In Calabria c'è un antico santuario costruito su una cascata, dove arrivano fedeli da ogni parte d'Italia
È il santo più venerato della terra dov’è nato, patrono della sua Calabria, che gli riserva devozione incondizionata attraverso festeggiamenti profondamente sentiti. A lui è dedicato un santuario in una bellissima cittadina.
Quella di San Francesco da Paola è stata una vita dedicata alla solitudine, alla spiritualità totale, alla cura del prossimo e, soprattutto, dei poveri. Una vita donata agli altri, lunga per la sua epoca poiché nacque nel 1416 a Paola e morì all’età di 91 anni. Il 22 giugno 1962, Papa Giovanni XXIII lo proclama Celeste Patrono presso Dio della Calabria e, nel 1990, l’UNICEF gli conferisce il titolo di Ambasciatore dei bambini e dei giovani di tutta la Calabria. Riconoscimenti che legano più che mai San Francesco alla Calabria, che non perde l’occasione di dimostrare al suo patrono amore e rispetto.
I luoghi del santo, il Santuario di San Francesco a Paola e gli altri

La venerazione di San Francesco da Paola in Calabria si tocca letteralmente con mano nelle tante chiese e santuari intitolati al santo. Ce ne sono moltissimi e disseminati in ogni angolo della regione; meritano, certamente, una visita quello di Sambiase di Lamezia Terme e quello di Oriolo. Il primo custodisce la reliquia del dito indice del santo, il secondo ne conserva l’alluce, motivo per cui sono diventati importanti luoghi di pellegrinaggio.
Di rilevanza religiosa anche la Chiesa di San Francesco da Paola di Cosenza, famosa per la cosiddetta grotta del santo, che si trova dietro l’edificio sacro. Pare che il santo abbia deposto al suo interno una croce di legno che, ancora oggi, viene ammirata dai fedeli in visita. Quello di Cosenza è ritenuto per importanza il secondo santuario dedicato al santo, preceduto solo da quello che si trova a Paola, sua cittadina natale.
Il Santuario di San Francesco da Paola custodisce parte delle spoglie del santo (le restanti si trovano a Tours, in Francia), ed è per questo tra le maggiori mete di pellegrinaggio non solo della Calabria ma dell’intera Italia meridionale. Elevata a basilica minore nell'ottobre 1921 da papa Benedetto XV, accoglie i pellegrini con l’ampio piazzale antistante e la poderosa facciata della basilica nuova a dominarlo. Alla basilica nuova si affianca la basilica antica del XVI secolo, magnifica con il suo stile tardo rinascimentale e preziosa per le reliquie del santo che conserva nella sontuosa cappella barocca.
Splendido il chiostro del santuario colorato dal folto roseto e con le pareti interne affrescate con episodi salienti della vita del santo, alcuni dei quali dalle origini mitiche e leggendarie, proprio come quelle che stiamo per raccontarti.
Il santuario di Paola tra fede, miracoli e leggende

