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Dove il Salento si scopre nel bicchiere: viaggio tra le eccellenze enologiche del Brindisino  

Da Ostuni a Locorotondo, le città salentine più belle si raccontano attraverso i vini DOC e DOCG del territorio

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Un territorio ricco dal punto di vista naturalistico, celebre per la sua propensione (sebbene recente) al turismo e da sempre centrale nei destini della Regione Puglia. La provincia di Brindisi, fulcro di una attrattività che ha reso quest’angolo del Mezzogiorno amatissimo da visitatori occasionali e ricorrenti, ospita al suo interno testimonianze di culture millenarie, ben prima dell’avanzata di Roma sul Mediterraneo, che oggi rivivono in siti archeologici, in magnifiche chiese con sovrapposizioni di stili architettonici, in castelli e torri. Non possiamo però disdegnare una ricchezza più “materiale” di queste zone, quella dei vini del Brindisino, testimonianza fulgida della capacità dei vignaioli pugliesi di trasformare condizioni spesso sfidanti in una delle più importanti produzioni enologiche dell’intero territorio italiano. Proprio per rendere omaggio a queste eccellenze, siamo andati a scoprire quanti e quali sono i vini della provincia di Brindisi, in una sorta di viaggio da fare levando i calici.

Brindisi DOC

La denominazione Brindisi DOC si caratterizza per la tipologia di terreno della zona, sabbie marine e pietra calcarea posizionate sopra le argille pesanti che risalgono all’era del Pleistocene. La denominazione si spinge un po’ all’interno della costa, nel comune di Mesagne. Vitigno di riferimento è Negro Amaro, autoctono Pugliese, che si caratterizza per la maturazione tardiva delle uve. Il disciplinare prevede che nei vini di Brindisi DOC, il Negro Amaro si trovi assieme alla Malvasia Nera o al Montepulciano per un massimo del 30%, il Sangiovese fino al 10%. Questi rossi sono piuttosto strutturati con una decisa componente tannica, al naso si sviluppano aromi di frutta scura e cotta. Ci sono anche i bianchi a base di Chardonnay, Fiano e Malvasia bianca, nelle versioni ferma e spumantizzata.

Locorotondo DOC

Locorotondo DOC è un vino bianco che spicca tra i famosi rossi della regione: questo comune si trova a sedici km dalla costa adriatica, è uno dei borghi della Valle d’Itria, la zona dove ci sono i Trulli. Ottenuto dai vitigni Verdeca min.50% e Bianco di Alessano min.35%, Locorotondo si presenta al naso ampio e intenso, con profumi leggermente fruttati; all’assaggio fresco, morbido e delicato, nella versione Riserva è sottoposto ad un periodo di affinamento. Questo vino bianco pugliese è ottimo per esaltare il gusto delle orecchiette alle cime di rapa: il piatto tipico della regione, ricco di sapore, incontra la freschezza e la vivacità caratteristiche del Locorotondo DOC.

Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG

Nei territori dei comuni di Erchie, Oria e Torre S. Susanna di Brindisi, dal 2011 si produce la DOCG Primitivo di Manduria Dolce Naturale, un vino rosso passito, prodotto con uve del vitigno Primitivo (100%). La zona del Salento è un territorio complesso, con un susseguirsi di superfici sub pianeggianti è rilievi calcarei, le serre salentine presenti più a sud, con un clima piuttosto umido rispetto al resto della regione, con stagioni estive particolarmente afose. Il suolo caratterizzato da terreni calcarei dotati di una straordinaria fertilità: originati da calcareniti argillose, sono prevalentemente di colore rossastro per la presenza di ossido di ferro. Le pratiche tradizionali si sposano con le condizioni ambientali, un processo senza forzature che conferisce al vino le caratteristiche qualitative che lo contraddistinguono. La straordinaria fase dell’appassimento è consentita lasciando i grappoli sulla pianta, oppure collocando le uve destinate a questa DOCG in apposite cassette in zone all’aperto o in locali a temperatura e umidità controllata.  L’intenso color rubino presenta sfumature granate, ma quello che colpisce subito è il suo ampio e complesso profumo: al palato dolce e vellutato, si abbina con i dolci della tradizione, ma è sorprendentemente adatto ai formaggi di lunga stagionatura e agli erborinati. 

Ostuni DOC

Ostuni DOC è una denominazione del 1972 che comprende un vino bianco e un rosè. L’Ostuni Ottavianello. Il bianco, da uve Impigno è Francavilla, viene consumato giovane ed è perfetto per gli abbinamenti con il pesce. Il rosato è realizzato con il vitigno di origine Francese Cinsaut, conosciuto localmente come Ottavianello: dal colore rosso rubino e un bouquet olfattivo vinoso e delicato.

Salice Salentino DOC

La denominazione Salice Salentino DOC, del 1976, è nata con i vini rossi, ma nel corso degli anni sono comparsi anche bianchi è rosati. L’antica zona vitivinicola ha le prime testimonianze che risalgono addirittura al VI secolo a.C. I vitigni di riferimento sono il Negroamaro e la Malvasia Nera che si caratterizza per caratteristiche più morbide è fruttate rispetto al vigore del Negroamaro. Per i bianchi la fa da padrone lo Chardonnay e, a seguire, il Pinot Bianco e il Fiano.

Borgo diVino in Tour, l’occasione per (ri)vivere il piacere del bere d’eccellenza

I vini della provincia di Brindisi, così come i produttori che ogni giorno trasformano i frutti della terra in tesori da conservare gelosamente nelle bottiglie a favore dei gourmand, hanno partecipato anche quest’anno all’appuntamento con Borgo diVino in Tour, che si è tenuto nella bella città bianca di Cisternino nel weekend del 4, 5 e 6 luglio. Un evento che, ancora una volta, ha reso la Valle d’Itria centro focale di una promozione territoriale ed enologica dei migliori vini della Puglia e d’Italia, ma soprattutto l’appuntamento per tante cantine della zona di promuovere le loro referenze al più ampio pubblico possibile, anche grazie alla sinergia con la Camera di commercio Brindisi-Taranto, che ha funto da collegamento ideale tra queste realtà e l’organizzazione della kermesse itinerante, che ha appuntamenti in ciascuna delle 20 regioni italiane. Molte le cantine aderenti, tra cui Campa, con il viticoltore Erminio Campa che ci ha tenuto a sottolineare come “Borgo diVino in tour sia stata una bellissima esperienza in un incantevole borgo come quello di Cisternino, gestita in modo ottimale da operatori professionali e molto disponibili, che ci ha permesso di far conoscere i nostri vini a persone locali ma soprattutto a molti turisti”. L’azienda, che ha una superficie vitata di circa 30 ettari, è vocata soprattutto alla produzione di Primitivo di Manduria DOP, con una coltivazione dei vigneti che viene eseguita con tecniche moderne, ma con la massima attenzione agli equilibri ecologici e biologici, e con grandissimo rispetto per l’ambiente e per le piante.

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