Crociera lungo il fiume Douro, da Porto a Salamanca
Attraverso il Portogallo e la Spagna, per una crociera da ricordare
La formula più raffinata e inconsueta per scoprire il Portogallo del Nord è una crociera fluviale lungo il Douro.
Per raggiungere il territorio portoghese la compagnia aerea più affidabile è la Tap, sia per il numero di voli che per il servizi e l’assistenza che offre.
Non si parte dunque dalla capitale, ma dalla deliziosa città di Porto, perla del Nord a un’ora di volo da Lisbona, bagnata dal Douro. All’interno di una comunità più ampia, di circa 350.000 persone, l’insediamento urbano è addossato sulle rive del fiume ed è composto da due comuni distinti e collegati da ponti panoramici: Porto e Vila Nova de Gaia,. A Vila Nova de Gaia, che si trova sulla sponda sinistra del Douro, vi sono numerose cantine di vini, ideali per tour e degustazioni, oltre a ristorantini di pesce, mentre Porto, sulla sponda destra, esprime aspetti più storici e caratteristici. L’itinerario del viaggio prevede la risalita del fiume il quale, come una lama nel burro, penetra all’interno del territorio lusitano, direzione Est, ben oltre Salamanca. Il grande corso d’acqua, terzo della penisola iberica, è lungo 927 chilometri, nasce in Spagna e sfocia nell’Oceano atlantico nella zona di Porto.
La più grande compagnia francese specializzata nelle crociere fluviali si chiama CroisiEurope. I suoi battelli solcano i fiumi del mondo, e questa volta abbiamo avuto il privilegio di sperimentare la Gil Eanes, una nave di massimo livello (cinque ancore), alla sua prima uscita post Covid 19.
Prima di parlare del viaggio, preme sottolineare l’estrema professionalità dell’equipaggio di fronte alla pandemia. Misurazione della temperatura all’arrivo e dopo ogni uscita all’esterno della nave; ingresso a bordo previa igienizzazione delle scarpe; mascherina obbligatoria in movimento; gel in abbondanza in ogni sala.
Ci si sente protetti e coccolati.
Giorno 1: imbarco scenografico a Vila Nova de Gaia (la cittadina divisa da Porto solo dal fiume Douro), sotto il ponte di Sao Joao. Cocktail di benvenuto, presentazione dell’equipaggio, cena squisita e giro serale in pullman lungo la città, che è un alternarsi di ponti, con strade in salita e in discesa, in perenne simbiosi col fiume Douro (che fra l’altro è molto pescoso, per la gioia dei portuensi).
Giorno 2: La mattina, dopo colazione, degustazione di vino Porto presso una nota Winery (Taylor’s), ove si inizia a capire la dimensione economica di questa tipologia di vino per il tessuto produttivo portoghese. E’ curioso notare peraltro che il più grande proprietario dei maggiori brand legati al vino do Porto sia una famiglia… inglese! Visita guidata al palazzo della Borsa e alla vicina chiesa di San Francesco, patrimonio dell’Unesco, che vanta splendidi interni lignei arricchiti di foglia d’oro (300 chilogrammi!)
Al pomeriggio tempo libero a arrivo in una piccola imbarcazione a Ribeira, quartiere storico di Porto: un pittoresco dedalo di viuzze ed edifici d’epoca, a picco sul Douro. Una sorta di piccola Trastevere portuense, fitta di localini e ristoranti a bordo fiume, sovrastata dal bellissimo ponte Dom Luis I.
Cena a bordo. Si salpa nella notte, in direzione di Guimaraes
Giorno 3: arrivo a Guimaraes nel paesaggio montano del Minho, regione storica del Portogallo. La città e considerata la culla del Paese lusitano, in quanto ha dato i natali al primo re, Alfonso Enrique. Castello medievale e delle belle chiese. A seguire, Leverinho e Regua, paesini assonnati sulle rive del Douro, intervallati fra loro da grandi chiuse, fra le più impressionanti d’Europa (quella di Carrapatelo arriva a 35 metri di dislivello!).
Il Douro scorre placido tra verdi colline ricoperte di vigneti terrazzati, di varia altezza, ora più regolari ora più scoscese. A mano a mano che si risale il fiume, puntando verso la Spagna, il paesaggio si evolve, alternando zone perfettamente coltivate ad aree più selvagge. La cornice naturale è sontuosa, in quanto la zona è scarsamente antropizzata, con promontori a picco nel fiume, rallegrati da uccelli acquatici e colori intensi, che vanno dalle varie tonalità del verde al biondo. Inoltre la valle del Douro è la patria del Porto in quanto solo le uve coltivate in questa regione possono dare vita al Porto (bianco, rosé, ruby e tawny).
