Dell’ardesia e dell’oro liquido che viene dai campi: la Liguria che non conosci è il posto da scoprire oltre il solito mare
Vallate inesplorate e percorsi naturalistici: una fucina di idee di viaggio che rendono l’esplorazione di questa regione foriera di grandissime gioie per il turista
Camminare per conoscere. Potrebbe essere questo il leitmotiv di tante regioni italiane, benché è nella Liguria che si applica in maniera decisamente calzante. Sì, proprio lei, la regione “boomerang” d’Italia, quella di Sanremo e delle Cinque Terre ma che, in un periodo di maggiore attenzione alla sostenibilità dei viaggi, ha deciso di raccontarsi in modo slow, promuovendo nuove frontiere di un turismo che vuole essere realmente inclusivo, per chi lo pratica e per i territori che lo ricevono. E così, per conoscere una Liguria sempre più orientata verso i temi del turismo sostenibile, la redazione di PaesiOnLine ha incontrato, nel corso del recente Salone del Libro di Torino, Luca Parodi, Dirigente Unità Organizzativa Cultura espettacolo di Regione Liguria, nonché Coordinatore tecnico della Commissione Cultura, Conferenza Regioni e P.A.
- Destagionalizzare e delocalizzare: la strategia della Liguria per far conoscere i suoi luoghi più intimi
- La piccola Argentina d’Italia, una valle di cultura e di oro liquido
Destagionalizzare e delocalizzare: la strategia della Liguria per far conoscere i suoi luoghi più intimi

La Liguria è la prima regione italiana per numero di spiagge premiate con la Bandiera Blu, e ne deduciamo quindi che anche l’attenzione dei turisti sia prevalentemente incentrata sulle zone balneari e nei mesi estivi. Ecco che, per Parodi, “il tema del sovraffollamento di alcune zone costiere rispetto alla scarsa fruizione delle zone dell'entroterra è sicuramente un tema che ci vede impegnati. Noi dobbiamo delocalizzare, destagionalizzare intanto la fruizione, delocalizzare gli arrivi verso l'entroterra e verso quelle mete che sono altrettanto interessanti, delle perle che sono da tutti conosciute ma che sono meno note”. Per aumentare la fruibilità del territorio e delle sue località oltre i flussi più standardizzati, vale la pena andare a scoprire quali sono, tra itanti, i poli attrattivi di una Liguria che vede il mare anche dall’alto, e che ha tanto da offrire.
La piccola Argentina d’Italia, una valle di cultura e di oro liquido

Per fare un esempio di quanto l’entroterra ligure possa essere ricco di luoghi di sorprendente bellezza, Parodi cita il caso della Valle Argentina. Una zona della Riviera di Ponente che offre ai visitatori la possibilità di immergersi non soltanto in comuni che sono estremamente ricchi di storia e di beni culturali, ma anche di visitare la produzione dell’oro liquido della Liguria, ovvero l’olio extravergine d’oliva. Non solo qui, ma anche nel Savonese, che è la terra d’elezione dell’oliva taggiasca, una bontà conosciuta praticamente in tutta Italia e nel mondo. Il viaggio nella Liguria che è “secondaria” solo di nome, ma non di fatto, continua poi nella Val Bormida, che un tempo era una valle prettamente industriale,ma oggi ha rivalorizzato il suo comparto storico-culturale promuovendo le ceramiche di Albissola con l’interessante Museo della ceramica, ma anche il Museo della fotografia e il Museo Perrando di Sassello, una collezione multidisciplinare che è davvero unica nel suo genere.
Passando poi al Genovesato, una scoperta la merita sicuramente il comune di Campo Ligure, celebre per essere la capitale mondiale della filigrana, la cui produzione – in mano soprattutto a realtà giovani – è stata sostenuta a livello regionale con i finanziamenti riservati ai borghi del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza). E proprio in questo senso, i progetti finanziati dalle autorità comunitarie hanno permesso di sostenere, in tutta la Liguria, l'accessibilità dei musei; non soltanto quella fisica, che ormai è abbastanza assicurata, quanto quella culturale, quella linguistica, ma anche quella sensoriale, completando il quadro di accoglienza della Liguria. Continuando poi nella zona del Chiavarese, Parodici ricorda tanti altri territori interessanti da visitare, come Lorsica che è da sempre celebre per la produzione di velluti e tessuti damascati, ma anche la Val Fontanabuona dove si produce l’ardesia oppure Santo Stefano Magra con il passaggio della Via Francigena, la Val di Vara e fino ad arrivare a Varese Ligure, che è la capitale della produzione biologica in quest’angolo della Liguria.
