Dal Medioevo domina la città dall'alto: Arechi, il castello che fa rima con Salerno
Salerno, la meraviglia di un monumento che è il simbolo della storia cittadina
Un castello a difesa della città, che domina incontrastato dalla cima del monte e che rappresenta, da secoli, un punto di riferimento costante per il territorio. Tra Salerno e il Castello di Arechi c'è un legame inscindibile: le loro storie viaggiano di pari passo attraverso le epoche. E quella della fortificazione medievale è ricca di particolari da scoprire.
- Il Castello di Arechi, un'icona per Salerno
- I particolari della roccaforte e la bellezza della natura
Il Castello di Arechi, un'icona per Salerno
Il Castello di Arechi sorge sulla cima del monte Bonadies, la vetta che domina dall'alto la città di Salerno: una collocazione impervia ma strategica che ha regalato alla fortificazione uno strumento di difesa molto efficace. Non a caso, secondo quanto riportato dagli storici, grazie alla sua posizione il castello nel corso dei secoli non è stato mai espugnato. Nato originariamente come castrum già intorno al VI secolo, successivamente fu il duca Arechi II a trasformarlo in una roccaforte, rendendolo così un'autentica icona per il territorio.
L'evoluzione del castello di Arechi ha attraversato, nel corso dei secoli, diverse fasi cruciali. Nel periodo normanno, infatti, la struttura fu ampliata verso sud con un loggiato e la sopraelevazione dei salienti murari: una scelta necessaria a contrastare le macchine militari più evolute. Dai documenti storici non sono presenti tracce di restauri databili al periodo svevo mentre successivamente furono soprattutto gli Angioini a ridisegnare la struttura, aggiungendo corpi di fabbrica e cisterne. Fino all'epoca degli Aragonesi che regalò al castello il suo periodo di maggior sviluppo.
A impreziosire il castello anche i particolari in ceramica e vetro ritrovati tra gli ambienti del castello: maioliche napoletane, fiorentine e terraglie prodotte a Vietri sul Mare, a due passi dalla fortificazione, testimoniano la funzione non solo militare ma anche abitativa della fortezza. Infatti furono i Sanseverino, feudatari di Salerno, ad utilizzare la struttura come residenza temporanea: nella seconda metà del Cinquecento i principi ospitarono Thomas Hoby, un viaggiatore inglese che, si racconta, fu costretto a raggiungere la fortezza arrampicandosi tra le rocce prima ancora della realizzazione della strada tra Salerno e Vietri sul Mare.
I particolari della roccaforte e la bellezza della natura
Tra i dettagli iconici del castello di Arechi trova spazio senza dubbio la Bastiglia, realizzata in epoca normanna in una posizione sopraelevata rispetto alla fortezza. La torre aveva funzioni di sicurezza e controllo del versante nord della montagna: al suo interno è possibile individuare l'antico pozzo, utilizzato per recuperare l'acqua da una cisterna sottostante, oltre a un forno e a due dormitori, utilizzati dalle guardie.
Grazie ai lavori di restauro, poi, è stato possibile recuperare gli spazi interni dell'ipogeo, utilizzati con funzione di cisterna ma anche di detenzione di criminali e nemici. Particolari gli affreschi che ritraggono Santa Caterina Alessandrina e San Leonardo, protettore dei carcerati. Ceramiche, vetri, monete e oggetti ritrovati durante gli scavi sono custoditi nel museo della fortezza che può essere visitato, insieme al castello, tutti i giorni dalle 9 alle 17 (la domenica fino alle 15) acquistando un biglietto dal costo di 6 euro.
Ad abbracciare il Castello di Arechi c'è poi un parco mozzafiato che, attraverso i percorsi naturalistici disegnati in collina, immerge i visitatori e gli appassionati nella macchia mediterranea. Un legame prezioso quello costruito tra arte, storia e natura che rende Salerno e i suoi dintorni la testimonianza più importante della ricchezza, e della bellezza, di questo territorio meraviglioso.
