Covid Marocco: il paese riapre le frontiere ai turisti
Via le restrizioni sui viaggi nel paese nord-africano. Ma il Marocco continua (per ora) a essere irraggiungibile dagli italiani
Con una decisione attesissima da turisti e tour operator, il Marocco ha ufficialmente riaperto le proprie frontiere per i viaggi di piacere dal 7 febbraio 2022. La fine delle restrizioni in entrata e uscita significa che si potrà entrare il paese, anche se non dall’Italia.
Infatti, l’Italia (e l’Unione Europea in generale) ha inserito il paese africano nel cosiddetto Elenco E, ovvero quello che include le nazioni verso le quali non è possibile viaggiare per motivi di turismo, ma solo di lavoro o per ricongiungimenti familiari.
Data la situazione in evoluzione progressiva, però, c’è da immaginare che non mancherà poi molto all’adattamento delle restrizioni, permettendo così anche ai visitatori del Vecchio Continente di tornare a visitare Rabat, Marrakech, Casablanca e le splendide montagne dell’Atlante.
Cosa serve per i viaggi in Marocco
La Direzione Generale dell’Aviazione Civile Marocchina, responsabile del traffico aereo da e verso il paese, ha autorizzato la Royal Air Maroc, compagnia di bandiera del paese, ad accettare gli imbarchi di turisti internazionali.
Questi, per entrare in Marocco, dovranno rispettare una serie di requisiti:
- Possesso di passaporto vaccinale (Green Pass o equivalenti) in corso di validità
- Possesso dell’esito negativo di un test Pcr (tampone molecolare) eseguito max. 48 ore prima dell’arrivo
Dall’obbligo di presentare il passaporto vaccinale sono esentati i bambini di età compresa tra i 6 e i 18 anni, mentre sotto i 6 anni non è previsto nessun obbligo specifico.
Allo stesso tempo, dai 6 anni in su, è possibile che all’arrivo si venga sottoposti a test Pcr a campione.
Cosa succede se si è positivi all’arrivo in Marocco
Le autorità del Marocco hanno predisposto un protocollo flessibile per chi, all’arrivo nel paese, dovesse risultare positivo al Covid-19.
Nel caso di persone con sintomi lievi o asintomatiche, verrà richiesto di sottoporsi ad auto-isolamento nella struttura di destinazione, che sia il proprio domicilio o una struttura ricettiva.
Nel caso di persone sintomatiche, si verrà presi in cura dalle strutture ospedaliere di zona, sia pubbliche che private, secondo un protocollo nazionale già organizzato.