Cibo a bordo
Il livello della ristorazione sul battello è alto e decidiamo di intervistare lo chef, Ricardo Camacho, di origini portoghesi e sudafricane. Scopri le sue creazioni e prendi spunto dai suoi impiattamenti su Voicesearch.travel.
Ricardo si è formato alla scuola di cucina francese e internazionale, con un tocco di sapori mediterranei, Ricardo, che lavora per CroisiEurope dal 2010, ci dice che per lui il cucinare è come riflettere, un po’ come esprimere la propria personalità. In campo dall’età di sedici anni, oggi il nostro chef, che di anni ne ha quaranta, è felice di quel che fa e dell’azienda per la quale lavora. La sua creatività si scatena nei piatti, raffinati e sorprendenti; carne e pesce per lui sono pari. Ingredienti semplici e ben percepibili al palato: una cucina attenta e senza inganni dunque.
La serata si conclude con una performance di Fado, composta da una cantante e due chitarristi.
Giorno 4: arrivo a Lamego e partenza per Vila Real, con visita alla Casa di Mateus, storica residenza settecentesca in stile barocco su progetto attribuito all'architetto italiano Niccolò Nasoni. L'edificio, classificato come monumento nazionale, è immortalato nelle etichette delle bottiglie di un celebre vino, il Mateus rosé, diventando così una delle più famose dimore del Paese. La villa, circondata da un parco con cedri secolari e laghetti a cascata, ora di proprietà della Fondazione Casa di Mateus, ospita dal 1970 dei concerti. Gli interni presentano soffitti intarsiati a mano e porte in legno di ciliegio. Vi si trovano inoltre porcellane cinesi, mobili giapponesi e ritratti dei proprietari, nonché una biblioteca con volumi risalenti dal XVI secolo in poi e un museo che espone reliquari e sculture religiose.
Partenza verso lo scalo tecnico di Pinhao e prua verso la frontiera spagnola, con arrivo a Vega de Terron. Cena e serata in libertà.
Giorno 5: Partenza in pullman per Salamanca, famosa anche per la sua antica università, sulla cui facciata appare una ranocchia su un teschio, simbolo della città. Si dice che chi riesce a intravedere l’animaletto, vi tornerà. Giro in città. Da notare Plaza Mayor, che ricorda vagamente piazza San Marco con il suo loggiato e i suoi localini dover poter mangiare e rilassarsi, e la Cattedrale (sdoppiata in nuova e antica). Si può salire sulla adiacente torre di Ieronimus per godersi uno splendido panorama della città.
Cena spagnola e serata di flamenco animata da un corpo di ballo locale.
Giorno 6: partenza verso alcuni paesini caratteristici, S. Salvador do Mundo e S. Joao da Pesqueira che ben mostrano l’isolamento naturale delle piccole comunità portoghesi aggrappate al corso del Douro. Degustazione nella Quinta da Roêda (splendida azienda vitivinicola) dove assaggiamo un ottimo porto del brand Croft. Il nome “Quinta” ha origine da una tassa che veniva versata alla Chiesa, ancora oggi potentissima entità all’interno del Portogallo.
Cena di gala e ballo notturno.
Giorno 7: partenza verso Porto e quindi inversione di rotta. Si va verso Ovest questa volta, ripercorrendo il cammino fatto, comprese le grandi chiuse (che sollevano o abbassano il battello di decine di metri). Cena e serata folkloristica. Il fiume e la sua cornice collinare sono spettacolari e ne godiamo la bellezza e la pace sul ponte superiore della nave, battuto dal sole e dalla brezza.
Giorno 8: arrivo a Porto e fine della crociera. Salutiamo con un pizzico di tristezza le persone conosciute a bordo, in particolare ci congediamo da una brillante coppia di canadesi con cui abbiamo condiviso il tavolo del ristorante durante la crociera.
All’epoca del Covid una crociera di questo genere è perfettamente sicura e la consigliamo per coloro che vogliano scoprire il Portogallo in modalità Clean ad Safe.
Com’era prevedibile la città di Porto si lascia a malincuore. Per questo decidiamo di concederci un’ultima notte a ridosso del fiume Douro e prescegliamo per la cena un ristorante eccellente, Elebé entreparedes, straordinario esempio di cucina portoghese (anche come rapporto qualità-prezzo), assolutamente da non mancare se ci si trova in città. Scopri i piatti dello Chef Carlos Torres su voicesearch.travel
Per maggiori informazioni:
CroisiEurope, Ente del Turismo del Portogallo
