Da fuori sembra una chiesa come tutte le altre, ma nel cuore di Milano c'è una vera copia della Cappella Sistina
La Cappella Sistina di Milano nascosta dietro una facciata discreta
Nel cuore di Milano, a pochi passi dal Castello Sforzesco e dal Cenacolo Vinciano - luoghi in cui Leonardo da Vinci era di casa ai tempi di Ludovico il Moro - esiste una chiesa che dall'esterno potrebbe passare quasi inosservata.
Eppure, appena si varca la soglia di San Maurizio al Monastero Maggiore, la percezione cambia radicalmente: ci si ritrova immersi in uno degli scrigni d'arte rinascimentale più straordinari d'Italia, tanto da essere spesso definita la "Cappella Sistina di Milano". Scopriamone storia e fascino.
La "chiesa doppia", un luogo sospeso tra Roma antica e Rinascimento
La storia di questo complesso affonda le radici in un passato lontanissimo. Il suo campanile, infatti, sorge su strutture di età romana: era originariamente una torre del Circo romano. Accanto si sviluppava il Monastero Maggiore, il più importante cenobio femminile benedettino della città, documentato già tra VIII e IX secolo. In origine la chiesa era dedicata a Maria, ma dall'XI secolo compare l'intitolazione a San Maurizio, che diventerà definitiva nel XII secolo, sotto papa Eugenio III (1148). Questo luogo non è quindi solo una chiesa: è il cuore di un antico mondo monastico femminile, il più rilevante di Milano, chiamato "Maggiore" proprio per la sua importanza.
San Maurizio appartiene alla rara tipologia delle "chiese doppie". L'interno è infatti diviso in due ambienti distinti: un'aula per i fedeli, più piccola e aperta al pubblico; un'aula per le monache di clausura, separata e non accessibile. Le due navate sono divise da un grande tramezzo, che non è un semplice muro, ma una superficie interamente affrescata. È proprio questa struttura a rendere la chiesa un luogo unico: due mondi che convivono senza incontrarsi, quello del popolo e quello del silenzio monastico.
La ricostruzione del Cinquecento, i grandi architetti e il trionfo degli affreschi
All'inizio del XVI secolo la chiesa viene completamente ricostruita. Una lapide datata 1628 ricorda la posa della prima pietra avvenuta il 20 maggio 1503. Il progetto è attribuito a grandi protagonisti del Rinascimento lombardo, tra cui Gian Giacomo Dolcebuono e Amadeo, attivi anche nei cantieri del Duomo di Milano, di Santa Maria delle Grazie, di Santa Maria presso San Celso e della Certosa di Pavia. La facciata in pietra grigia di Ornavasso, sobria ed elegante, rimane incompiuta nella prima fase e viene completata solo nel 1574 da Francesco Pirovano, ingegnere camerale.
Se l'esterno è discreto, l'interno della "Cappella Sistina di Milano" un'esplosione di colore. San Maurizio conserva infatti uno dei cicli pittorici più importanti del Rinascimento lombardo, realizzato nel corso del XVI secolo e considerato la più completa testimonianza della pittura cinquecentesca a Milano. A decorare le superfici intervengono alcuni dei nomi più importanti della scuola lombarda, tra cui Bernardino Luini e la sua bottega, Boltraffio - allievo di Leonardo - Vincenzo Foppa, i fratelli Campi e Simone Peterzano, maestro di Caravaggio.
Le pareti raccontano episodi biblici, santi e scene della tradizione cristiana, con una qualità pittorica che sorprende per luce, equilibrio e raffinatezza dei dettagli. Ecco perché, entrando, si ha la sensazione di trovarsi in una "Sistina milanese", dove ogni superficie è trasformata in racconto visivo.
Tra i principali committenti del ciclo decorativo compaiono Ippolita Sforza e il marito Alessandro Bentivoglio, figura influente nella Milano del tempo. La loro figlia, Bianca Bentivoglio, diventerà poi badessa del monastero con il nome di suor Alessandra. Alcuni ritratti di donatori inginocchiati, guidati da santi nelle lunette del tramezzo, potrebbero rappresentare proprio questa famiglia.
Nel coro delle monache si trova un altro tesoro. È il magnifico organo costruito tra il 1554 e il 1557 da Gian Giacomo Antegnati, uno dei più importanti organari del Rinascimento. Lo strumento, a trasmissione meccanica, dispone di 50 note e una pedaliera di 20, costantemente unita alla tastiera. Nel XIX secolo subisce modifiche per adattarsi al gusto musicale dell'epoca, ma viene restaurato nel 1982 per recuperare il suono originale.
Dal monastero al museo: una storia di trasformazioni nel cuore di Milano
Con la soppressione degli ordini monastici nel 1798, il complesso cambia volto. Successivamente le vie Ansperto (1865) e Luini (1867) separano la chiesa dal monastero e gli spazi conventuali diventano caserma, scuola, ufficio di polizia e ospedale militare. Dagli anni '60 del secolo scorso, il complesso ospita il Museo Civico Archeologico di Milano, il quale conserva oggi reperti romani, sculture e due antiche torri di guardia, permettendo di leggere ancora più a fondo la stratificazione storica del luogo.
Oggi San Maurizio al Monastero Maggiore è un tesoro completamente visitabile grazie al progetto "Aperti per Voi" del Touring Club Italiano, con volontari che accompagnano i visitatori. Si trova in Corso Magenta 15, a pochi passi dalla fermata Cairoli (linea rossa della metropolitana), ed è a ingresso gratuito. Dall'esterno la struttura è discreta, quasi nascosta. Ma basta entrare per capire perché viene chiamata la Cappella Sistina di Milano: un mondo intero dipinto sulle pareti, che non si limita a raccontare la fede, ma racconta Milano stessa.
