certosina

Per capire l’anima della Certosa di San Giacomo occorre partire dai suoi chiostri, il cuore della vita monastica certosina. Il Chiostro Grande era l’area attorno alla quale si distribuivano le celle dei monaci, vere e proprie piccole abitazioni con spazi dedicati alla preghiera, allo studio e al lavoro in solitudine, più che semplici stanzette di un dormitorio.
Il Chiostro Piccolo, più raccolto, appartiene a un’altra fase costruttiva e conserva forme che rivelano le diverse stratificazioni architettoniche attraversate dal complesso. A completare l’insieme c’è la chiesa di San Giacomo, centro spirituale dell’insediamento, affiancata dagli ambienti destinati alla vita comunitaria e alla gestione delle attività quotidiane.
Passeggiando tra archi, corridoi e cortili interni, si percepisce una Capri lontana dall’immagine mondana legata ai Faraglioni. Le murature proteggono un microcosmo fatto di silenzio e luce filtrata, mentre oltre i tetti riemergono la vegetazione mediterranea e il profilo del mare, che per i monaci era insieme via di comunicazione e possibile fonte di pericolo, non solo un panorama da cartolina.
Dal Medioevo agli artisti stranieri: le molte vite della certosa

La storia della Certosa di San Giacomo è segnata a lungo dalla presenza dei Certosini e dalle difficoltà di vivere su un’isola esposta alle incursioni piratesche. Tra il XVI secolo e l’età moderna il complesso subì saccheggi e danneggiamenti, cui seguirono restauri e modifiche che introdussero elementi difensivi e nuove soluzioni architettoniche.
Una svolta arrivò tra la fine del Settecento e l’Ottocento, quando le soppressioni degli ordini religiosi nel Regno di Napoli cambiarono il destino di molti monasteri. La certosa perse la funzione originaria e gli ambienti furono riconvertiti nel tempo a usi militari, assistenziali e amministrativi, fino a diventare progressivamente un luogo dedicato alla cultura.
Oggi la Certosa di San Giacomo ospita spazi espositivi e iniziative culturali, tra cui il museo dedicato al pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, che scelse Capri come luogo di vita e lavoro tra fine Ottocento e inizio Novecento. In pochi passi si attraversano così secoli di storia, dal Medioevo all’epoca degli artisti stranieri che contribuirono a trasformare Capri in una meta cosmopolita.
Come visitare la Certosa di San Giacomo e abbinarla ai panorami di Capri

Inserire la Certosa di San Giacomo in un itinerario a piedi nel centro di Capri è semplice. Dalla Piazzetta si segue la segnaletica pedonale verso i Giardini di Augusto: in pochi minuti si raggiunge il complesso, lungo un percorso pianeggiante che attraversa il cuore turistico dell’isola. L’area è interamente pedonale e rientra nella particolare gestione della mobilità caprese, dove le auto restano ai margini del centro abitato.
Prima di programmare la visita è bene controllare orari di apertura e modalità di ingresso sui canali ufficiali, perché possono variare a seconda della stagione e degli eventi in corso. All’interno, gli spazi espositivi e i chiostri consentono una sosta lenta, ideale nelle ore centrali della giornata quando le spiagge sono più affollate.
L’abbinata con i Giardini di Augusto è perfetta per cogliere le due anime di Capri: da un lato il complesso monastico trecentesco, con i suoi ambienti raccolti; dall’altro i celeberrimi panorami sui Faraglioni, sulla costa a picco e sulla vegetazione mediterranea che ha contribuito a trasformare l’isola in una destinazione iconica del Mediterraneo.
