Dopo 160 anni ha cambiato regione, ma non la sua bellezza: è una vera "piccola regina" delle Dolomiti
Un incredibile borgo di montagna dove le Dolomiti incontrano la magia della tradizione
Sappada - o Plodn, nel suo antico dialetto germanofono – è un piccolo scrigno alpino adagiato a 1.250 metri sul confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Una terra di frontiera che, solo dal 2018, è nell'ala friulana, dopo secoli di storia, intrecci culturali e un lungo percorso di autodeterminazione.
A metà strada tra le Alpi Carniche e le Dolomiti, Sappada sembra aver rubato il meglio da entrambe: cime svettanti che si stagliano nel cielo, prati lucenti che esplodono di verde in estate, tramonti che incendiano l’orizzonte e una ricchezza incredibile di tradizioni, architettura e identità. L’ampia valle, distesa tra i 1.200 e i 1.300 metri d'altitudine, segue docile il corso del Piave, che nasce proprio ai piedi del Monte Peralba per poi iniziare il suo viaggio nella storia d'Italia.
La bellezza della natura e una comunità unica nel suo genere
La sua posizione è unica: qui Veneto, Friuli Venezia Giulia e Austria si sfiorano, e da questo incontro nascono le peculiarità che rendono Sappada un luogo diverso da tutti gli altri. Un lembo di mondo dove l'aria profuma di legno, memoria e cime immacolate. È un incontro di popoli diversi. Attorno al paese si stende una corona di montagne, e ai loro piedi una fascia di boschi di conifere protegge l'abitato come un abbraccio silenzioso. Nel fondovalle, si aprono campi e prati illuminati dal sole. Le case, adagiate sul versante più caldo, raccontano secoli di storia attraverso legni antichi, balconi intagliati e architetture che cambiano a seconda delle epoche.
Eppure, nonostante lo scorrere del tempo, i sappadini hanno custodito con tenacia l’anima originaria del territorio: lingua, usanze, riti, costumi. Una montagna autentica, che vive e si rinnova restando se stessa.
Sappada / Plodn è un'isola linguistica germanofona, un minuscolo universo con un'identità forte e protetta nei secoli. Da poco, il paese ha raggiunto un traguardo straordinario: diventare il primo Comune Sostenibile d’Italia, grazie a un equilibrio perfetto tra risorse naturali e patrimonio culturale che abbraccia anche le generazioni future.
Le mille sfaccettature di Sappada e la cultura locale raccontata nei musei
Non mancano i riconoscimenti: è uno dei Borghi più Belli d’Italia e Bandiera dell'Eccellenza del Touring Club Italiano. Meriti che testimoniano la qualità dell'accoglienza, la bellezza del luogo e la sua predisposizione a un turismo rispettoso e appassionato: famiglie, sportivi, escursionisti e buongustai trovano qui un rifugio ideale. Sappada, d’altronde, è una poesia in ogni stagione.
Si accende all'alba, incanta nei tramonti che sovrastano le cime, brilla nel sole di mezzogiorno e si quieta sotto le notti lunari. È splendida d'estate, quando la natura sfuma mille tonalità di verde; malinconica e dorata in autunno; immobile e candida d'inverno, quando la neve sembra sospendere il tempo. Il territorio comunale è composto da quindici borgate, ognuna con una sua anima. Nove di queste – Pill, Mühlbach, Cottern, Hoffe, Fontana, Kratten, Soravia, Ecche e Puiche – custodiscono la cosiddetta Sappada Vecchia, la parte più storica e affascinante del paese.
Passeggiare qui è come sfogliare un album fotografico d’altri tempi: case costruite con la tecnica del blockbau, legno scuro segnato dal tempo, balconcini decorati a mano, fiori che esplodono di colore in estate. Ogni dettaglio racconta un mondo antico e autentico, ancora vivo. In estate il borgo è un trionfo di fioriture, mentre d’inverno le case si vestono di luci, rami di pino e candele: un quadro alpino che sembra uscito da una fiaba e che incanta ogni visitatore.
Inoltre, da non perdere è il viaggio nella cultura montana, custodita con orgoglio in tre preziosi luoghi: il Museo etnografico "Giuseppe Fontana", l'ottocentesca Casa Puicher s’Kottlars e il Piccolo Museo della Grande Guerra. Il Carnevale di Sappada è un'altra perla locale, un rito ancestrale che si conserva nel tempo.
Il cambio di regione, una storia lunga decenni.. con un plebiscito finale
Come accennato sopra, Sappada è diventata friulana solo nel 2018, ma il percorso inizia molto prima. Già nel 1966 un gruppo di capifamiglia, riunito dal parroco don Tarcisio Lucis, fondò un comitato per chiedere il passaggio al Friuli Venezia Giulia, ritenuto più attento alle piccole comunità e alle minoranze linguistiche. Il referendum del 2008 fu un plebiscito: il 95% dei sappadini votò per lasciare il Veneto. Dopo anni di trattative e resistenze, il Parlamento diede l’ok definitivo, sancendo l'ingresso nella regione a statuto speciale.
Da allora, la comunità ha trovato nuovo slancio grazie anche agli investimenti regionali. PromoTurismoFVG ha assunto la gestione degli impianti sciistici, trasformando Sappada nel sesto polo sciistico regionale e avviando importanti progetti di sviluppi. Oggi, a distanza di anni, quasi nessuno guarda indietro. Sappada ha trovato nel Friuli Venezia Giulia una nuova casa, più vicina alle sue radici linguistiche e culturali, e capace di valorizzarne la grande bellezza.
