Dinosauri e cammini nel verde: oltre Napoli e la Costiera Amalfitana, c’è una Campania tutta da scoprire
La ricchezza di un territorio da scoprire e il lavoro delle istituzioni per portare il turismo in luoghi meno noti e affollati
La sorprendente capacità della regione Campania di rigenerarsi e, negli ultimi anni, tornare centrale nei flussi turistici che provengono dall’Italia e, soprattutto, dal resto del mondo è diventata per alcuni un caso di studio. Ma se da un lato i classici vettori del turismo spingono i viaggiatori verso le mete più note, intorno a Napoli si sviluppa una cornice di ricettività e di bellezza che rende l’intera regione degna di nota. Per saperne di più sulle strategie e le mete della Campania “ulteriore”, la redazione di PaesiOnLine ha incontrato, nel corso del recente Salone del Libro di Torino, Rosanna Romano, Direttrice per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania. La dottoressa Romano ci ha raccontato in che modo laRegioneCampaniastalavorando per valorizzare il turismo dei sentieri e dei piccoli borghi nel suo territorio.
Sentieri e cammini di una Campania da scoprire nel suo entroterra

Il borgo di San Marco dei Cavoti, nel Beneventano
Regione Campania ha, già da tempo, avviato un progetto che si propone di mettere in sicurezza e dare maggiore fruibilità ai cammini e percorsi itinerari della Regione Campania, grazie a un investimento importante di circa 10 milioni di euro. L’azione della regione riguarda non solo i percorsi principali, ovvero i cammini della Via Francigena e della Via Appia, ma anche i nuovi cammini, quegli itinerari che hanno un percorso di almeno 100 chilometri. Oggi sono quattro, ma nei piani della regione ci sono altre sei iscrizioni in corso di realizzazione. Come abbiamo visto, la regione si impegna anche a promuovere aree fino a oggi considerate “minori”, fagocitate dalla immediata riconoscibilità di luoghi come Napoli o la Costiera Amalfitana. Così, l’azione si concentrasulleareedelBeneventano, dell'Avellinese e del Casertano, dove tanti percorsi e luoghi che fino ad ora erano conosciuti soltanto ai locali finalmente stanno entrando nell'ottica dell'offerta culturale e turistica più ampia, anche a livello nazionale e internazionale.
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Tedeschi, francesi e spagnoli i più innamorati della Campania

Molte delle presenze turistiche internazionali nella regione Campania si concentra tra visitatori tedeschi, francesi e spagnoli. Una comunità di viaggiatori che è molto abituata a questo tipo di percorsi. Sono soprattutto camminatori, ma non necessariamente giovani, anche camminatori di una certa età che amano il turismo lento. Proprio a loro, che scelgono non solo i trekking ma anche percorsi più semplici che possono essere di collegamento tra un borgo e un altro, si rivolgono i progetti volti a scoprire borghi che si stanno aprendo a questo nuovo turismo.
Tra questi ce ne sono tre che vale sicuramente la pena citare: Sanza, nel Cilento, è il borgo pilota, per Regione Campania, nell'ambito della opzione strategica dedicata proprio ai piccoli comuni. Come borgo dell’accoglienza, è un luogo chiamato a diventare un modello di sviluppo territoriale anche da fornire e offrire agli altri borghi, trasformando così una piccola comunità tra le vette del Cilento di appena 2mila abitanti in una meta turistica irrinunciabile. Da scoprire Monteverde, nell’Avellinese, perché è diventato uno dei borghi più accessibili per il territorio della Campania dopo una serie di investimenti che la Regione Campania ha garantito a questo comune, in particolare favorendo la realizzazione di ausili perpersonecondisabilitàche consentono la fruibilità del borgo a 360 gradi. Molto bella Santa Croce del Sannio, nel Beneventano, un borgo che ha un tutta una serie di caratteristiche particolare, località che è stata anche candidata nella lista delle capitali italiane per la cultura e nella quale si organizza un Festival della letteratura molto seguito a livello regionale e nazionale. Infine Pietraroja, anch’esso nel Beneventano, dove è presente il famoso fossile di dinosauro Ciro e intorno al quale si crea un'altra forma di percorso possibile per i conoscitori di questo segmento archeologico così particolare.