È naturale che una figura come quella di San Francesco da Paola abbia dato vita a una serie di racconti spesso celati da un velo di leggenda. Il più famoso è, probabilmente, quello legato al miracolo operato dal santo, che avrebbe attraversato lo stretto di Messina solcando le acque a bordo del suo mantello.
Lo stesso santuario di Paola custodisce luoghi che sarebbero stati teatro di avvenimenti incredibili, non spiegabili in modo razionale. La "zona dei miracoli" è la più emblematica in tal senso. La prima tappa che si incontra lungo tale zona è la calcara, dove si producevano e cuocevano i mattoni da utilizzare per la costruzione del tempio. Si narra che il santo vi sia entrato mentre ardeva a pieno regime senza riportare alcuna scottatura e che, una volta, avrebbe riportato in vita l'agnellino Martinello mangiato dagli operai occupati con la costruzione del tempio.
Proseguendo nella "zona dei miracoli" si giunge presso l'Edicola dell'Acqua della Cucchiarella, anche nota come Fonte della Cucchiarella. Come riporta una breve iscrizione, questa fonte fu fatta sgorgare miracolosamente dal santo per dissetare gli operai della fabbrica e avrebbe mantenuto nel tempo il suo carattere straordinario, confermato da una serie di episodi. Nel 1806, alcune truppe francesi la fecero prosciugare del tutto, perché volevano dimostrare che l’acqua della fonte non rimaneva sempre allo stesso e costante livello, come si diceva. Poco dopo il totale svuotamento, constatarono, però, che la portata della fonte era tornata all'altezza precedente.
Dalla Fonte della Cucchiarella basta imboccare uno stretto vicolo per arrivare al Ponte del Diavolo sul Torrente Isca, altro luogo simbolico del santuario di Paola. La leggenda narra che fu costruito dal diavolo che, in cambio, avrebbe ottenuto l’anima del primo viandante che lo avesse attraversato. San Francesco acconsentì alla sua richiesta e, una volta edificato il ponte, fece in modo che il primo viandante fosse… un cane. Irritato per essere stato preso in giro, il diavolo avrebbe tirato un calcio al parapetto di sinistra del ponte e lasciato un buco ancora oggi visibile.
Il Cammino di San Francesco di Paola
Sono talmente tante le tracce del passaggio di San Francesco da Paola in Calabria che è possibile seguire un vero e proprio itinerario che le ripercorre. È il Cammino di San Francesco da Paola, un percorso a piedi che segue le tappe di viaggi che il santo ha realmente fatto nel corso della sua lunga esistenza. Si può scegliere tra diversi percorsi, a seconda della difficoltà e del tempo che si ha a disposizione per compierli.
La Via del Giovane è un cammino lungo 49 chilometri, che conduce da San Marco Argentano a Paola in tre tappe e che ripercorre i viaggi compiuti da Francesco in giovane età. È un cammino facile, che si muove attraverso i luoghi della giovinezza del santo, attraversando le montagne e i dintorni di Paola.
La Via dell’Eremita è un tracciato bidirezionale da percorrere dal santuario di Paola a quello di Paterno Calabro e viceversa. È il cammino di un Francesco vicino ai 60 anni, è lungo più di 112 chilometri se percorso in entrambi i sensi e conduce in alcuni dei luoghi simbolo del viaggio spirituale di Francesco, come i santuari da lui fondati e il faggio.
Il percorso più impegnativo è sicuramente quello della Via dei Monasteri, diviso in 6 tappe e lungo circa 135 chilometri. Un itinerario che unisce le chiese costruite da San Francesco in Calabria dopo quella di Paola e che racconta, dunque, una fase matura del santo e del suo ordine. Il percorso inizia da Paterno e si snoda tra campi, vigneti e uliveti, immensi boschi di querce e castagni che da anticipano gli ambienti della Sila in lontananza.
Il Cammino di San Francesco da Paola è un’esperienza pensata non solo per fedeli e pellegrini, ma per tutti coloro che vogliono intraprendere un’avventura emozionante tra storia, spiritualità, natura e tradizioni.
San Francesco da Paola, il culto nel sud Italia

[foto @Kyle J Little/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Il culto di San Francesco da Paola è radicato e sentito in Calabria, ma non è l’unica regione a venerarlo. È, ad esempio, ampiamente praticato in Puglia, visto che è santo patrono a Stornarella e Carapelle e santo protettore a Orta Nova. È venerato come anche a Savelletri, in provincia di Brindisi, dove viene festeggiato con una pittoresca processione in mare in occasione della festa patronale. Il Salento non è da meno; a Gallipoli, centro balneare in provincia di Lecce famoso per le spiagge e la movida estiva, è possibile visitare la bella Chiesa di San Francesco da Paola.
Il culto di San Francesco da Paola è radicato anche in Campania. Al lui è intitolata la maestosa Basilica Reale Pontificia che domina Piazza Plebiscito a Napoli. A Sapri, invece, c'è una statua in bronzo alle porte del paese e rivolta verso il mare perché protegga i marinai.
La Sicilia non è da meno. A Milazzo, in provincia di Messina, sorge il grandioso Santuario di San Francesco da Paola e sempre al santo è dedicata una delle chiese più belle e riccamente decorate della città di Palermo.
Un culto, quello di San Francesco da Paola, che non conosce confini regionali e che unisce fedeli lontani geograficamente ma non nello spirito e nella fede.
