Tra le Dolomiti, un borgo alpino trasforma le tradizionali cataste di legna in originali opere d'arte, creando un percorso tra vicoli, storia e tradizioni.
Da semplici cataste di legna a opere d'arte: il curioso paese alpino che ha trasformato una tradizione in attrazione
In Trentino c’è un paese di montagna che ha deciso di raccontare se stesso partendo dal gesto più semplice della vita alpina: accatastare la legna per l’inverno. Mezzano, nella valle di Primiero e ai piedi delle Dolomiti trentine, ha trasformato i ceppi in installazioni diffuse, dando vita al percorso artistico Cataste & Canzei. Passeggiando tra vicoli, cortili e ballatoi di legno, si scopre come una pratica contadina sia diventata un museo a cielo aperto, capace di dialogare con fienili, fontane, tabià e antiche case rurali. Il risultato è un borgo che unisce tradizione e creatività senza snaturare la propria identità, lontano dai flussi deigrandicentri turistici dolomitici. Un luogo da scoprire con calma, seguendo il ritmo della montagna e lasciandosi guidare dal profumo del legno, dall’acqua delle sorgenti e dal silenzio delle Dolomiti che fanno da scenografia.
Mezzano, borgo del Primiero tra Dolomiti e cataste di legna creative

Arrivare a Mezzano significa entrare in uno dei Borghi più belli d’Italia che ha scelto di mettere al centro la propria storia rurale. Siamo nel Trentino orientale, nella valle di Primiero, in un paese che si adagia ai piedi delle Dolomiti, poco distante da Fiera di Primiero e da San Martino di Castrozza.
Qui la legna per l’inverno non è solo una scorta preziosa, ma anche un linguaggio visivo. L’idea alla base di Cataste & Canzei nasce proprio dal modo tradizionale di accatastare i ceppi lungo le pareti delle case, sotto i ballatoi o nelle corti. Una pratica antica, indispensabile per affrontare i lunghi mesi freddi, che ha contribuito a definire l’aspetto del borgo.
Oggi questo gesto quotidiano è diventato un percorso artistico permanente all’aperto: circa trenta installazioni (numero variabile nel tempo) disegnano un itinerario che attraversa il centro storico e invita a guardare il paese con occhi diversi, seguendo il filo del legno e della memoria alpina.
Cataste & Canzei: il legno come galleria d’arte a cielo aperto
Nelle comunità alpine, tagliare, spaccare e accatastare la legna era una questione di sopravvivenza. A Mezzano questi canzèi, come vengono chiamati in dialetto, sono diventati opere che raccontano il rapporto tra l’uomo e la montagna. Artisti, artigiani e scuole d’arte sono stati coinvolti per trasformare cataste funzionali in installazioni contemporanee.
Il percorso Cataste & Canzei si snoda tra vicoli e piazzette, dove il legno si mescola a pietra, ferro e marmo. Alcune composizioni mantengono una geometria essenziale, altre prendono forme sorprendenti: tra le più note, La fisarmonica di Max Gaudenzi richiama la tradizione musicale alpina, mentre L’aluvion di Marco Baj occupa una grande parete di contenimento, ricordando l’alluvione del 1966 che colpì la valle.
Accanto a queste, Il bosco vecchio di Albino Rossi evoca tronchi e rami, La notte in sogno di Erica Schweizer riprende le nicchie decorate delle cataste contadine e Il Benvedersi di Renzo Zugliani diventa una scenografica cornice per fotografie, con balconcino e scandole in legno tipiche delle case del Primiero.
Tra tabià, affreschi e stoli: il volto rurale e storico di Mezzano
Cataste & Canzei è il biglietto da visita di Mezzano, ma il borgo conserva molte altre testimonianze della sua storia alpina. Il centro storico è un intreccio di vicoli stretti, cortili, portici e case in pietra e legno. Qui spiccano i tabià, i tradizionali fienili destinati a fieno e attrezzi agricoli, costruiti per proteggere i raccolti dall’umidità e ottimizzare ogni metro di spazio.
Cuore religioso del paese è la chiesa di San Giorgio, riconoscibile dal campanile con copertura a cipolla. Di origini medievali e rimaneggiata nel Seicento, custodisce un altare barocco con statua lignea del santo, oltre a dipinti di Vittorio Melchiori e opere legate alla tradizione veneta e trentina.
Lungo le vie si incontrano una ventina di affreschi sacri, dal XVI al XX secolo, realizzati anche da pittori itineranti del Bellunese e del Feltrino. Da non perdere l’Arco dei Miceli, uno dei pochi portali storici ad arco originali del Primiero, e gli stoli, antichi cunicoli scavati per convogliare l’acqua verso fontane e abbeveratoi, ancora visitabili in parte e fondamentali perfino dopo l’alluvione del 1966.
Come visitare Mezzano e organizzare la scoperta del borgo e del Primiero

Mezzano si raggiunge facilmente percorrendo la valle di Primiero, nel Trentino orientale, lungo i collegamenti tra l’area feltrina, Fiera di Primiero e San Martino di Castrozza. Una volta arrivati, l’auto si può lasciare ai margini del centro storico: la visita è tutta da fare a piedi, seguendo i ritmi lenti del borgo.
Per esplorare Cataste & Canzei è disponibile una mappa ufficiale, che di solito parte dal portale rosso davanti al Municipio e indica posizione delle installazioni, edifici rurali, fontane e punti panoramici. L’accesso al percorso è libero e gratuito; per visite guidate e iniziative particolari conviene consultare i siti turistici del Primiero o il portale del progetto.
Interessante anche l’iniziativa La sedia rossa, attiva in alcuni periodi: una sedia ben riconoscibile segnala la presenza di un abitante pronto a raccontare storie e curiosità sul paese. Mezzano è visitabile tutto l’anno e può diventare base ideale per escursioni verso il Parco naturale Paneveggio – Pale di San Martino, alternando passeggiate tra cataste di legna, prati, boschi e scenari dolomitici.
